Abbiamo riportato le ultime 2 notizie locali relative ad aggressioni con coltello. Vogliamo condividere con voi alcune riflessioni a routa libera. Il leit motiv è ormai diventato uno “standard di settore”: i criminali sono nell’urgenza di delinquere, accettano rischi considerevoli, hanno infinite opportunità…
1) Le aggressioni non avvengono solo di notte.
2) Il coltello si conferma l’arma “principe” come utilizzo, disponibilità e come potere deterrente ed intimidatorio.
3) Se si tratta di un solo aggressores, le vittime scelte sono le più vulnerabili.
4) Se la vittima non è particolarmente vulnerabile, gli aggressori sono più di uno.
Già solo queste quattro considerazioni vi rendono ancora più evidente il perchè nella nostra metodologia gli scenari d’allenamento comprendano praticamente sempre tali elementi. Tristemente, una conferma in più della necessità di iniziative come la nostra.
In questi giorni ormai chiunque propone corsi di difesa personale. Attenzione! Non tutto ciò che è marrone è cioccolata…
Nei corsi di altri che io e Matteo stiamo esaminando, purtroppo quasi sempre mancano i pre-requisiti minimi per essere definiti “seri”, “efficaci”, “utili”. Non solo contro l’aggressione, ma anche nella metodologia e sensatezza didattica e tattica.
Reality-check rulez!
All’estero, ciò che fiorisce ora in Italia è morto da anni. Guardiamoci intorno, scopriamo chi sono i migliori, i più (realmente) accreditati, osservando l’esperienza di chi ci ha già preceduto sullo stesso cammino.
Da quest’anno abbiamo deciso di proporci anche come formatori di istruttori, in modo da valorizzare attraverso una metodologia potente l’arsenale tattico di chi ha già esperienza tecnica. Ci siamo posti alcune domande: cosa è meglio? Proporci come i migliori o aiutare gli altri a migliorarsi? Creare un centro d’eccellenza per allievi o tanti centri che propongano cose sensate e vere? Se è vero che la difesa personale è uno strumento, un modo “eclettico” di intendere il wellness, allora è vero anche che la cultura deve essere diffusa, nel modo più scientifico, efficace e corretto possibile.
Cosa ne pensate?





Ci sono altre cose da considerare, che avvalorano quanto detto. Per esempio, la criminologia ha cominciato a capire che focalizzarsi sui criminali e’ limitativo, ed alcune interessanti ricerche han dato la vita a una nuova branca, chiamata Vittimologia (victimology). Uno dei risultati piu’ importanti di questa disciplina e’ che le vittime tendono a subire un processo di ri-vittimizzazione. Questo vale sia per le cose (es: una casa che viene svaligiata, o un negozio che viene ‘alleggerito’), che per le persone – molto spesso la vittima di un crimine predatorio (un furto, una rapina) o violento (stupro, aggressione), tende ad essere ri-vittimizzata.
Sebbene non conosca lo stile che praticate, ritengo che l’approccio scientifico che emerge dal blog sia vincente.
sono sempre piu’ convinta della mia scelta! grazie paolo spero di imparare molto
Vorrei fare un commento: sono soddisfatto. Soddisfatto che esistano iniziative di questo tipo, soddisfatto che alcune “Persone” si prendano cura di questi aspetti, soddisfatto che lo facciano a tutto tondo, ma soprattutto faccio un appello agli istruttori: NON SOTTOVALUTATE l’ARTICOLO DI PAOLO. Ahimè ho la certezza che gli istruttori certificati si credano tali poichè hanno superato il corso che li accredita, ma è il CONCETTO DI METTERSI IN DISCUSSIONE che li rende tali, li porta davanti ad altre realtà lavorando soprattutto sull’efficacia ancor più che sulla teoria. Anche per questo un grazie di cuore.