RAVENNA – Tentativo di stupro domenica sera alla stazione ferroviaria di Ravenna. A dare l’allarme è stata una ragazza di 20 anni che ha spiegato agli agenti della Polfer che poco prima era stata avvicinata da un giovane nordafricano in compagnia di altri due uomini che aveva cercato di violentarla nel sottopasso ferroviario, picchiando il marito. I poliziotti si sono immediatamente attivati nelle ricerche dell’individuo, arrestandolo poco dopo.
Si tratta di un 31enne, irregolare in Italia, che dovrà rispondere delle accuse di violenza sessuale e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. L’aggressore, sotto i fumi dell’alcol, ha cominciato a dare improvvisamente in escandescenza, colpendo con calci e pugni un poliziotto, che ha riportato lesioni di lieve entità. Dalla ricostruzione dei fatti è emerso che la donna, mentre stava camminando con il marito nel sottopassaggio della Stazione, dopo essere giunta a Ravenna con il treno, è stata aggredita dal nordafricano che era in compagnia di altri due uomini.
I tre, prima di desistere, hanno colpito con calci e pugni il marito, intervenuto in aiuto della moglie, per poi darsi alla fuga a seguito delle grida della donna. Sono in corso indagini per risalire all’identità degli altri due aggressori datisi alla fuga. La donna è stata immediatamente medicata presso il locale Pronto Soccorso, dove è rimasta in osservazione per l’aggressione subita.
(RomagnaOggi, 31/05/2010)







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Picchiato il marito, marocchino arrestato
Tre nordafricani, ha spiegato la ragazza, l’hanno avvicinata e palpeggiata tenendola ferma per il collo contro il muro del sottopassaggio della stazione, con l’intento di stuprarla. Poi hanno picchiato il marito, anche lui di 20 anni di Trento, arrivato per soccorrerla. Quindi, spaventati dalle urla dei passanti, i tre sono scappati via. Ma uno di loro è stato preso
RAVENNA. Una ragazza di Trento di 20 anni è stata vittima di un’aggressione a sfondo sessuale alla stazione ferroviaria di Ravenna da parte di tre stranieri. Un marocchino è stato arrestato poco dopo dalla polizia per violenza sessuale e anche per resistenza a pubblico ufficiale.
Sono in corso accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione e individuare tutti i responsabili. I tre nordafricani, ha spiegato la ragazza, l’hanno avvicinata e palpeggiata tenendola ferma per il collo contro il muro del sottopassaggio della stazione, con l’intento di stuprarla.
Poi hanno picchiato il marito, anche lui di 20 anni di Trento, arrivato per soccorrerla. Quindi, spaventati dalle urla dei passanti, i tre sono scappati via. Poco dopo, erano circa le 20.30, la polizia Ferroviaria di Ravenna grazie alle indicazioni della ragazza, ha bloccato il marocchino, 31 anni, presumibilmente ubriaco il quale ha anche tentato di colpire i poliziotti.
L’extracomunitario, su cui pendeva peraltro una ricerca per rifiuto di rinnovo di permesso di soggiorno legata a precedenti denunce, è stato arrestato. Ai due giovani (da un anno circa domiciliati a Ravenna), medicati in ospedale, sono state riscontrate varie lesioni per una prognosi di alcuni giorni. La ragazza – molto scossa dall’episodio, hanno riferito gli agenti – è stata dimessa solo in mattinata.
Secondo quanto ricostruito dalla Polfer, la coppia, appena arrivata a Ravenna con un treno da Bologna, ha imboccato il sottopassaggio che conduce verso il centro della città romagnola. La giovane si è attardata un poco, ed è stata avvicinata dai tre e bloccata.
Il marito, che si trovava più avanti, è allora tornato per aiutarla ma anche lui è stato bloccato e preso a calci e pugni.
A fare però fuggire i tre aggressori in diverse direzioni, sono state appunto le grida di alcuni passanti.
(31 maggio 2010, Corriere Alpi Trentino)
“[...] Poi uno di loro l’ha spinta contro il muro, tentando di baciarla e violentandola con le dita, mentre gli altri due la palpeggiavano. La ragazza è riuscita a metter fine alla violenza, richiamando con urla le attenzioni del marito che la precedeva nella passeggiata di una decina di metri. L’uomo, corso in difesa della moglie, è stato steso a terra a colpi di pugni”.