Uno dei miei video preferiti sullo SPEAR System.
Tony sara’ a Milano a meta’ luglio per due workshop: http://defenselab.org/2011/04/18/tony-milano/ per ogni info.
“SPEAR System Applications for Personal Defense”
25 06 2011Commenti : Lascia un commento »
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Aggiornamento sulla violenza verso le donne
16 06 2011(di Angela Abbrescia, ANSA.it)
ROMA – Aumentano in Italia le denunce, e le richieste di aiuto, per violenza sessuale e stalking: un po’ per una maggiore consapevolezza delle vittime, ma anche perché il fenomeno della violenza nei confronti delle donne è in crescita. In una società sempre più aggressiva e stressata, le donne – ancora soggetto debole, soprattutto nelle relazioni – diventano facile bersaglio. “Ostaggi” non solo di mariti e fidanzati violenti ma anche della storica attitudine a sentirsi colpevoli. A testimoniarlo c’é la ricerca annuale di Telefono Rosa, che da anni aiuta le donne vittime di violenza. In un anno, hanno spiegato oggi presentando i dati ricavati dall’analisi delle 1.749 donne che si sono rivolte all’associazione nel 2010, le “denunce”, o meglio le richieste di aiuto a Telefono Rosa per violenze fisiche sono aumentate dal 23% al 40%, di violenze psicologiche dal 31% al 38%, di minacce dal 13% al 19%.
Una violenza che insorge durante il matrimonio nel 36% dei casi, nel 13% nella convivenza, nel 3% durante la gravidanza, nel 6% alla nascita dei figli e continuano ripetutamente nel tempo, nel 14% dei casi, anche dopo la separazione prefigurando il reato di stalking. E infatti le richieste di aiuto per stalking sono aumentate, passando dal 6% al 9%, con un incremento dell’insorgenza della violenza dopo la separazione (dal 7% all’11%), “a testimonianza del fatto che il partner non vuole perdere possesso della vittima” ha spiegato Maria Gabriella Moscatelli, presidente di Telefono Rosa. E quindi ecco le minacce, gli insulti, gli appostamenti, i pedinamenti, le telefonate continue, gli sms a raffica. Difficile individuare un profilo preciso delle vittime: sono impiegate (22%), casalinghe (13%), disoccupate (20%), libere professioniste (5%), operaie (7%). Di diversa nazionalità anche se per la maggior parte italiane. Il 74% possiede un titolo di studio superiore, il 43% è coniugata ma molte convivono.
Il 76% ha figli, per lo più piccoli: il 34% di età 0-8 anni e il 31% 9-17 anni. Minori che, direttamente o indirettamente, diventano vittime impotenti della violenza tra le mura domestiche. Altrettanto complicato l’identikit dell’autore delle violenze. E’ un uomo tra i 34 e i 54 anni (59%), svolge lavori nel 36% sei casi come operaio o impiegato ma nell’11% è un libero professionista, nel 6% imprenditore e nel 5% alto dirigente, a testimoniare la trasversalità del fenomeno. Più specifiche, invece, le dinamiche della relazione violenta: nel 79% avviene all’interno di una relazione sentimentale, a cui bisogna aggiungere un 3% di richieste di aiuto per violenza sessuale da parte del padre. E le donne che subiscono violenze sono in genere isolate dalla loro rete affettiva e sociale: solo il 9% chiede aiuto alla famiglia di origine e il 6% agli amici, mentre il 20% si rivolge a polizia o carabinieri. “Tutto ciò dimostra – ha spiegato Moscatelli – che il lavoro in prima linea delle associazioni è ancora uno dei punti fondamentali per combattere la violenza domestica e la violenza sulle donne”. E a questo proposito la presidente di Telefono Rosa ha rivolto un appello alle istituzioni,che “fanno poco o nulla”, affinché siano destinate più risorse a chi ogni giorno cerca di portare aiuto alle vittime di questo odioso fenomeno.
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Reality check del 19-mag-11
19 05 2011Questa foto è utilizzata come “media” promozionale di un noto sistema molto diffuso qui in Italia.
Affidereste davvero la vostra sopravvivenza ad un controllo così?
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Prima di rispondere, date un’occhiata a qualche video di aggressioni reali…
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Force-on-force police training in UK
14 04 2011This sounds quite interesting and hope to grab the results:
Next month an estimated 2,000 peace officers from the United Kingdom will hear a major assessment of current police training presented by Dr. Bill Lewinski, executive director of the Force Science Institute.
The summary report, featuring highlights of nearly 3 years’ work, will be given May 18 in Bournemouth, England, at the annual conference of the Police Federation of England and Wales. The organization represents 141,000 constables, sergeants, and inspectors from more than 40 law enforcement agencies in the U.K., including London’s Metropolitan Police Service.
In 2008, the Federation engaged FSI to conduct an in-depth study of British use-of-force training, focusing particularly on the extent to which existing instruction reflects modern principles of psychomotor science. Lewinski will present key findings, which will be elaborated on in an extensive written report.
“Our review was done to surface areas for improvement in training to help the performance of the constable in the street,” Lewinski says. Force Science News will cover the results in a future transmission.
(From “FORCE SCIENCE NEWS: Transmission #175″)
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Paleo training
8 04 2011Spesso durante gli allenamenti ribadisco che in un contesto di difesa personale o si è prede, o si è predatori.
Grazie ad una segnalazione del mio amico Wayne, ecco alcuni concetti che vorrei poter dire di aver scritto io!
Play hard, work hard, challenge yourself, then rest.
Lift heavy objects, sprint until you’re out of breath, climb trees and jump down, kick balls, shoot baskets. Shovel snow, dig dirt, split firewood. Practice agility as well as strength and endurance. People will stare at you if you’re doing it right, because you’re enjoying yourself—not shuffling down the road in ‘running shoes’, with that vacant look of resigned suffering usually seen on wildebeest being eaten alive by hyenas. The world is your playground! (And if others won’t take advantage of it, too bad for them.)
Don’t ‘exercise’, don’t ‘do cardio’. The only way to improve is to push your limits.
You’ll lose more weight and gain more strength from periodic bursts of short, intense exercise than from hours of ‘cardio’. You’re a human, not a hamster; get off the treadmill! Seriously: drive to work, then drive to the health club so you can pedal a bicycle that goes nowhere? Imagine this: every time you get hungry, you and your six closest friends have to chase down an antelope or spear a mammoth—and if you can’t, none of you get to eat. That is the required intensity.
If you must ‘work out’, do bodyweight exercises, and get some dumbbells or kettlebells.
That way you can finish a workout before you’ve even arrived at the gym. Our objective is health and fitness: a gym body is a lot more work. (Do it if you want, and I admire those with the dedication to sculpt themselves—but it’s not necessary.) Remember, you should be doing short, intense bursts of activity throughout the day: you’re not going to drive to the gym three times.
Note: If you have the time and genuinely enjoy it, absolutely lift heavy weights and get strong. Especially women: you’re not going to suddenly become 1970′s Arnold just because you do squats, and any man who thinks you’re “too muscular” because you don’t look like a heroin addict is weak, insecure, and not worth your time.
Stop trying to ‘save energy’. Make physical effort part of your life. Don’t waste time looking for the closest parking space: just park and walk. Take the stairs. Shovel your own snow, split your own firewood. Unless you’re a cabinetmaker or construction worker, do you really need that cordless screwdriver?
(Clicca qui per l’articolo originale completo).
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Combat Focus Shooting
16 03 2011Combat Focus® è un programma di tiro intuitivo, studiato per aiutare il praticante a diventare più efficiente nell’uso difensivo delle armi da fuoco nel contesto di un incidente critico dinamico:
- Dal punto di vista fisiologico, è “intuitivo” qualcosa che lavora in sintonia con le reazioni naturali del corpo.
- Un’azione è efficiente quando ci permette di raggiungere il nostro obiettivo con il minor dispendio di energia, tempo e sforzo.
- Incidente critico dinamico (ICD): evento improvviso sorprendente e caotico che ci espone a violenza fisica o alla minaccia di violenza fisica.
Tra gli argomenti di base:
- Fondamentali di tiro difensivo intuitivo
- Precisione di combattimento
- Movimento laterale
- Rapporto tra velocità e precisione
- Il ricaricamento durante un incidente critico
- Volume di fuoco
- Addestramento realistico su ingaggio di bersagli multipli
- Comprensione delle reazioni naturali durante un ICD
- Ciclo di sviluppo di abilità
- Tiro con una mano e con mano debole
- Soluzione non diagnostica di malfunzionamenti lineari
- Tiro in movimento (quando, come e perchè)
Un corso di Combat Focus® Shooting (CFS) non è pensato per migliorare la performance da poligono, ma per sviluppare rapidamente le abilità fondamentali necessarie a gestire le peggiori situazioni in cui sia richiesto l’uso difensivo di armi da fuoco.
Il primo corso di CFS Italia si terrà dal 30 settembre al 2 ottobre 2011: clicca qui per maggiori informazioni.
Il CFS è in costante evoluzione e basato su anni di informazione circa il funzionamento di corpo e mente durante un incidente critico dinamico. La sua didattica trae beneficio dall’interazione continua con gli istruttori certificati e le migliaia di allievi in tutto il mondo. Il programma fornisce una varietà di esercizi e metodi che lo studente è in grado di utilizzare autonomamente nella pratica per il miglioramento delle proprie abilità.
Alessandro Padovani, istruttore certificato, ha aperto un gruppo su facebook che contiene materiale dimostrativo e notizie sulla pratica e sugli eventi organizzati in Italia. Clicca qui per accedere!
Altre informazioni, articoli, novità e video sono reperibili sul sito www.combatfocusshooting.com.
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Polizia e tasso di criminalità
12 03 2011Mi ricollego ad un post di qualche tempo fa, in cui citavo un articolo. In esso, si riportavano dichiarazioni rilasciate da organi di polizia relativamente al piano di potenziamento di mezzi e risorse. Dichiarazioni che ad un addetto ai lavori non potevano che suonare demagogiche e strumentali.
Riporto qui di seguito quanto emerge da numerosi studi internazionali.
Quanto alla presenza di forze di polizia, la controprova della scarsa efficacia di questa misura nella diminuzione dei tassi di criminalità sta proprio nel caso italiano. L’Italia, se comparata con altri paesi europei, ha una presenza di operatori di polizia per abitanti assai più elevata, eppure l’Italia è proprio uno dei paesi meno toccato dal declino della criminalità degli ultimi dieci anni. Anche in questo caso, si è notato che la diffusione di operatori di polizia nei paesi europei varia sensibilmente, eppure in tutti questi paesi si assiste ad una diminuzione dei tassi di criminalità mentre non si può negare un possibile effetto di contenimento dovuto alla migliore efficienza della polizia (capacità investigative e coordinamento). Un effetto, quest’ultimo, che però può anche risultare contraddittorio con la diminuzione della criminalità, perché una polizia più efficiente scopre più reati e arresta più persone, portando così ad un incremento, invece che a una diminuzione, dei tassi di criminalità.
(“Politiche e problemi della sicurezza in Emilia-Romagna”, Presidenza della Giunta Regionale)
Investire soldi e risorse nel potenziare una struttura perchè “è stato infatti accertato che la sola presenza dell’agente in divisa contribuisce a innalzare il livello di percezione di sicurezza da parte dei cittadini”, anzichè investire in ciò che realmente (e non a livello di percezione) migliora la sicurezza non è certo la miglior politica ed evidenzia, nel migliore e più ottimistico dei casi, ignoranza.
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Protetto: Scenario analisys: ostaggi
9 03 2011Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Dan Inosanto e i 21 piedi.
3 03 2011Commenti : 1 Commento »
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Training gear
2 03 2011Commenti : Lascia un commento »
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Protetto: Intervista DAL vampiro
25 02 2011Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Protetto: La scienza dell’allenamento nella difesa personale
25 02 2011Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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L’abc
24 02 2011Non mi ricordo se ho già pubblicato un articolo in merito alle fondamenta di un sistema di difesa personale… Cavolo. Troppi post! In ogni caso, repetita iuvant.
Faccio dunque seguito alla lettera aperta che trovate cliccando qui , per ribadire alcuni concetti cardine, spunti di riflessione tratti dalle slide dei corsi di base.
- Reality-check #1: il tuo allenamento ti sta preparando ad affrontare un qualsiasi assalitore, predatore esperto determinato ad ucciderti ad ogni costo? semplicità, sorpresa, velocità, violenza, asimmetria.
- “Violence is not a politically correct beast, dealing with it neither”
- Metodi pseudo-militari: ammesso che – cosa rarissima – sia autentico, un metodo concepito per SEALS, Delta, FBI, Spetsnaz, SAS, ecc., ed i suoi “adattamenti per civili” non è adatto alla gente comune. Un soldato ed un criminale usano procedure e modalità completamente differenti. Un soldato rarissimamente ricorre al combattimento a distanza ravvicinata, quasi mai al corpo a corpo a mani nude. Quello che fa la differenza non è un metodo militare, ma una “mentalità guerriera”. E’ molto più realistico che un metodo per gente comune possa costituire le fondamenta su cui costruire percorsi specialistici (vedi lo SPEAR di Blauer).
- DefenseLab è apertamente schierato contro la “Chiesa della Verità Marziale”: sempre testare e sperimentare; sempre aperti a tesaurizzare il lavoro degli altri; sempre in discussione costruttiva e critica con noi stessi e con gli altri.
- La nostra definizione di reality-based: “allenamento ed abilità di sopravvivenza basati su reazioni istintive, tattiche psico-fisiologicamente sensate, e situazioni di conflitto moderne, che i praticanti hanno la probabilità di fronteggiare nel proprio ambiente”.
- Se l’istinto suggerisce un’aggressione e la fuga o la de-escalation non sono opzioni percorribili, la tattica di difesa deve essere S.A.F.E.:
- Simple (semplice) da imparare, applicare, ricordare.
- Adaptable (adattabile) ad ogni confronto, sia che avvenga camminando, correndo, guidando, stando seduti o sdraiati.
- Fast (veloce), “stun & run” (stordisci e scappa). L’obiettivo non è vincere, ma sopravvivere fisicamente e mentalmente. Effetto sorpresa.
- Effective (efficace) al 90%, sul 90% della popolazione, il 90% delle volte. Scatenare la massima capacità offensiva appena l’aggressione si fa concreta (CWCT, First-Strike, Shredder, ecc.). Ricercare asimmetria attraverso l’intensità e la continuità.
- Non arrendersi mai, continuare a combattere, non seguire le tattiche dell’aggressore, mai accedere al 2° scenario.
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bambini vittime silenziose
22 02 2011(dal sito di “Save the Children”, http://www.savethechildren.it/IT/Tool/Press/Single?id_press=295&year=2011)
I segni del dolore e della sofferenza sono meno evidenti e clamorosi ma non per questo non ci sono. E sono profondi e duraturi, impressi dall’aver assistito direttamente o indirettamente alla violenza sulle proprie madri.
Si stimano in almeno 400.000 in Italia i minori vittime della cosiddetta violenza assistita di genere, cioè di violenze, maltrattamenti fisici, psicologici, economici perpetrati sulle loro madri il più dalle volte dai mariti e partner, all’interno delle mura domestiche e di cui i bambini sono stati indifesi e vulnerabili spettatori.
A fare luce su questa realtà ancora poco nota Save the Children e il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, in una Conferenza a Roma dal titolo “Spettatori e Vittime: i bambini e le bambine che assistono ad un atto di violenza lo subiscono”, un’iniziativa che si inserisce nel quadro del Progetto europeo Daphne III (Minori vittime di violenza assistita di genere in ambito domestico. Analisi dell’efficienza del sistema di protezione), coordinato dalla sezione spagnola di Save the Children.
“E’ ormai dimostrato che un bambino che assiste a una violenza su una persona per lui fondamentale come la madre vive un trauma e avrà delle conseguenze uguali a quelle di un bambino che abbia subito direttamente maltrattamento e violenza”, spiega Raffaela Milano, Responsabile Programmi Italia-Europa Save the Children. “E’ molto importante che questa consapevolezza raggiunga tutti i settori della società e non resti confinata fra gli addetti ai lavori e gli operatori. Intorno a questi bambini è necessario accrescere l’attenzione e rafforzare le reti e i servizi di protezione, cura, tutela, sia a livello nazionale che al livello di interventi regionali, come dimostrano anche i risultati dell’indagine che Save the Children con il Garante dell’Infanzia hanno svolto su Lazio, Piemonte e Calabria “.
“La conferenza di oggi nasce dalla consolidata collaborazione con Save the Children, con la quale già da alcuni anni condividiamo iniziative mirate a sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’infanzia”, spiega Francesco Alvaro, Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio. “In questa circostanza abbiamo scelto di accendere un riflettore sugli effetti che l’assistere ad episodi di violenza in ambito domestico può produrre sulla crescita e lo sviluppo di un bambino. In una regione come il Lazio, dove convivono realtà metropolitane e situazioni di degrado sociale, infatti, ci è sembrato importante analizzare un fenomeno che è ancora oggi oggetto di scarso interesse e che, al contrario, merita di essere affrontato con la dovuta attenzione. La necessità di un adeguato approfondimento del tema è dimostrato anche dall’interesse che hanno mostrato gli adolescenti coinvolti nel percorso di consultazione per la realizzazione del video, che hanno evidenziato proprio l’importanza di aprire un dialogo con gli adulti. Considero questa esperienza l’inizio di un percorso di dibattito e discussione che possa portare a verificare le forme più adatte di azioni preventive del fenomeno, all’interno di un contesto generale di interventi normativi a tutela dell’infanzia”.
Si stimano in 6 milioni e 743 mila le donne fra i 16 e i 70 anni – ovvero il 31,9% delle donne in questa fascia d’età – ad aver subito nella propria vita una violenza: di tipo fisico (il 18,8%), sessuale (23,7%), psicologico (il 33,7%) o di stalking (il 18,8%) 3. Il 14,3% dichiara di averla subita dal proprio partner, si legge nel Rapporto “Spettatori e Vittime: i minori e la violenza assistita in ambito domestico. Analisi dell’efficienza del sistema di protezione”.
Tra le donne che hanno subito violenze ripetute da partner sono 690 mila quelle che avevano figli al momento della violenza. La maggioranza di esse – il 62,4% – ha dichiarato che i figli sono stati testimoni di uno o più episodi di violenza.
Si può dunque stimare dunque in almeno 400.000 il numero di bambini costretti ad assistere alle violenze sulla propria madre.
Nel 19,6% dei casi i figli vi hanno assistito raramente, nel 20,2% a volte, nel 22,6% spesso. Nel 15,7% dei casi le donne valutano che esista il rischio di un coinvolgimento diretto dei figli nella violenza fisica subita dalle madri, secondo la seguente suddivisione: raramente (5,6%), a volte (4,9%), spesso (5,2%).
“Un aspetto molto delicato e critico relativo alle madri è che talvolta negano che i figli possano subire conseguenze dall’assistere alla violenza e tendono a difendere i partner sostenendo che con i figli non sono violenti. Così facendo si rende più difficile l’emersione della sofferenza e del disagio del minore e la possibilità di curarlo e aiutarlo. In realtà un bambino percepisce anche i segnali meno visibili delle violenza, anche il rumore di un piatto rotto, delle urla soffocate, o i silenzi terribili che seguono una lite”, prosegue Raffaela Milano.
Curare e assistere tempestivamente le vittime di violenza assistita è fondamentale per ridurre l’impatto di quanto vissuto, sul presente e sul futuro del bambino. L’esperienza clinica e le stesse indagini dimostrano che chi ha assistito a violenza da piccolo ha più possibilità di subirla da adulto. Si stima infatti che più della metà di donne che hanno assistito a episodi di violenza tra i genitori, da adulte sono state a loro volta vittime di violenze.
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Stress inoculation
15 02 2011Commenti : Lascia un commento »
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