Seminario: “Home invasion basics”

•30 gennaio 2010 • 2 commenti
Il 21 febbraio ci sarà un nuovo seminario DefenseLab: “Home invasion basics“, ovvero gli aspetti di base della gestione di un’aggressione entro le mura domestiche.
A brevissimo invieremo gli inviti (la partecipazione è riservata a chi ha già praticato con noi). Controlla la tua e-mail: se non ricevi nulla entro 2-3 giorni, ma hai già preso parte alle nostre iniziative, contattaci (info@defenselab.org).
A presto!

Due esempi tecnici

•31 gennaio 2010 • Lascia un commento

Ecco alcuni fotogrammi di due soluzioni a fronte di un’aggressione con vittima seduta, entrambe proposte come esempi su una reazione istintiva in una persona con esperienza d’allenamento. Per chi conosce la nostra terminologia, si tratta di esempi durante una sessione di LLST (low-level scenario training).

Il tipo di risposta illustrato non è di base ed introduce concetti tecnici come mattoncini per una tattica di risposta. Proprio per questo permette di riflettere sulla transizione da una reazione naturale ad una risposta che, per essere ben ingegnerizzata ed applicabile, deve tenere conto delle nostre caratteristiche psico-fisiche durante uno scontro.

E’ importante sottolineare che le tattiche illustrate sono “venute fuori da sole”, non sono nè oggetto di ripetizione mnemonica, nè sono state preparate come per una “dimostrazione”. Oggetto dello studio di DefenseLab non sono mai le sequenze tecniche, ma gli ingredienti per produrle spontaneamente ed i contesti reali d’applicazione.

1) l’aggressore attacca con un calcio;2) flinch superiore ed inferiore; 3) conversione tattica; 4-5) tackle; 6) colpi e controllo.

1-2) l’aggressore attacca da dietro; 3-4) duck; 5-6) conversione tattica; 7) colpi e controllo.

(Non) solo per geeks

•28 gennaio 2010 • Lascia un commento

La regola della “no comfort zone” che usiamo per l’allenamento funzionale e le tattiche di difesa personale vale anche per la toolbox delle competenze teoriche, naturalmente.

Vorrei condividere alcune interessanti ricerche tratte dal sito della RAND Corporation. Sono per “addetti ai lavori”, ma offrono spunti interessanti anche per chi è interessato solo come “utente”.

- Preventing underage drinking: http://www.rand.org/pubs/technical_reports/TR403/

- Evaluation of the New York City Police Department Firearm Training and Firearm-Discharge Review Process: http://www.rand.org/pubs/monographs/MG717/

- A Compendium of Sexual Assault Research: http://www.rand.org/pubs/technical_reports/TR617/

Buona lettura!

Aggressione ai Vigili del Fuoco

•21 gennaio 2010 • 2 commenti

Vi invito a leggere attentamente ed a riflettere su OGNI frase di questo articolo. Come dice Marzullo, fatevi le domande e datevi le risposte… Postate i vostri commenti, e se c’è interesse poi posterò i mei ;-)

ROMA – E’ stata una mattina di follia alla caserma romana dei vigili del fuoco di piazza Scilla, a Capanelle. Un ingegnere dipendente della struttura, forse per una lite dovuta al mancato pagamento di alcuni lavori, ha prima ferito alla gola con un coltello a serramanico di 10 centimetri, l’impiegata dell’ufficio amministrativo, poi si è scagliato su altre tre persone che cercavano di fermarlo nei pressi del Sacrario dei pompieri. Secondo quanto riferito dal 118 intorno alle 10:30 sono arrivate circa 70 chiamate dalla scuola per chiedere aiuto.

“Un gesto di pura follia, non ha detto nulla, ha tirato fuori un coltellino di quelli tascabili e ha colpito quattro colleghi”. Così ha descritto gli attimi di terrore nella scuola dei vigili del fuoco, Gennaro Tornatore, responsabile della comunicazione al ministero degli Interni. “Non ci risulta che prima dell’episodio l’uomo avesse avuto discussioni o che alla base del gesto ci siano motivi di tipo economico – ha aggiunto -. Lavorava qui da cinque anni e si occupava della formazione”.

“C’erano pozze di sangue ovunque, una situazione di panico totale. I feriti hanno detto che è stato un gesto improvviso, un attacco a freddo senza motivo”, ha raccontato il direttore della centrale operativa del 118 di Roma, Livio De Angelis. “Sono due le donne rimaste ferite – ha proseguito – di cui una in gravi condizioni, ricoverata all’ospedale Vannini a causa di una ferita di almeno 10 centimetri alla gola”.

Gabriele Mancini, un ingegnere di 41 anni, ha poi tentato di fuggire investendo con l’auto altri quattro vigili del fuoco che gli bloccavano la strada. I carabinieri sono però riusciti a fermarlo e l’hanno portato nella stazione Appia in via del Calice. La donna è ricoverata in gravissime condizioni al Policlinico Casilino mentre gli altri feriti sono stati trasportati agli ospedali Gemelli, San Camillo e Vannini. La stazione di piazza Scilla, a Capannelle, è una struttura usata anche come luogo di esercitazioni per i vigili del fuoco. Sul posto sono arrivati due elicotteri del 118, il capo dipartimento, del soccorso pubblico e della Difesa civile, Francesco Paolo Tronca, e il capo del Corpo nazionale Antonio Gambardella.

Nuovo nato!

•19 gennaio 2010 • Lascia un commento

Lo avevamo annunciato in anteprima, adesso è partito!

Ecco un sito che passa a pieno diritto nelle risorse di DefenseLab: http://www.personaldefensenetwork.com/

Grazie a Rob, Tony e a tutti gli altri.

See you soon, guys!

Alcuni concetti di base

•16 gennaio 2010 • 5 commenti

Mi riallaccio all’allenamento di ieri sera per ricordare che la nostra creatività tattica, per quanto incentivata, deve comunque soggiacere a poche regole elementari (considero “regola” qualcosa che può essere fatto in un modo solo).

  • Se sei sotto l’aggressore, colpisci dal basso verso l’alto. Se sei sopra, dall’alto verso il basso. Spostare avversari con la telecinesi, per imposizione delle mani o contro le leggi della fisica riesce solo agli X-Men e a pochissimi altri talentuosi.
  • Nella scelta del colpo più indicato al bersaglio più vicino, tieni conto dell’efficacia. Pestare un piede durante una situazione per sua natura estremamente dinamica ha un respiro d’efficacia pari appunto alla durata di un respiro.
  • Fatte sempre salve alcune eccezioni, il modo migliore per modificare la configurazione spaziale di un avversario è attraverso i colpi. Mi risulta che solo un serie T della Skynet riesca a schiacciare a terra un avversario appoggiandogli le braccia tese sulle spalle. Se lui si sposta, le nostre risposte tattiche ne devono tenere conto. In altre parole, non si deve pianificare un pacchetto tecnico e sperare che vada bene… La situational awareness è alimentata dal situational assessment: sono consapevole se valuto in continuazione quanto accade.
  • Vanno evitate come la peste le seguenti nonsocomechiamarle: posizione delle mani alla pifferaia; calcetti di allontanamento; applicazione dello stile libero del nuoto come guardia. Quasi sempre, la nostra reazione difensiva, a fronte di una de-escalation che non è andata a buon fine, partirà dal fatto che l’aggressore ci sta attaccando: ricordati di proteggerti! “Proteggi-Controlla-Contrattacca”. Già sentito…?
  • Se sei accerchiato, sfonda l’accerchiamento. E’ il modo migliore per iniziare un allineamento. Dimentica l’utopia di mantenere allineate più di 2 persone: ne avrai 2 posizionate correttamente (forse) e n-2 disposte casualmente, possibilmente a imbuto davanti a te. Anche usare qualcuno come scudo conta solo da Natale a Santo Stefano. Allineare, fare zoning, flanking, ecc., serve solo ad avere la certezza di essere nella miglior condizione possibile per portare un first strike e gestire gli attacchi che, sicuramente, seguiranno.
  • Ok per gli stalli tattici in-aggressione, ma non ne abusiamo. Se sfondo un accerchiamento, dopo ho poco da guardare cosa succede! Succede che gli avversari attaccheranno. Quindi, una volta applicata una strategia di configurazione, iniziamo a lavorare per neutralizzare la minaccia (=scappo se posso; combatto altrimenti). Uscire da un cornering per girarsi a guardare gli avversari con aria di superiorità ha 2 effetti: farci fare la figura del pirla e garantirsi una dose di sberle. L’allineamento non ha poteri magici, le persone tendono a ripristinare un posizionamento efficace e l’accerchiamento.
  • Lo studio senza protezioni balistiche serve a studiare, ragionare, riflettere, osservare, sperimentare, analizzare, riprovare, correggere. Ciò che cambia rispetto allo studio force-on-force con le protezioni sono solo la velocità dell’aggressione e l’intensità del contatto. Se anzichè sembrare un combattimento balistico al rallentatore sembra una scena della “Notte dei morti viventi”, ti stai allenando male.

Ci sono altre considerazioni, naturalmente, ma quelle sopra sono le priorità emerse dall’allenamento di ieri sera.

In generale, se ci troviamo nell’ambito di un sistema fondato su regole corrette, con strumenti tattici coerenti ed efficaci, e strategie mutuate dal reale, è più importante saper gestire le conseguenze dei propri errori, che il cercare un “modello” per evitare che accadano.
Ovvio, parlo di errori skill-based e rule-based (vedi ultimo seminario!), ed in particolare quelli che riguardano l’applicazione errata di strategie corrette, l’esecuzione errata di schemi motori, l’utilizzo di strategie inappropriate o incoerenti con la situazione.

Questo tipo di errori presuppone lo studio di ciò che è corretto, e riflette problemi individuali di apprendimento (non ho studiato bene) e di applicazione (non mi sto allenando bene/abbastanza). In altre parole, apre le porte del reame del miglioramento personale, offrendoci un’occasione per riflettere, auto-esaminarci, comprendere le cause e applicare tattiche di gestione.

La teoria è importante, è semplice e serve per comprendere noi, l’avversario, la situazione e le vie risolutive. E soprattutto, deve essere studiata fino a vederne i risvolti applicati nell’esperienza d’allenamento, altrimenti rimane lettera morta ed abbiamo perso tempo in due.

Buon 2010!

•31 dicembre 2009 • Lascia un commento

Auguriamo a tutti i nostri amici un 2010 sereno e denso di soddisfazioni!

DefenseLab sta già lavorando ai futuri seminari. Abbiamo già in calendario un seminario di base ed uno avanzato entro febbraio, tante replicazioni di scenari (in location reali!) e 2 – forse 3- eventi internazionali in Italia, oltre ad alcune “trasferte” all’estero… E poi, iniziative parallele, come BodyLab ed altri nuovi laboratori.

Proporremo anche alcune novità che sicuramente “stuzzicheranno” i più temerari di voi :)

Adesso basta, se no rovino le sorprese.

A presto!

Articolo di Rob Pincus

•31 dicembre 2009 • 1 commento

Un interessante articolo dall’ultimo numero della newsletter di Rob Pincus.

http://www.imakenews.com/valhalla/e_article001633545.cfm?x=bgpC0QG,bgJVfy02

Messaggio dell’ONU

•23 dicembre 2009 • Lascia un commento

Riceviamo dalle Nazioni Unite:

We applaud your initiative to organize a fundraiser/seminar to raise awareness and help provide solutions for combating violence against women and wish you all the best in your efforts to upscale visibility. With best regards, The Say NO Team

Nei primi giorni di gennaio pubblicheremo gli aggiornamenti e condivideremo con voi le tappe del progetto. Tutti potete aiutare, se siete disponibili inviate una e-mail a info@defenselab.org. Maggiori informazioni su “Say NO” cliccando sul link http://defenselab.org/say-no-unite/

Bullismo al femminile – “Bad girls”

•18 dicembre 2009 • Lascia un commento

Le chiamano “bad girls”, cattive ragazze. Aggrediscono, intimoriscono, minacciano armate di coltelli, picchiano per farsi consegnare giubbini, denaro, cellulari, i-pod.

Quando non sono gli oggetti alla moda il loro obiettivo, l’aggressività può essere scatenata da sentimenti di gelosia per un ragazzo conteso, o semplicemente per le caratteristiche fisiche vistose della vittima, quali l’obesità, i capelli rossi, gli occhiali spessi o perfino un handicap.

Stiamo parlando del bullismo in gonnella, episodi di violenza e prevaricazione compiuti da ragazze minorenni a danno di loro coetanee, che solo nell’ultimo anno hanno fatto registrare un incremento del 10% rispetto allo scorso anno, e il dato è destinato ad aumentare.

A infondere preoccupazione è anche l’età delle bulle notevolmente abbassata, la convinzione della legittimità dell’uso della forza e della minaccia nelle relazioni con i coetanei, e la differenza tra la variante maschile e femminile. Mentre, infatti, i ragazzi sono ancora in grado di mostrare sensibilità verso gli interventi degli adulti, atti a ripristinare i ruoli, più ostinate, rancorose e sfrontate si pongono invece le ragazze.

A renderlo noto è la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Milano, che ha diffuso in questi giorni il resoconto di uno studio condotto sulle segnalazioni di denunce per casi di bullismo nell’ultimo anno.

In un anno le lesioni personali sono passate da 364 a 434, le estorsioni da 20 a 29, sono 63 i fascicoli aperti per lesioni volontarie a carico di ragazze italiane contro i 43 di due anni fa e i 52 dello scorso anno, 26 i fascicoli per percosse, 100 quelli per minacce e ingiurie, 11 per molestie contro l’unico caso segnalato lo scorso anno, e 9 per porto di coltello contro i 3 dell’anno precedente.

A questi dati vanno aggiunti i casi, ancora troppo numerosi, di vittime che per timore di ritorsioni rinunciano a denunciare e chiedere l’intervento di adulti. Sono invece 169 i fascicoli di denunce contro ignoti, reati pertanto che resteranno impuniti.

L’allarme bullismo al femminile non riguarda tuttavia solo la città di Milano. A confermarlo gli episodi resi noti dalla cronaca quotidiana, che coinvolgono adolescenti e bambini di tutta Italia, e le numerose telefonate che giungono ogni giorno a Telefono Azzurro.

Il bullismo femminile non solo è incrementato in questi ultimi due anni, ma è anche diventato sempre più simile a quello maschile. Se, infatti, il bullismo maschile si manifesta in modo più diretto, attraverso atti di prevaricazione, sottraendo ad esempio oggetti alla vittima e danneggiandoli, o ricorrendo alla violenza fisica, il bullismo nella variante femminile era fino a oggi molto più subdolo e si “limitava” ad agire attraverso pressioni psicologiche e il ricorso all’isolamento della vittima con pettegolezzi e calunnie divulgate sul suo conto.

Oggi anche le ragazze dimostrano di prediligere azioni più dirette, e non si fanno scrupoli a farsi riprendere da video cellulari mentre si cimentano in poco eleganti risse a suon di tirate di capelli, come nel video finito solo poco tempo fa  su youtube e che ha fatto il giro dei tg nazionali.

Le cause? Il dito è nuovamente puntato sulla famiglia, non solo per l’incapacità di garantire modelli moralmente validi e autorevoli, a causa di genitori sempre più presi da impegni di lavoro con conseguenti assenteismi che cercano di colmare con oggetti materiali, ma anche per il numero crescente di divorzi turbolenti, in cui i bambini sono i primi a essere strumentalizzati.

[Articolo di Marzia Pomponio]

Credo che la difesa personale trovi ampio spazio fra i banchi di scuola, sarebbe un valido strumento formativo, al pari di ogni altra educazione e istruzione che riceve un ragazzo in un percorso scolastico. Ci lamentiamo della violenza? iniziamo a trattare il problema durante l’adolescenza, in modo serio e scrupoloso, facciamo qualcosa di concreto per cambiare le cose. Utopia? probabilmente si, ma io spero sempre che qualcuno, nella stanza dei bottoni, abbia il coraggio di fare un passo avanti…