Aggressione ai Vigili del Fuoco

21 01 2010

Vi invito a leggere attentamente ed a riflettere su OGNI frase di questo articolo. Come dice Marzullo, fatevi le domande e datevi le risposte… Postate i vostri commenti, e se c’è interesse poi posterò i mei ;-)

ROMA – E’ stata una mattina di follia alla caserma romana dei vigili del fuoco di piazza Scilla, a Capanelle. Un ingegnere dipendente della struttura, forse per una lite dovuta al mancato pagamento di alcuni lavori, ha prima ferito alla gola con un coltello a serramanico di 10 centimetri, l’impiegata dell’ufficio amministrativo, poi si è scagliato su altre tre persone che cercavano di fermarlo nei pressi del Sacrario dei pompieri. Secondo quanto riferito dal 118 intorno alle 10:30 sono arrivate circa 70 chiamate dalla scuola per chiedere aiuto.

“Un gesto di pura follia, non ha detto nulla, ha tirato fuori un coltellino di quelli tascabili e ha colpito quattro colleghi”. Così ha descritto gli attimi di terrore nella scuola dei vigili del fuoco, Gennaro Tornatore, responsabile della comunicazione al ministero degli Interni. “Non ci risulta che prima dell’episodio l’uomo avesse avuto discussioni o che alla base del gesto ci siano motivi di tipo economico – ha aggiunto -. Lavorava qui da cinque anni e si occupava della formazione”.

“C’erano pozze di sangue ovunque, una situazione di panico totale. I feriti hanno detto che è stato un gesto improvviso, un attacco a freddo senza motivo”, ha raccontato il direttore della centrale operativa del 118 di Roma, Livio De Angelis. “Sono due le donne rimaste ferite – ha proseguito – di cui una in gravi condizioni, ricoverata all’ospedale Vannini a causa di una ferita di almeno 10 centimetri alla gola”.

Gabriele Mancini, un ingegnere di 41 anni, ha poi tentato di fuggire investendo con l’auto altri quattro vigili del fuoco che gli bloccavano la strada. I carabinieri sono però riusciti a fermarlo e l’hanno portato nella stazione Appia in via del Calice. La donna è ricoverata in gravissime condizioni al Policlinico Casilino mentre gli altri feriti sono stati trasportati agli ospedali Gemelli, San Camillo e Vannini. La stazione di piazza Scilla, a Capannelle, è una struttura usata anche come luogo di esercitazioni per i vigili del fuoco. Sul posto sono arrivati due elicotteri del 118, il capo dipartimento, del soccorso pubblico e della Difesa civile, Francesco Paolo Tronca, e il capo del Corpo nazionale Antonio Gambardella.


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2 risposte

31 01 2010
Cristian

Ciao! dopo la 1^ aggressione 3 persone hanno tentato di fermarlo in vano,
D – mi chiedo come possono aver fallito in 3!
R – penso che anche se in 3 non siano stati lucidi nel valutare la soluzione migliore da adottare in quel momento, e anche se in superiorità numerica i loro tentativi sono risultati inefficaci del tipo uno entra in azione e gli altri 2 guardano a distanza.
D – leggo che verso le 10:30 sono state fatte circa 70 chiamate dalla scuola, penso che non le abbia fatte una sola persona!
R – penso che ci siano stati molti altri colleghi che potevano intervenire per cercare di sedare l’aggressione, ma non l’hanno fatto limitandosi ad una telefonata e a stare lontani dal problema.
D – come è potuto fuggire dalla scuola con una macchina oltretutto investendo altri 4 vigili!
R – penso il panico si sia imposessato di tutti in quella scuola e nessuno sia stato abbastanza lucido per arginare il più possibile l’aggressore persino al di fuori delle mura dove 4 vigili tentavano di bloccare una macchina con cosa, il proprio corpo?
Questo è in sintesi il mio pensiero su ciò che è accaduto nella scuola.
Attendo tua valutazione
Ciao!!

31 01 2010
Paolo

Cristian, condivido le tue osservazioni. In America ho incontrato diversi Vigili del Fuoco che studiano difesa personale, perchè connessa direttamente col loro lavoro. Più consapevolezza ed esperienza “finalizzata” avrebbe evitato il 90% di quaunto è successo. E’encomiabile il tentativo di gestire intuitivamente la situazione, ma il risultato, proprio perchè elaborato su “preconcetti” e cristallizzazioni di idee errate, ha prodotto non solo un risultato deludente sulla minaccia specifica, ma ha sottoposto altri al rischio di perdere la vita.
Questo dovrebbe far riflettere ed essere evitato.
Come stai vedendo, anche una sola persona adeguatamente “esposta” ad un allenamento situazionale nella gestione dei rischi sicurezza può fare un’enorme differenza.

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