Cena Gymnica

27 11 2011

Mercoledì 14 dicembre alle 21 ci sarà la cena della Gymnica al Boccaccio, a cui io parteciperò. L’allenamento potrebbe essere recuperato in uno dei (o meglio entrambi!) i seguenti modi:
- workout in sala fitness mercoledì 7 ore 19.30.
- training di difesa personale domenica 11 ore 9.
Ci osa non esserci…? :-)





Protetto: Il modello DefenseLab

22 08 2011

Questo post è protetto da password. Per leggerlo inserire la password qui sotto:





Nuovo tool per reality check

10 08 2011

Finalmente è arrivato nella famiglia DefenseLab lo Shocknife™, l’unico coltello da allenamento in grado di indurre paura.

In termini tecnici, lo Shocknife™ permette:

  • Biofeedback sensoriale e visivo su dove la lama è venuta a contatto.
  • Miglior consapevolezza tattica nell’allenamento stimolo-risposta
  • Maggior realismo nella replicazione di scenari dinamici
  • Introduzione di alti livelli di stress
Permettete che ve lo presenti:
.




Protetto: Comportamenti di protezione

5 08 2011

Questo post è protetto da password. Per leggerlo inserire la password qui sotto:





Lo Zen di DefenseLab :)

10 07 2011

Spesso quello che facciamo viene considerato come una delle opzioni in un paniere di attività fisiche, un qualcosa che si fa per “provare”, perchè “lo fa uno che conosco”, perchè “fa moda”, perchè “hanno detto che imparo a menare”, perchè “l’istruttore è carino” , perchè “il mercoledì sera è vuoto”…

La difesa personale non è un corso e non è un’ opzione, è una risposta ad un’intima richiesta. Dobbiamo pretendere da noi stessi di imparare a proteggere noi e i nostri cari. La “carica motivazionale” che spinge a frequentare un corso di difesa personale è ben diversa rispetto a corsi di yoga, spinning o sport marziali.

Richiesta, motivazione, sopravvivenza. Parole sante. Piccola diagnostica: perchè sei ad allenamento? Perchè non ci sei? C’è qualcosa di più forte della cultura del sopravvivere, del non mollare mai, indipendentemente dal tipo e dal volume delle avversità? Occorre davvero cercare una motivazione per soddisfare il bisogno primordiale di sentirsi realmente sicuri? Al di là dell’allenamento, esiste davvero qualcuno che può non pensare alla propria sicurezza, a 360 gradi, sia essa economica, fisica, emotiva…?

Sincera presa di coscienza, disillusa consapevolezza, ardore nell’impegno. Non ci si può permettere il lusso di sentirsi immuni, non ci si può fermare, non esiste il “proverò”, il “farò del mio meglio”, solo il “posso” ed il “faccio”. Non ci sono nè opzioni, nè scorciatoie, nè compromessi.

In questo contesto, quanto vale investire per la nostra vita o quella di nostro figlio? Tra 4 ore d’allenamento a settimana e un happy hour cosa conta di più? E’ più formativo allenarsi quando si è al top o provare a fare qualcosa anche quando fisicamente si è indisposti? E’ più importante pensare a cosa io penso di te o a trarre il massimo beneficio dall’esperienza della pratica? Priorità, obiettivi, onestà, dedizione, perseveranza, passione, sacrificio, amor proprio, giustizia. Vivere questi concetti rende ottenibile qualsiasi successo.

Il sentimento di sopravvivenza è innato nell’essere umano, ma viene schiacciato dal peso delle comodità, dalle false illusioni e dai credo che adottiamo come scudi. Avete già perso la battaglia? siete già vittime del vostro stesso modo di vivere? Occorre tenacia, grinta, senso del dovere e del sacrificio, voglia di vincere ogni sfida, stringere i denti e sopravvivere alle paure. La formazione necessaria al raggiungimento dell’obiettivo è tutt’altro che comoda, tranquilla e sicura. In strada non si fanno prigionieri, non ci sono sconti o dispense per malattia, non ci si ferma alla 15a ripetizione perchè “alla 20a è impossibile arrivarci”. E’ vero, potrebbe non capitarvi mai nulla, anzi ve lo auguriamo, ma noi ci prepariamo al peggio, alla situazione estrema, al punto di non ritorno.

Quello che sarete domani nella strada è quello che siete oggi in allenamento.

Alla fine dell’articolo mi è venuta in mente una campagna di spot che qualcuno mi ha rubato :)





Debrief di ieri sera

30 06 2011

Ieri sera debrief con due tra i miei migliori allievi di sempre. Si parlava di:

  • Consistenza e biomeccanica di clear-control-counter su coltello e pistola.
  • SPEAR come ponte per l’azione successiva.
  • Strategie di base quando si finisce a terra.
  • Modelli tecnici e loro applicabilità nella realtà.
  • Elementi essenziali vs elementi ideali.
  • Adattamenti personali e correttezza generale nel contesto.
  • Tattiche d’emergenza (se proprio ci si è infilati in un brutto casino).

In particolare, sul combattimento a terra si discuteva di alcuni aspetti fondamentali. Il fatto che la maggior parte degli scontri finisce a terra non significa che bisogna diventare dei grappler, ma che si deve essere in grado di sopravvivere e gestire i primi, critici, secondi e che occorre allenare il non finirci ed il rialzarsi alla velocità della luce… Questo, perchè spesso nella difesa personale – e soprattutto quando si è limitati nelle tattiche, nella capacità reattiva e nel controllo dello scenario come a terra, le priorità difensive viaggiano in parallelo.

Scenario: aggressione con coltello, finisco a terra, arrivano altri aggressori. L’unica vera soluzione è NON andare giù, attuare cioè tattiche preventive… Rotolarsi per terra con un pazzo scatenato che non si fermerà prima di cento stoccate, mentre i suoi amici ci riempiono di calci? Mmmmh, suggerireste questa strategia a vostro figlio?

Ultimamente “lascio proseguire” le replicazioni di scenario anche se si finisce nel worst case, perchè lo sperimentare gli effetti di strategie e tattiche maldestre aiuta il miglioramento più di mille spiegazioni e stimola al massimo l’applicazione di concetti come “asimmetria”, “strike first” e “attack the attacker”, scoglio di molti.

Da settembre, chest guard e neck protector obbligatori per tutti, perchè ormai l’uso della forza in allenamento è a dei livelli in cui si impone maggior protezione. Inoltre, anche le armi che qualche volta useremo in allenamento lasceranno il segno.

Proprio oggi Tony ha pubblicato su facebook un video che parla di closest-weapon-closest-target a terra: molto interessante… anche perchè parla esattamente delle stesse cose che ho fatto io ieri sera, incluso rotolarsi su un pavimento non adatto (ma io ero in ufficio) :)





Allenamenti giugno-agosto 2011

3 06 2011

Ecco gli orari d’allenamento per l’estate 2011:

  • Giugno: fino a fine mese proseguiamo con i giorni canonici, ma la presenza dovrà essere confermata almeno 4 giorni prima di ogni allenamento, in modo che possa organizzare la didattica in funzione del numero dei partecipanti.
  • Luglio: due proposte, che discuteremo insieme nei prossimi giorni in palestra:
    • fino al 22, anzichè i due giorni a settimana da 1 ora, facciamo solo il mercoledì, 2 ore (conferma della presenza come per giugno) .
    • sospensione degli allenamenti, con recupero della mensilità.
  • Agosto: sospensione degli allenamenti.

Attività extra:

  • Tutta estate: personal training
  • Luglio: workshop a Milano con Tony Blauer
  • Agosto: workshop “Home Invasion – advanced” con me
  • Settembre: corso CFS a Brescia con Rob Pincus

Per ogni altra info, contattatemi!





Allenamento del 18-mag-11

19 05 2011

Stavo ripensando all’allenamento di ieri sera:

  • HIIT stations run;
  • situational awareness and assessment;
  • t.o.y.s. (wall);
  • very short range low level scenario training (gun, knife, h2h) – 1 vs 1 e 2 vs 1;
  • static e dynamic threat;
  • crisi immediata ed escalation;
  • low light e distorsioni percettive;
  • pre-programming e cold start: pro e contro;
  • clear-control-counter e continuità;
  • asymmetry e volume of fire;
  • attack the attacker;
  • first strike;
  • multiples strategies.

Tanta roba, ma tutta “raccordata” da un filo conduttore dall’inizio alla fine della sessione, l’unico modo per evitare sovraccarico informativo ed un errato, incompleto processo di memorizzazione.

Nel prossimo allenamento, domani, continueremo (ovviamente) questi scenari e tematiche. Come warm-up proveremo uno scenario reale molto semplice come costruzione, ma molto impegnativo dal punto di vista fisico. Be warned! :)





Training gear

2 03 2011

Bruce Lee





Protetto: La scienza dell’allenamento nella difesa personale

25 02 2011

Questo post è protetto da password. Per leggerlo inserire la password qui sotto:





L’abc

24 02 2011

Non mi ricordo se ho già pubblicato un articolo in merito alle fondamenta di un sistema di difesa personale… Cavolo. Troppi post! In ogni caso, repetita iuvant.

Faccio dunque seguito alla lettera aperta che trovate cliccando qui , per ribadire alcuni concetti cardine, spunti di riflessione tratti dalle slide dei corsi di base.

  • Reality-check #1: il tuo allenamento ti sta preparando ad affrontare un qualsiasi assalitore, predatore esperto determinato ad ucciderti ad ogni costo? semplicità, sorpresa, velocità, violenza, asimmetria.
  • “Violence is not a politically correct beast, dealing with it neither”
  • Metodi pseudo-militari: ammesso che – cosa rarissima – sia autentico, un metodo concepito per SEALS, Delta, FBI, Spetsnaz, SAS, ecc., ed i suoi “adattamenti per civili” non è adatto alla gente comune. Un soldato ed un criminale usano procedure e modalità completamente differenti. Un soldato rarissimamente ricorre al combattimento a distanza ravvicinata, quasi mai al corpo a corpo a mani nude. Quello che fa la differenza non è un metodo militare, ma una “mentalità guerriera”. E’ molto più realistico che un metodo per gente comune possa costituire le fondamenta su cui costruire percorsi specialistici (vedi lo SPEAR di Blauer).
  • DefenseLab è apertamente schierato contro la “Chiesa della Verità Marziale”: sempre testare e sperimentare; sempre aperti a tesaurizzare il lavoro degli altri; sempre in discussione costruttiva e critica con noi stessi e con gli altri.
  • La nostra definizione di reality-based: “allenamento ed abilità di sopravvivenza basati su reazioni istintive, tattiche psico-fisiologicamente sensate, e situazioni di conflitto moderne, che i praticanti hanno la probabilità di fronteggiare nel proprio ambiente”.
  • Se l’istinto suggerisce un’aggressione e la fuga o la de-escalation non sono opzioni percorribili, la tattica di difesa deve essere S.A.F.E.:
    • Simple (semplice) da imparare, applicare, ricordare.
    • Adaptable (adattabile) ad ogni confronto, sia che avvenga camminando, correndo, guidando, stando seduti o sdraiati.
    • Fast (veloce), “stun & run” (stordisci e scappa). L’obiettivo non è vincere, ma sopravvivere fisicamente e mentalmente. Effetto sorpresa.
    • Effective (efficace) al 90%, sul 90% della popolazione, il 90% delle volte. Scatenare la massima capacità offensiva appena l’aggressione si fa concreta (CWCT, First-Strike, Shredder, ecc.). Ricercare asimmetria attraverso l’intensità e la continuità.
  • Non arrendersi mai, continuare a combattere, non seguire le tattiche dell’aggressore, mai accedere al 2° scenario.




Video: scenario training del 16-feb-11

18 02 2011

Ecco il video dell’allenamento di mercoledì scorso. Non mi dilungo sui principi teorici che ci stanno dietro, tutti gravitanti sull’opportunità e necessità della reazione difensiva.

Lo scenario: siamo in casa, sentiamo un nostro parente/amico bussare, apriamo e ce lo ritroviamo davanti come ostaggio di un rapinatore armato.

Per niente semplice.

Buona visione.





Protetto: forma fisica e difesa personale

28 01 2011

Questo post è protetto da password. Per leggerlo inserire la password qui sotto:





Training 26-01-11

27 01 2011





Protetto: Allenamento 05-gen-11

5 01 2011

Questo post è protetto da password. Per leggerlo inserire la password qui sotto:








Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.