Difesa Personale NONSENSE

3 03 2010

Ogni tanto ho la bruttissima idea di surfare il web alla ricerca di qualche video sulla difesa personale e ogni volta rimango stupito da quante idiozie si possano trovare al riguardo. Ormai abbiamo raggiunto il punto di non ritorno, dove centinaia di “esperti” si nascondono dietro kimono appena stirati e tute militari di paesi lontani per professare tecniche surreali e improbabili, dove avversari consenzienti si lasciano picchiare da maestri idioti e veterani in hakama disarmano malviventi armati di pistole…

In questo regno del NONSENSE, troneggiano alcuni Guru del momento,  persone che cavalcano l’onda dell’ignoranza e della disinformazione per vendere un prodotto scadente e inappropriato. Quasi tutti possiedono curriculum da far sembrare John Rambo una giovane marmotta, pluricertificati e brevettati da corpi speciali come USMC, SEALS, SAS, DELTA, SWAT, MOSSAD, etc. Ma finiamola, credete ancora che un istruttore che insegna ad un gruppo scelto come liberare ostaggi in una carlinga di aereo, venga poi nella vostra città a fare un seminario a voi che lavorate alla posta o nella pizzeria del centro!?! Cominciamo a svegliarci, aprite gli occhi e affrontate il panorama con criticità.

Apriamo un capitolo a caso, tanto caro ad alcuni di questi guru: le armi da taglio! Dovete sapere che su questo argomento riescono a dare il meglio di loro, inventandosi cose che rasentano la fantasia e proponendole ad allievi indottrinati che poi a loro volta diffonderanno il verbo fra amici e conoscenti. Partiamo dal concetto, che su una aggressione con un coltello, non applico una “tecnica di disarmo”! Non c’è nessuna tecnica per disarmare un aggressore che brandisce una lama, ci sono una serie di procedure e nozioni insegnate per riuscire a SOPRAVVIVERE all’attacco di un coltello. La cosa è molto diversa. Ma voglio lasciare la parola ai video.

Di seguito vi regalo la verità, cosa succede veramente quando un criminale o un pazzo omicida tenta di accoltellarvi (questo è quello che è successo a due uomini della sicurezza alle prese con un avventore di un locale):

http://vodpod.com/watch/3158090-due-uomini-della-sicurezza-accoltellati-allingresso-di-un-locale

E ora vi propongo qualche soluzione che ho trovato sul web per far fronte all’aggressione del video precedente:

http://www.youtube.com/watch#v=gNGx4QBdp0Y&feature

http://dailymotion.virgilio.it/video/x6ykxl_aikido-knife-defense_sport

http://www.youtube.com/watch?v=3-I8qq80WRY

http://www.youtube.com/watch?v=xMmNheIG6mg

Ora fatevi delle domande e datevi delle risposte…e se state praticando arti marziali invincibili o sistemi di stampo pseudo-militare…abbassate per una volta il vostro ego e siate onesti con voi stessi.


Azioni

Informazione

5 risposte

3 03 2010
gala

mi trovi perfettamente d’accordo su ogni punto!

3 03 2010
Paolo

per fortuna oggi esiste la possibilità per tutti di fare neural training. Quando non esistevano documenti video spesso si era costretti ad “accettare” il pedigree del sedicente instruttore a garanzia di sperata efficacia.
Oggi bere bovinamente qualsiasi fanfaluca non è più giustificabile… Video, ricerche e dati alla mano (che forniamo nei nostri training), chiunque è in grado di discernere la cacca dalla nutella.

4 03 2010
Ferruz

Direi che dipende. Dipende dall’approccio che vi da l’insegnante verso una eventuale “difesa da coltello”, un conto è fornirti le basi da utilizzare come estrema ratio quando è inevitabile il doversi difendere attivamente, un conto è darvi l’illusione che poi – finito il corso – tutti saranno capaci di difendersi da una eventuale coltellata.
Se uno è capace nell’uso del coltello, auguri – si spera sempre di non dover testare l’efficacia di quello che si è appreso; anche perché un conto è conoscere le tecniche, un conto è avere l’anticipo e la capacità fisica necessarie ad applicarle.

4 03 2010
Paolo

credo che fornire una “tecnica” che funziona solo per alcuni, senza essere chiari in merito, sia criminale almeno quanto l’aggressione di coltello. Per parafrasare qualcuno, la tattica che viene proposta deve essere necessariamente compatibile con la psico-neuro-fisiologia dell’aggressione, il suo svolgimento, e funzionare al 90% il 90% delle volte, per il 90% della popolazione. Questo per indicare che esiste sempre un’alea di rischio inefficacia, che però non può dipendere dalla meccanica della “tecnica”.
*Tutti*, a meno di fattori imponderabili, devono essere in grado di apprendere rapidamente ed applicare con efficacia conclusiva i concetti, le strategie e le loro declinazioni tattiche.
Se così non è, quanto viene proposto è semplicemente sbagliato. Purtroppo, soprattutto quando c’è di mezzo un’arma potenzialmente sempre letale, quale il coltello, ciò che può assomigliare ad una tecnica entra in gioco dopo le prime due fasi difensive, quando ormai la situazione è sotto controllo… Se la sopravvivenza fosse basata sulla tecnica (intesa come abilità, sequenza, destrezza), saremmo morti “due fasi prima”.

4 03 2010

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