Auguriamo a tutti i nostri amici un 2010 sereno e denso di soddisfazioni!
DefenseLab sta già lavorando ai futuri seminari. Abbiamo già in calendario un seminario di base ed uno avanzato entro febbraio, tante replicazioni di scenari (in location reali!) e 2 – forse 3- eventi internazionali in Italia, oltre ad alcune “trasferte” all’estero… E poi, iniziative parallele, come BodyLab ed altri nuovi laboratori.
Proporremo anche alcune novità che sicuramente “stuzzicheranno” i più temerari di voi
We applaud your initiative to organize a fundraiser/seminar to raise awareness and help provide solutions for combating violence against women and wish you all the best in your efforts to upscale visibility. With best regards, The Say NO Team
Nei primi giorni di gennaio pubblicheremo gli aggiornamenti e condivideremo con voi le tappe del progetto. Tutti potete aiutare, se siete disponibili inviate una e-mail a info@defenselab.org. Maggiori informazioni su “Say NO” cliccando sul link http://defenselab.org/say-no-unite/
Le chiamano “bad girls”, cattive ragazze. Aggrediscono, intimoriscono, minacciano armate di coltelli, picchiano per farsi consegnare giubbini, denaro, cellulari, i-pod.
Quando non sono gli oggetti alla moda il loro obiettivo, l’aggressività può essere scatenata da sentimenti di gelosia per un ragazzo conteso, o semplicemente per le caratteristiche fisiche vistose della vittima, quali l’obesità, i capelli rossi, gli occhiali spessi o perfino un handicap.
Stiamo parlando del bullismo in gonnella, episodi di violenza e prevaricazione compiuti da ragazze minorenni a danno di loro coetanee, che solo nell’ultimo anno hanno fatto registrare un incremento del 10% rispetto allo scorso anno, e il dato è destinato ad aumentare.
A infondere preoccupazione è anche l’età delle bulle notevolmente abbassata, la convinzione della legittimità dell’uso della forza e della minaccia nelle relazioni con i coetanei, e la differenza tra la variante maschile e femminile. Mentre, infatti, i ragazzi sono ancora in grado di mostrare sensibilità verso gli interventi degli adulti, atti a ripristinare i ruoli, più ostinate, rancorose e sfrontate si pongono invece le ragazze.
A renderlo noto è la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Milano, che ha diffuso in questi giorni il resoconto di uno studio condotto sulle segnalazioni di denunce per casi di bullismo nell’ultimo anno.
In un anno le lesioni personali sono passate da 364 a 434, le estorsioni da 20 a 29, sono 63 i fascicoli aperti per lesioni volontarie a carico di ragazze italiane contro i 43 di due anni fa e i 52 dello scorso anno, 26 i fascicoli per percosse, 100 quelli per minacce e ingiurie, 11 per molestie contro l’unico caso segnalato lo scorso anno, e 9 per porto di coltello contro i 3 dell’anno precedente.
A questi dati vanno aggiunti i casi, ancora troppo numerosi, di vittime che per timore di ritorsioni rinunciano a denunciare e chiedere l’intervento di adulti. Sono invece 169 i fascicoli di denunce contro ignoti, reati pertanto che resteranno impuniti.
L’allarme bullismo al femminile non riguarda tuttavia solo la città di Milano. A confermarlo gli episodi resi noti dalla cronaca quotidiana, che coinvolgono adolescenti e bambini di tutta Italia, e le numerose telefonate che giungono ogni giorno a Telefono Azzurro.
Il bullismo femminile non solo è incrementato in questi ultimi due anni, ma è anche diventato sempre più simile a quello maschile. Se, infatti, il bullismo maschile si manifesta in modo più diretto, attraverso atti di prevaricazione, sottraendo ad esempio oggetti alla vittima e danneggiandoli, o ricorrendo alla violenza fisica, il bullismo nella variante femminile era fino a oggi molto più subdolo e si “limitava” ad agire attraverso pressioni psicologiche e il ricorso all’isolamento della vittima con pettegolezzi e calunnie divulgate sul suo conto.
Oggi anche le ragazze dimostrano di prediligere azioni più dirette, e non si fanno scrupoli a farsi riprendere da video cellulari mentre si cimentano in poco eleganti risse a suon di tirate di capelli, come nel video finito solo poco tempo fa su youtube e che ha fatto il giro dei tg nazionali.
Le cause? Il dito è nuovamente puntato sulla famiglia, non solo per l’incapacità di garantire modelli moralmente validi e autorevoli, a causa di genitori sempre più presi da impegni di lavoro con conseguenti assenteismi che cercano di colmare con oggetti materiali, ma anche per il numero crescente di divorzi turbolenti, in cui i bambini sono i primi a essere strumentalizzati.
[Articolo di Marzia Pomponio]
Credo che la difesa personale trovi ampio spazio fra i banchi di scuola, sarebbe un valido strumento formativo, al pari di ogni altra educazione e istruzione che riceve un ragazzo in un percorso scolastico. Ci lamentiamo della violenza? iniziamo a trattare il problema durante l’adolescenza, in modo serio e scrupoloso, facciamo qualcosa di concreto per cambiare le cose. Utopia? probabilmente si, ma io spero sempre che qualcuno, nella stanza dei bottoni, abbia il coraggio di fare un passo avanti…
Innanzi tutto, solidarietà incondizionata alla persona vittima di violenza.
“Il successo o il fallimento di un team dipende dal successo o fallimento di ciascuno dei suoi membri. Se uno di essi ha una scarsa situational awareness, possono verificarsi errori critici nella performance che minano il sucesso dell’intero team. Per definizione, ciascun membro del team deve possedere un alto livello …di situational awareness su quei fatttori che sono rilevanti per il suo lavoro. Non è sufficiente che un membro sia consapevole di informazione critica se colui che ne ha bisogno non è altrettanto consapevole”.
Detto questo, guardiamoci ‘sti due link e riflettiamo molto profondamente… i corsi base servono a TUTTI, purtroppo…
L’unica cosa che mi ha fatto sorridere è che, per dare enfasi al fatto (di per sè risibile, dal punto di vista tecnico-professionale), l’entourage del Premier continua ad insistere sul fatto che i Servizi avevano già allertato di possibili rischi sicurezza… il che rende ancora più grave la disorganizzazione totale sulla gestione della prevenzione e dell’aggressione. Per la serie, “andiamo in giro col sedere verso i calci”…
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