bambini vittime silenziose

22 02 2011

(dal sito di “Save the Children”, http://www.savethechildren.it/IT/Tool/Press/Single?id_press=295&year=2011)

I segni del dolore e della sofferenza sono meno evidenti e clamorosi ma non per questo non ci sono. E sono profondi e duraturi, impressi dall’aver assistito direttamente o indirettamente alla violenza sulle proprie madri.

Si stimano in almeno 400.000 in Italia i minori vittime della cosiddetta violenza assistita di genere, cioè di violenze, maltrattamenti fisici, psicologici, economici perpetrati sulle loro madri il più dalle volte dai mariti e partner, all’interno delle mura domestiche e di cui i bambini sono stati indifesi e vulnerabili spettatori.

A fare luce su questa realtà ancora poco nota Save the Children e il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, in una Conferenza a Roma dal titolo “Spettatori e Vittime: i bambini e le bambine che assistono ad un atto di violenza lo subiscono”, un’iniziativa che si inserisce nel quadro del Progetto europeo Daphne III (Minori vittime di violenza assistita di genere in ambito domestico. Analisi dell’efficienza del sistema di protezione), coordinato dalla sezione spagnola di Save the Children.

“E’ ormai dimostrato che un bambino che assiste a una violenza su una persona per lui fondamentale come la madre vive un trauma e avrà delle conseguenze uguali a quelle di un bambino che abbia subito direttamente maltrattamento e violenza”, spiega Raffaela Milano, Responsabile Programmi Italia-Europa Save the Children. “E’ molto importante che questa consapevolezza raggiunga tutti i settori della società e non resti confinata fra gli addetti ai lavori e gli operatori. Intorno a questi bambini è necessario accrescere l’attenzione e rafforzare le reti e i servizi di protezione, cura, tutela, sia a livello nazionale che al livello di interventi regionali, come dimostrano anche i risultati dell’indagine che Save the Children con il Garante dell’Infanzia hanno svolto su Lazio, Piemonte e Calabria “.

“La conferenza di oggi nasce dalla consolidata collaborazione con Save the Children, con la quale già da alcuni anni condividiamo iniziative mirate a sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’infanzia”, spiega Francesco Alvaro, Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio. “In questa circostanza abbiamo scelto di accendere un riflettore sugli effetti che l’assistere ad episodi di violenza in ambito domestico può produrre sulla crescita e lo sviluppo di un bambino. In una regione come il Lazio, dove convivono realtà metropolitane e situazioni di degrado sociale, infatti, ci è sembrato importante analizzare un fenomeno che è ancora oggi oggetto di scarso interesse e che, al contrario, merita di essere affrontato con la dovuta attenzione. La necessità di un adeguato approfondimento del tema è dimostrato anche dall’interesse che hanno mostrato gli adolescenti coinvolti nel percorso di consultazione per la realizzazione del video, che hanno evidenziato proprio l’importanza di aprire un dialogo con gli adulti. Considero questa esperienza l’inizio di un percorso di dibattito e discussione che possa portare a verificare le forme più adatte di azioni preventive del fenomeno, all’interno di un contesto generale di interventi normativi a tutela dell’infanzia”.

Si stimano in 6 milioni e 743 mila le donne fra i 16 e i 70 anni – ovvero il 31,9% delle donne in questa fascia d’età – ad aver subito nella propria vita una violenza: di tipo fisico (il 18,8%), sessuale (23,7%), psicologico (il 33,7%) o di stalking (il 18,8%) 3. Il 14,3% dichiara di averla subita dal proprio partner, si legge nel Rapporto “Spettatori e Vittime: i minori e la violenza assistita in ambito domestico. Analisi dell’efficienza del sistema di protezione”.

Tra le donne che hanno subito violenze ripetute da partner sono 690 mila quelle che avevano figli al momento della violenza. La maggioranza di esse – il 62,4% – ha dichiarato che i figli sono stati testimoni di uno o più episodi di violenza.
Si può dunque stimare dunque in almeno 400.000 il numero di bambini costretti ad assistere alle violenze sulla propria madre.

Nel 19,6% dei casi i figli vi hanno assistito raramente, nel 20,2% a volte, nel 22,6% spesso. Nel 15,7% dei casi le donne valutano che esista il rischio di un coinvolgimento diretto dei figli nella violenza fisica subita dalle madri, secondo la seguente suddivisione: raramente (5,6%), a volte (4,9%), spesso (5,2%).

“Un aspetto molto delicato e critico relativo alle madri è che talvolta negano che i figli possano subire conseguenze dall’assistere alla violenza e tendono a difendere i partner sostenendo che con i figli non sono violenti. Così facendo si rende più difficile l’emersione della sofferenza e del disagio del minore e la possibilità di curarlo e aiutarlo. In realtà un bambino percepisce anche i segnali meno visibili delle violenza, anche il rumore di un piatto rotto, delle urla soffocate, o i silenzi terribili che seguono una lite”, prosegue Raffaela Milano.

Curare e assistere tempestivamente le vittime di violenza assistita è fondamentale per ridurre l’impatto di quanto vissuto, sul presente e sul futuro del bambino. L’esperienza clinica e le stesse indagini dimostrano che chi ha assistito a violenza da piccolo ha più possibilità di subirla da adulto. Si stima infatti che più della metà di donne che hanno assistito a episodi di violenza tra i genitori, da adulte sono state a loro volta vittime di violenze.





Rapina con ostaggio

16 02 2011





Un’altra home invasion

3 12 2010

(ANSA.it, 3/12/10)

Quando è rincasata col figlioletto di 16 mesi ha trovato in giardino tre rapinatori che l’hanno costretta ad accompagnarli in casa e l’hanno tenuta sotto sequestro per circa un’ora.

Attimi di paura ieri sera ad Albino, nella frazione di Comenduno, dove una mamma di 34 anni e il suo bambino sono stati presi di mira da una banda di malviventi che si erano appostati fuori dalla villetta dove madre e figlio abitano col papà di 36 anni, in quel momento assente. Ieri sera a tarda ora erano ancora in corso le verifiche all’interno casa per accertare cosa i banditi avessero via. Nel frattempo la donna – che è in attesa di un secondo figlio – è stata accompagnata in ospedale per un controllo.

Secondo una prima e sommaria ricostruzione, ancora al vaglio dei carabinieri di Albino, la donna verso le 19,30 ha fatto rientro a casa col primogenito di 16 mesi. L’abitazione si trova in una zona residenziale, dove sorgono diverse villette isolate l’una dall’altra.

Madre e figlio avrebbero trovato in giardino tre malviventi col volto coperto da passamontagna. Due di loro impugnavano una pistola ciascuno e non hanno esitato a puntarle contro la trentaquattrenne per costringerla ad aprire la porta e farli entrare in casa. I malviventi, per convincerla della loro determinazione, le avrebbero anche strappato dalle braccia il bambino. I tre, inoltre, avrebbero «sequestrato» alla giovane donna il telefonino per impedirle qualsiasi tentativo di chiedere aiuto ai carabinieri o ai familiari durante il raid.

Una volta all’interno della villa, i tre avrebbero rovistato in tutta la casa, in cerca di denaro, orologi e altri oggetti preziosi. Durante il colpo avrebbero detto alla donna – in perfetto italiano – che stavano preparando la rapina da un mese e che erano sicuri di trovare in casa oggetti di valore. La giovane mamma durante il colpo li ha implorati di lasciar perdere e di non far del male a lei e al bimbo.

Dopo circa un’ora di permanenza nella casa, i malviventi si sono allontanati, minacciandola di non denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine. Non era ancora chiaro, a tarda ora, se e che cosa i banditi siano riusciti a portare via dalla casa. Del fatto si stanno occupando i carabinieri della stazione di Albino, sotto il coordinamento della compagnia dell’Arma di Clusone. Mamma e bambino hanno riportato un forte spavento nell’aggressione: in serata la donna è stata anche accompagnata in ospedale per un controllo medico. La freddezza e la determinazione con cui ha agito la banda di malviventi fa pensare davvero che il colpo fosse stato preparato nei minimi dettagli, forse anche attraverso appostamenti fuori dalla casa per ricostruire con precisione le abitudini e gli orari della famiglia.

Per chi non li ha ancora letti: http://defenselab.org/2010/11/11/serie-home-invasion/





Hot114

12 10 2010

Hot114 nasce nell’ambito del programma Safer Internet promosso dalla Commissione Europea per favorire l’ utilizzo sicuro di Internet e delle nuove tecnologie e in particolare per combattere i contenuti illegali e potenzialmente dannosi per bambini e adolescenti.

Tale progetto, affidato a Telefono Azzurro al fine di potenziare l’area della sicurezza in Internet, è diventato ufficialmente operativo il 1° Aprile 2005. Il suo obiettivo è quello di costituire e rendere operativa in Italia una Hotline in servizio 24 ore su 24, che permetta a chi naviga in Rete di segnalare contenuti illegali o potenzialmente dannosi per bambini e adolescenti, così da contrastarne la diffusione e limitarne l’accessibilità.

http://www.hot114.it/





Per non dimenticare

27 07 2010

Mentre sto preparando una safety list sulla scelta di una babysitter, stavo riflettendo sulla volatilità delle notizie.

Vi ricordate l’episodio dell’asilo di Pistoia? No? Molto male…

Dimenticarsi significa abbassare la guardia, e permettere che episodi del genere possano riverificarsi.

Ecco un promemoria…





Home invasion: dalla cronaca

28 02 2010

A meno di una settimana dal seminario “Home invasion basics“, ecco ripresentarsi, con inquietante puntualità, il “caso standard” di cui abbiamo discusso coi partecipanti. Clicca sull’articolo per la versione più grande.

Come promesso, la seconda parte dell’allenamento scenario-based, avanzata e riservata a chi ha partecipato al primo appuntamento, verrà organizzata entro i prossimi due mesi.

Nel frattempo, stay safe!





Alcuni spunti di riflessione

17 11 2009

(ANSA) – ROMA, 17 NOV – E’ l’indifferenza la reazione principale da parte dei coetanei di fronte agli atti di bullismo per il 10/mo rapporto Eurispes.

L’indagine, realizzata con Telefono Azzurro, fotografa la condizione di infanzia e adolescenza. L’aumento di ‘spettatori silenziosi’ e’ una novita’ nel fenomeno del bullismo. Fra gli adolescenti questo atteggiamento e’ aumentato di 7 punti (dal 12,1 al 19,5%). I ragazzi esprimono anche incertezza sul futuro: tra i problemi principali laurea e lavoro.

(ANSA) – ROMA, 17 NOV -Fra il 1 gennaio 2006 e il 31 luglio 2009,il 114,linea telefonica per l’emergenza infanzia,ha gestito una media mensile di 136 interventi.

Le richieste di intervento raccolte da Telefono Azzurro, arrivano per lo piu’ nella fascia serale notturna (35,5%). In generale, la maggior parte provengono da Nord Italia (43,2%),Centro (23,9%),Sud (22,9%),Isole (10%). Chi telefona e’ soprattutto un adulto (90%) e riguarda interventi per maschi (52,6%) e bambini entro i 10 anni (63%).

Faenza: assalto all’iper ”Le Maioliche”, centinaia di migliaia di euro il bottino.

Lugo: furto alla Snai, sgominata banda di sei romeni.

 

(ANSA) – ROMA, 17 NOV – Hanno rapinato e picchiato coetanei coltelli alla mano. Per questo 4 ragazzini, tra i 15 ed i 16 anni, sono stati arrestati dalla polizia. E’ accaduto al bowling dell’Acquacetosa a Roma. Di questi 2, che avevano gia’ precedenti, sono stati denunciati per false generalita’. All’origine di tutto il furto di un giubbotto: durante quello che doveva essere un chiarimento tra 3 gruppi di ragazzi fuori dal locale, un ragazzino viene derubato dalla catenina ed un altro viene colpito a calci.

 





Criminalità minorile

24 10 2009

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Quando ci sarà qualche ragazzo morto, ci renderemo conto che il problema della delinquenza minorile e delle baby gang non è un fenomeno solo anglosassone.

L’isolazionismo culturale del nostro Paese è incredibile ed allucinante, arriviamo (quando arriviamo) sempre col treno della ghiaia. E chiedersi il perchè porta a conclusioni semplici, ma che fanno inorridire…

Altra dimostrazione che una cultura della sicurezza corretta e non distorta deve permeare tutti gli strati sociali e le fasce d’età. Speriamo che vada in porto l’operazione di Matteo, nell’interesse non certo nostro, ma di chi sempre più spesso diventa vittima, in una fase della vita in cui, più che in altri momenti, dovrebbe regnare la spensieratezza e la gioia di vivere.

Pubblicato da Wordmobi





Happyfamily Onlus – disostruzione bambino

9 10 2009

Manovre di disostruzione di un bambino secondo le nuove linee guida internazionali





Bambini scomparsi

6 10 2009

Dal sito della Polizia di Stato: “Ogni volta che scompare un bambino disperazione e sconforto avvolgono le famiglie mentre nell’opinione pubblica si diffonde sconcerto e preoccupazione. Da oggi c’è un aiuto in più: il numero verde 116000 “linea telefonica diretta per i minori scomparsi”. Un numero unico a livello europeo, coordinato da Missing children europe: la federazione che raggruppa tutte le Onlus che operano nel settore sociale a difesa dei bambini”.

Articolo: “116000: numero unico in aiuto dei bambini scomparsi”

Al numero è associato anche un sito web: http://116-000.it/








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