Come si diceva una volta, riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Stavo andando al [locale in provincia di Ravenna] …, erano le 2.15, davanti a noi un ubriaco strafatto con un voyager stava estirpando specchietti e sfasciando carrozzerie alle auto parcheggiate in fila.
Io ho lasciato la sua targa su un paio di macchine perchè lui non si è fermato. Volevo chiamare la polizia perchè venisse a fargli qualcosa, ma sia il 112 che il 113 non hanno risposto. Dava libero. Ma nessuno che abbia detto pronto!
Ho pensato che uno così per strada potesse far male anche a me. Invece ha potuto circolare liberamente.
[...] Mentre continuava a scassare tutte le macchine con il portellone laterale aperto e gli amici dentro che ridevano, io gli ho urlato se poteva per lo meno scostarsi ed evitare di continuare, lasciando magari i suoi dati a quelli a cui aveva fatto danni. Mi sono presa ovviamente mille insulti. Ho lasciato perdere, ma volevo chiamare la pattuglia, non riuscendoci.
Tra l altro rompono tanto per incidenti e massacri. Al [locale] ci saranno ad ogni festa 1500 persone, di cui l’80% (perchè sono ottimista) con tasso alcolico superiore a quello consentito e non c’era nemmeno una pattuglia in giro a controllare qualcuno.
Mi giravano sentitamente le palle. Ti ho pensato in quel momento, a quando dici che anche solo pensare di restare fuori dai casini ti può aiutare. E cosi oggi ti ho informato
Eh, il mio primo pensiero è stato: “Incredibile”… Ma dove?! Non in Italia: da noi ormai è possibilissimo.
Leggete questa, dalla EENA (maggio 2010):
La Commissione Europea ha deciso di chiedere nuovamente l’intervento della Corte di Giustizia Europea contro l’Italia per le inadempienze sulla localizzazione delle chiamate ai numeri di emergenza in Italia ed in particolare relativamente al 112, numero unico di emergenza Europeo.
Dopo la condanna dell’Italia lo scorso 15 Gennaio 2009, ora la Commissione chiede una severa multa che potrebbe costare al Governo 39680 euro al giorno dalla data della sentenza e 178560 euro al giorno dal momento in cui la Corte di Giustizia Europea emetterà la sentenza pecuniaria.
Facendo un rapido calcolo, ad oggi l’Italia dovrà pagare 19 milioni di euro, cioè quasi la metà di quanto già stanziato per la sperimentazione della localizzazione delle chiamate ai numeri di emergenza lo scorso settembre 2009.
Siamo di fronte a una presa di posizione importante da parte della Commissaria Neelie Kroes per l’agenda digitale (foto), la quale ha dichiarato:
“Mi dispiace che la Commissione abbia dovuto chiedere alla Corte di Giustizia di imporre sanzioni finanziarie all’Italia, ma non posso non intervenire quando vedo che le inadempienze di un governo mettono a repentaglio la vita dei cittadini. E’ indispensabile che i servizi di emergenza italiani possano localizzare le chiamate di emergenza – spesso è una questione di vita o di morte. Alla stregua di tutti gli altri Stati membri, l’Italia deve rispettare gli obblighi vigenti per l’attuazione del servizio di emergenza unico Europeo 112″.
Ecco la situazione in un paese membro del G8…
Mi vengono in mente le prime parole che abbiamo scritto nella presentazione della nascita di DefenseLab: “L’evoluzione della società costringe ognuno di noi a rivestire sempre più spesso l’ingrato ruolo di unico responsabile e garante dell’incolumità propria e delle persone che amiamo”.
Come ha detto Albert Einstein, “È meglio essere ottimisti ed avere torto piuttosto che pessimisti ed avere ragione”.
Noi, anche se abbiamo ragione, rimaniamo ottimisti, ma solo perchè lavoriamo su noi stessi…
Se vuoi approfondire la situazione dei numeri d’emergenza, ecco il sito giusto: http://www.eena.it/Italia.htm.
Stay safe.
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