In primo piano / hot topics

1 01 2011
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45° Rapporto Censis

2 01 2012

“Le tante forme della violenza quotidiana. Una indagine del Censis fotografa bene un clima sociale in cui si afferma con forza la primazia dell’io e la convinzione che le regole abbiano un peso relativo. L’85,5% degli italiani si arroga il diritto di essere il giudice unico dei propri comportamenti, affermando il primato della coscienza individuale. Il 67,6% ritiene che le regole non devono soffocare la libertà personale. Una libertà che può arrivare anche all’utilizzo delle cattive maniere per difendersi da quello che si considera un sopruso (la pensa così il 51,4%). Anche perché, se non ci si fa rispettare, non si riuscirà mai a ottenere il rispetto altrui (secondo il 70,7%). Aumenta così il conflitto. Tra il luglio 2010 e il giugno 2011 si sono svolte 241 manifestazioni di piazza con disordini, il 53,5% in più rispetto all’anno precedente, con un totale di 556 persone ferite, 1.486 denunciati e 100 arrestati.”

Dal 45° Rapporto Censis sulla situazione sociale del paese, dicembre 2011.





24×7

1 01 2012

Perchè 24×7? Per ricordarci che, non importa il momento, la nostra prontezza e consapevolezza non possono essere in vancanza o fuori turno.

Qualche sera fa alcuni dei miei allievi hanno avuto la triste quanto utile occasione di assistere in diretta ad un episodio di conflitto abbastanza intenso. Modalità standard: un individuo già al limite evidentemente per altre ragioni si è incendiato con un altro per una assurdità. Nel momento in cui sono arrivato io la situazione era già degenerata ad una fase di crisi piuttosto avanzata, di quelle in cui è comunque ancora possibile interagire verbalmente non tanto per disinnescare il conflitto, ma per “congelarlo” al livello in cui è e permettere all’aggressore l’opzione della ritirata dignitosa (come è poi di fatto avvenuto).

Fortunatamente, la vittima non si è lasciata trascinare dove l’aggressore avrebbe voluto per avere una sorta di pretesto “legittimo” all’azione, e i segnali di pre-contatto erano già molto evidenti, pur mancandone all’appello due fondamentali: l’invasione del risk space e l’interruzione delle comunicazioni verbali. Segnali, questi ultimi, che impongono un intervento difensivo fisico.

Mentre ero lì, dietro il mancato aggressore, libero dalla borsa e a rispettosa distanza di intervento, guardavo i presenti. Tranne due, gente che ha già sentito parlare di difesa personale, alcuni da qualche anno. Questo articolo è per loro, soprattutto, perchè respirano quasi quotidianamente l’applicazione pratica, in analisi di aggressioni reali e conseguenti replicazioni di scenari, dei concetti teorici di cui spesso scrivo, con la consapevolezza che dove la sperimentazione diretta non è possibile, lo sforzo di assimilazione della teoria si decuplica. L’essere presenti, seppur come spettatori, ad un conflitto permette di proiettare sulla situazione le proprie conoscenze, esperienze ed abilità, oltretutto ad un livello di stress basso, tale da non inficiare le nostre capacità cognitive razionali. Una bazza, per l’adepto della Fight Science :)

Quali elementi di gestione del conflitto avete riconosciuto nella situazione? Quali non avete visto?

Innanzi tutto, cosa ha trattenuto l’aggressore dall’attaccare, visto che stava marciando come una locomotiva verso l’ultimo stadio di crisi? L’atteggiamento della vittima, in buona parte. Escludendo un’ingenuità sul pretesto dell’innesco, giustificata peraltro dal fatto che chiunque ci sarebbe cascato vista la futilità, fin dall’inizio dell’escalation il comportamento è sempre stato calibrato in ottica di disinnesco: controllo delle proprie emozioni, astensione dal conflitto verbale, linguaggio del corpo coerente. E nonostante ciò, l’escalation è esplosa nella fase di crisi.

A proposito del cambio di fase, invito chi era presente a riflettere sul’apice della situazione e su cosa sarebbe successo se fosse stata applicata una tattica di assertività, che non è mai solo verbale. Ogni strumento difensivo ha i suoi pro e i suoi contro e porta con sè una serie tale di conseguenze che occorre realmente valutare, prima ed in sede didattica, se i suoi effetti non siano peggio di ciò che accadrebbe non applicandolo. L’assertività verbale va impiegata come prima difesa fisica (al verificarsi dei due segnali mancanti di cui sopra) e non come ultima forma di de-escalation, perchè di fatto è di per se stessa un’aggressione.

Quali manovre di de-escalation potevano essere attuate?

In ogni caso, l’atteggiamento corretto della vittima non ha portato da solo ad una rapida de-escalation, e il fatto che ci sia stato altro conferma che, per quanto preparati e di buona volontà, spesso il risultato preventivo non è garantito nè dipende al 100% da noi. Caso, fortuna e prontezza (e i loro contrari!) contribuiscono in egual misura.

Tra i fattori non dipendenti dalla vittima e dalle sue interazioni con l’aggressore dobbiamo sicuramente considerare:

  • L’ambiente: il contesto, non favorevole all’aggressore come relazione rischio-opportunità-beneficio; i presenti, che oltre ad essere testimoni potevano essere considerati non schierati con l’aggressore (assenza di supporto di un gruppo) e, per la posizione nello scenario, favorevoli alla vittima; la separazione tra vittima e aggressore, data dalla presenza di barriere fisiche, dalla vittima in posizione sopraelevata e dallo schieramento involontario dei presenti.
  • L’aggressore stesso: pluripregiudicato con precedenti specifici, sottoposto ad attenzione speciale da parte delle forze dell’ordine, in “prova di fiducia” presso la sua famiglia, con la volontà di una nuova verginità sociale. In un concetto, poco interesse a far accendere i riflettori su di sè.

L’ultimo punto rimanda violentemente alla gestione degli eventi post-conflitto, che impone di “chiudere il conto” attraverso la messa in campo di tutti gli interventi possibili per minimizzare il rischio di rivittimizzazione (un classico) senza costituire a nostra volta un nuovo motivo di escalation per colpa di azioni interpretate come esagerate e meritevoli di risposta (il rancore di un’umiliazione che porta alla vendetta, altro classico). Anche alla luce di queste considerazioni, l’atteggiamento neutro della vittima e il suo rifiuto implicito alla “gara di ego” se non altro non ha offerto all’aggressore alcun pretesto per rivalse, vendette, affermazioni di orgoglio a fronte di umiliazioni percepite o reali.

Nell’arsenale delle misure post-conflitto possiamo in questo specifico caso considerare tutto quanto rafforzi il potere del gruppo e sanzioni il comportamento antisociale (“se fai così li hai tutti contro”):

  • L’impiego di un mediatore autorevole, attraverso amici comuni con ruolo di leader nei confronti dell’aggressore (in questo caso, i membri della sua famiglia fortemente gerarchizzata).
  • L’attivazione di un deterrente forte, attraverso l’impiego informale  (quando possibile, altrimenti ufficiale), delle forze di Polizia.
  • L’offerta di una via d’uscita dal conflitto, che preservi la dignità dell’aggressore per dimenticare l’episodio e ripristini gli equilibri ed i ruoli precedenti.

Non voglio esaminare in questa sede eventuali altre azioni intimidatorie più border-line, attuabili solo se si è veramente disposti a tutto, in una spirale di violenza con esiti fatali garantiti.

Dato che “pensar male è peccato, ma molto spesso ci si prende” (cit.), vale sicuramente la pena riflettere sul proprio grado di prontezza a rispondere ad eventuali, possibili nuove aggressioni, che essendo premeditate saranno caratterizzate da un vantaggio dell’aggressore decisamente maggiore rispetto all’incidente originario.

Tra le contromisure tattiche più tentatrici, la voglia di girare in un qualche modo armati. Non mi sento di disapprovare, pur ribadendo con forza la necessità di sviluppare ed addestrare una specifica consapevolezza su implicazioni, motivazioni, opportunità, tattiche e conseguenze. Voglio però richiamare l’attenzione sull capacità di riconoscere nell’ambiente oggetti che possano diventare armi, una sorta di estensione del pre-posizionamento dalla casa a qualsiasi posto che possiamo frequentare, e sulla necessità di abituarsi a valutare minacce ed opportunità presenti nel luogo in cui siamo o, meglio, saremo. E come per tutto, l’ideale è farlo prima del momento del bisogno, per costruire un percorso d’allenamento che produca familiarità e confidenza nella propria versatilità tattica.

Senza arrivare a prendere una birra in bottiglia anzichè in bicchiere, “perchè non si sa mai, potrebbe servire” (confesso che lo faccio anch’io!)… :)

Infine, alcune riflessioni per chi era presente all’episodio di cui abbiamo parlato.

Eri pronto al peggio? Se si, come? Qual era il tuo piano?

Hai partecipato al potere deterrente ed alla de-escalation? Come?

Oppure, forse, come spesso accade, “la gente se ne fregava”? Meditate, gente, meditate.





Drills con arma lunga e arma corta

2 12 2011

Un altro bel video di Rob. Per chi era con me l’altra sera: notate qualche differenza rispetto al caso di studio che abbiamo esaminato? :)





Cena Gymnica

27 11 2011

Mercoledì 14 dicembre alle 21 ci sarà la cena della Gymnica al Boccaccio, a cui io parteciperò. L’allenamento potrebbe essere recuperato in uno dei (o meglio entrambi!) i seguenti modi:
- workout in sala fitness mercoledì 7 ore 19.30.
- training di difesa personale domenica 11 ore 9.
Ci osa non esserci…? :-)





Protetto: BATS: principi

26 11 2011

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Protetto: Gli elementi del metodo DefenseLab

22 11 2011

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Due “nuovi” nati

19 11 2011

Oggi ho preso una decisione… Importante, ma per nulla difficile.

Le ho provate tutte, sono stato buono, severo, antipatico, simpatico, ho proposto cose semplici e cose complesse, momenti di spensieratezza e allenamenti da shock post-traumatico, ma non c’è stato nulla da fare.

A volte occorre intraprendere decisioni forti, per far progredire chi – poverino – fa comunque del proprio meglio, non si risparmia mai, è sempre disponibile e amichevole, vero con se stesso e con gli altri.

Lo dico? Si, lo dico! E’ con orgoglio gigantesco e commozione che annuncio al mondo che DefenseLab ha due nuovi istruttori, che per la loro abnegazione, la passione, per i risultati che ottengono, anche solo semplicemente per come sono loro, sono un esempio da seguire e una fonte costante di motivazione e ispirazione : Loris e Cristian. Due miei fratelli.

Per chi non li conosce, eccoli in alcuni momenti topici della loro storia più recente. Le foto sono cliccabili per vederle ingrandite, se proprio ci tenete. :)

Loris, da sinistra a destra nei ruoli di duro del roadhouse, seduttore seriale e se stesso…

Cristian, il giorno del brevetto da pilota, con un trofeo sottratto ad un aggressore e in un momento che dice di non ricordare…

Infine, eccoci tutti e tre insieme, sul set di uno scenario in cui, nel ruolo di narcotrafficanti, dobbiamo difenderci dall’attacco di una gang di bad girls. Inutile dire che non ci siamo riusciti: questa era la scena finale :)

Voi, ragazzi, sapete quanto io sia esigente e pignolo. Pertanto, AD ALLENARVI e STUDIARE!!! :)





Allenamento del 19-10-11

20 10 2011

L’esercizio nel video seguente ha come obiettivo lo stimolare nel praticante la valutazione critica della capacità di applicazione delle tattiche adottate.

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Training near Minneapolis

26 09 2011

(from the latest Force Science Institute newsletter)

Free officer-safety training workshop coming up

Two certified Force Science Analysts will conduct a tuition-free officer-safety training workshop Dec. 19-20 in Eden Prairie, MN, a suburb of Minneapolis, under the auspices of the Dept. of Homeland Security and FLETC’s Rural Policing Institute.

Brian Willis of Winning Mind Training will instruct an 8-hr. block on “Harnessing the Winning Mind and Warrior Spirit,” focused on the 4 components of the Warrior Pyramid for peak performance and personal excellence.

He will also join FLETC trainer John Bostain in team-teaching blocks on analyzing and preventing officer line-of-duty fatalities, including officer-involved shootings. Together they will explore decision-making by officers and supervisors that can significantly enhance personal safety and affect the annual toll of law enforcement casualties.

In addition to smaller-agency representatives, officers and trainers from larger departments are also invited on a space-available basis. For more information, email: FLETC-RuralPolicingInstitute@dhs.gov or phone: 800-743-5382.





Protetto: Seminario

18 09 2011

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Si riparte!

27 08 2011

Finalmente ci siamo: il 7 settembre riprendono gli allenamenti di difesa personale!

Ecco alcune delle novità della stagione 2011-2012 di DefenseLab:

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Corsi

Sono felice di confermare che anche per il 2012 i nostri corsi saranno ospitati dal fitness club Gymnica di Alfonsine, in provincia di Ravenna. Gli orari sono:

  • Mercoledì: 20.50 – 22.10.
  • Venerdì: 20.00 – 21.00 e 21.00 – 22.10 (da ottobre solo per il corso avanzato).

Per ogni nuovo iscritto viene fissato un colloquio preliminare, durante il quale si definiscono le date del training individuale, propedeutico agli allenamenti collettivi.

Questo pre-corso, offerto gratuitamente da me, è strutturato così:

  • 1 ora di “Fight Science”, la teoria alla base del nostro modello
  • 1 ora su come è strutturato il metodo d’allenamento DefenseLab.
  • 1 ora sul sistema d’arma “corpo umano”.
  • 1 ora di esercizi di base per gestire attacchi armati

L’accesso al corso avanzato avviene per esame su tutto il programma DefenseLab. Esame che tutti gli allievi in forza al 27/8/2011 sono obbligati a superare :)

Nelle prime settimane, tutto l’orario disponibile verrà dedicato al mega-ripassone generale ed alla costruzione degli obiettivi individuali di miglioramento, due momenti indispensabili sia per gli allievi di lungo corso che per i nuovi.

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Preparazione fisica

Oltre a quanto faremo durante gli allenamenti, sarò disponibile su appuntamento per costruire insieme programmi d’allenamento funzionali alla difesa personale, in collaborazione col team d’istruttori della sala fitness e CrossFit Ravenna.

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Personal training

Anche quest’anno verrà offerta la possibilità di usufruire di sessioni private d’allenamento, costruite ad hoc su obiettivi ed esigenze individuali, relativamente alla preparazione fisica e alla difesa personale. Il personal training è utilissimo sia come processo di miglioramento personale, complementare agli allenamenti collettivi, sia come percorso individuale per coloro che preferiscono questa modalità ai corsi.

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Materiale d’allenamento

Ogni attrezzatura che dovesse rendersi necessaria potrà essere acquistata anche direttamente tramite DefenseLab.

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Attività extra

Per chi ha voglia di fare di più, sono già in programma numerosissime attività nazionali ed internazionali, e non solo per la difesa personale: ci saranno alcune iniziative dedicate al team building, altre saranno lì esclusivamente per divertirsi insieme. E poi sessioni di training e certificazione coi nostri referenti internazionali, addestramenti per forze dell’ordine, e tanto altro che verrà presentato di volta in volta nei briefing pre-allenamento e qui sul sito.

Ci vediamo il 7 settembre, e non mancate alla festa d’inaugurazione del 10 settembre alla Gymnica!.





Protetto: Il modello DefenseLab

22 08 2011

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Armi non letali e carenze d’addestramento

21 08 2011

Ho ricevuto oggi un’interessante ricerca del Dipartimento di Giustizia americano sull’impiego di armi non letali per ridurre il rischio d’incidenti.

In breve, è stato constatato, attraverso l’analisi sperimentale dei dati di alcune agenzie di polizia, che l’uso della forza da parte di agenti di polizia nel controllo di soggetti non collaborativi porta a maggiori lesioni e ferimenti dall’una e dall’altra parte rispetto a quando invece il controllo viene effettuato attraverso strumenti non letali, come ad esempio spray OC e taser.

Da ciò, i ricercatori inferiscono che per limitare i danni fisici nelle operazioni di controllo ed arresto si debba ricorrere maggiormente all’uso di tali strumenti.

Non sono del tutto d’accordo.

Non va dimenticato che esistono studi (vedi Force Science Institute e Blauer Tactical Systems) che dimostrano che in primis occorre intervenire sul metodo e sui protocolli d’addestramento nell’impiego della forza. Non mi appare sensato sottintendere che alla carenza di addestramento si debba sopperire con strumenti e accessori vari. Senza addentrarmi sull’impiego sotto stress o in incidenti critici di tecnologie a “coordinamento psicomotorio complesso”, sistemiamo prima le fondamenta metodologiche, poi, certamente, forniamo strumenti equalizzatori che completino un operatore ben addestrato.

Clicca qui per un riassunto del documento.





Protetto: SWOT 2011

19 08 2011

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Buona fortuna!

17 08 2011

I corsi DefenseLab, purtroppo o per fortuna, mettono davanti agli occhi dell’utente cosa succede a livello di vittimizzazione e le implicazioni sul modello d’allenamento. Questo ha fatto e sta facendo parlare di noi non solo a livello internazionale, tra le forze dell’ordine e i professionisti del settore, ma a maggior ragione anche tra le comunità locali in cui i corsi vengono erogati.

Quello che a qualche profano può sembrare cruda durezza di fatti e allenamenti è ciò che accade in realtà in un’aggressione. DefenseLab prepara alla gestione di un’ampia gamma di situazioni di rischio sicurezza, da quelle che fortunatamente possono essere prevenute attraverso una rieducazione della consapevolezza, o disinnescate con tecniche di comunicazione, fino a quei casi che per loro natura possono essere risolti solo con un uso appropriato ed efficace della forza.

Ovviamente, c’è chi non vuole accettare la realtà dei fatti, c’è chi trova decine di giustificazioni per dirsi che un metodo reality-based non è ciò che stava cercando.

Su questi soggetti purtroppo fioriscono le seconde scelte. Tra poco intorno a me partiranno alcuni corsi di difesa personale per cui vale il concetto “piuttosto, è meglio niente”. Gente, applicate senso critico e fatevi delle domande: non occorre essere esperti, solo sinceri con se stessi. Oggigiorno è molto facile trovare filmati di aggressioni reali. Il metodo, la disciplina o l’istruttore a cui state per affidare la vostra sicurezza vi darà gli strumenti per proteggere voi stessi o i vostri cari nelle situazioni dei video?

Sul sito nella sezione “Cosa facciamo” ho indicato alcuni aspetti da tenere in considerazione nella scelta di un corso di difesa personale: cliccate qui per leggerli.








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