Un’altra vicenda che poteva concludersi diversamente ed in positivo. In caso di “home invasion”, come per ogni scenario di vittimizzazione, una reazione adeguata ed al momento opportuno è la chiave per evitare il peggio. Dall’articolo sembra di capire che abbia reagito solo uno dei membri della famiglia, mentre i casi di studio dimostrano che se la reazione è di gruppo le probabilità di successo sono elevate.
Come per ogni allenamento scenario-based, la simulazione della situazione, insieme a tutti i membri potenziali vittime dello scenario, è la chiave di volta. Cosa faresti se capitasse a te? Hai mai pensato quali opzioni hai se in piena notte, dalla camera da letto, senti qualcuno armeggiare alla porta? E se dopo essere stato svegliato a suon di calci la prima cosa che vedi è la canna di una pistola e tuo figlio in ostaggio? In altre parole, hai un piano? Soprattutto, oltre ad averlo pensato, hai deciso cosa farai? la tua famiglia ne è al corrente?
E’ scientificamente provato che il “neural training” (analisi video, immaginazione e visualizzazione, ecc.) potenzia di molto l’esperienza di preparazione alla difesa personale.
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Rapina in villa a Leno (Brescia). Tre rapinatori, probabilmente slavi secondo la descrizione della vittima, sono entrati in un’abitazione e hanno minacciato e malmenato il proprietario. I malviventi erano armati di una pistola, forse giocattolo, e di cacciaviti. I malviventi hanno portato via gioielli per 30mila euro e poi hanno chiuso i familiari, padre, madre e figlio, nel bagno.
Nella villa in cui sono entrati tre rapinatori, che hanno messo a segno un colpo particolarmente violento, vivono Sergio Gobbi e i suoi familiari. Gobbi è stato picchiato molto violentemente e colpito al capo con l’impugnatura di un cacciavite. Ora è ricoverato in ospedale. Oltre all’uomo, di professione imprenditore nel settore della meccanica di precisione, è stato malmenato anche il figlio, ma pare in modo meno grave; mentre la moglie è stata spintonata.
I tre rapinatori hanno picchiato l’imprenditore che ha 58 anni, mentre il figlio ne ha 30, soprattutto dopo la sua reazione. L’hanno portato nel bagno e lì si sono accaniti contro di lui. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, i malviventi sono entrati scavalcando la rete situata sul muro di cinta della villa. Sono rimasti poi all’interno della casa per 20 minuti e se ne sono andati solo dopo essersi impossessati di gioielli e orologi.







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