L’esercizio nel video seguente ha come obiettivo lo stimolare nel praticante la valutazione critica della capacità di applicazione delle tattiche adottate.
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L’esercizio nel video seguente ha come obiettivo lo stimolare nel praticante la valutazione critica della capacità di applicazione delle tattiche adottate.
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Finalmente è arrivato nella famiglia DefenseLab lo Shocknife™, l’unico coltello da allenamento in grado di indurre paura.
In termini tecnici, lo Shocknife™ permette:
Questa foto è utilizzata come “media” promozionale di un noto sistema molto diffuso qui in Italia.
Affidereste davvero la vostra sopravvivenza ad un controllo così?
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Prima di rispondere, date un’occhiata a qualche video di aggressioni reali…
Ecco come la legge italiana protegge le potenziali (chiedo scusa, “già”) vittime dello stalking:
ROMA (22 novembre) – Un ragazza di 25 anni di origini napoletane è stata uccisa a coltellate a Terracina nella sua abitazione dall’ex convivente, Luigi Faccetti, 24 anni, pregiudicato di origini campane.
Eliana Femiano, è stata aggredita violentemente e massacrata a coltellate sembra al culmine di una lite per gelosia. Il delitto è avvenuto nella zona di via Capirchio. Ad allertare i carabinieri è stata una segnalazione anonima. Arrivati nell’appartamento i militari hanno forzato la serratura e una volta entrati hanno trovato il corpo della giovane riverso a terra. I sospetti si sono subito appuntati sull’ex convivente che si era dato alla fuga. Il ragazzo è stato rintracciato e arrestato a Villaicca, nel napoletano.
L’uomo aveva già tentato di uccidere la ex convivente. L’episodio era avvenuto un anno fa a dicembre a Napoli. I due erano stati fidanzati per circa un anno e mezzo, la loro relazione era finita ma l’uomo non si era rassegnato e l’aveva perseguitata con sms e pedinamenti. Poi un giorno aveva atteso che uscisse di casa e l’aveva aggredita ferendola con 4 fendenti al collo. Dopo un intervento la ragazza era riuscita a guarire e l’uomo si era dato alla fuga e solo in seguito aveva deciso di costituirsi. Gli era stato notificato un provvedimento di fermo per tentato omicidio. Ad un anno di distanza è tornato ad aggredire, stavolta mortalmente.
(Messaggero, 22-nov-10)
DefenseLab, “Chi siamo”, primo paragrafo: “L’evoluzione della società costringe ognuno di noi a rivestire sempre più spesso l’ingrato ruolo di unico responsabile e garante dell’incolumità propria e delle persone che amiamo”.
F*ck…
Recentemente ho avuto l’occasione di vedere “tecniche” di difesa da coltello, presentate da persone che si propongono come “esperte”.
Per i concetti di “tecnica” ed “esperienza” in ottica di difesa personale, rimando agli articoli precedenti.
Gli esempi che ho visto cadono perfettamente nella definizione di “become very good in the wrong thing”!
Tutto ció che in fase di clearing e di controllo viene eseguito al volo e/o a braccia piegate é, senza tanti giri di parole, SBAGLIATO, sia biomeccanicamente che tatticamente. Sembrare “sboroni” non significa eseguire una difesa corretta, e questo tipo di approcci dimostra che c’è sempre da imparare anche quando si crede di essere arrivati…
Appena possibile posteró delle foto d’esempio. Nel frattempo, che Dio li protegga…
Inviato tramite WordPress for BlackBerry.
Un rapinatore esce dalla banca con una donna in ostaggio, coltello alla gola. Clicca qui per vedere il video.
Ogni tanto ho la bruttissima idea di surfare il web alla ricerca di qualche video sulla difesa personale e ogni volta rimango stupito da quante idiozie si possano trovare al riguardo. Ormai abbiamo raggiunto il punto di non ritorno, dove centinaia di “esperti” si nascondono dietro kimono appena stirati e tute militari di paesi lontani per professare tecniche surreali e improbabili, dove avversari consenzienti si lasciano picchiare da maestri idioti e veterani in hakama disarmano malviventi armati di pistole…
In questo regno del NONSENSE, troneggiano alcuni Guru del momento, persone che cavalcano l’onda dell’ignoranza e della disinformazione per vendere un prodotto scadente e inappropriato. Quasi tutti possiedono curriculum da far sembrare John Rambo una giovane marmotta, pluricertificati e brevettati da corpi speciali come USMC, SEALS, SAS, DELTA, SWAT, MOSSAD, etc. Ma finiamola, credete ancora che un istruttore che insegna ad un gruppo scelto come liberare ostaggi in una carlinga di aereo, venga poi nella vostra città a fare un seminario a voi che lavorate alla posta o nella pizzeria del centro!?! Cominciamo a svegliarci, aprite gli occhi e affrontate il panorama con criticità.
Apriamo un capitolo a caso, tanto caro ad alcuni di questi guru: le armi da taglio! Dovete sapere che su questo argomento riescono a dare il meglio di loro, inventandosi cose che rasentano la fantasia e proponendole ad allievi indottrinati che poi a loro volta diffonderanno il verbo fra amici e conoscenti. Partiamo dal concetto, che su una aggressione con un coltello, non applico una “tecnica di disarmo”! Non c’è nessuna tecnica per disarmare un aggressore che brandisce una lama, ci sono una serie di procedure e nozioni insegnate per riuscire a SOPRAVVIVERE all’attacco di un coltello. La cosa è molto diversa. Ma voglio lasciare la parola ai video.
Di seguito vi regalo la verità, cosa succede veramente quando un criminale o un pazzo omicida tenta di accoltellarvi (questo è quello che è successo a due uomini della sicurezza alle prese con un avventore di un locale):
http://vodpod.com/watch/3158090-due-uomini-della-sicurezza-accoltellati-allingresso-di-un-locale
E ora vi propongo qualche soluzione che ho trovato sul web per far fronte all’aggressione del video precedente:
http://www.youtube.com/watch#v=gNGx4QBdp0Y&feature
http://dailymotion.virgilio.it/video/x6ykxl_aikido-knife-defense_sport
http://www.youtube.com/watch?v=3-I8qq80WRY
http://www.youtube.com/watch?v=xMmNheIG6mg
Ora fatevi delle domande e datevi delle risposte…e se state praticando arti marziali invincibili o sistemi di stampo pseudo-militare…abbassate per una volta il vostro ego e siate onesti con voi stessi.
Le chiamano “bad girls”, cattive ragazze. Aggrediscono, intimoriscono, minacciano armate di coltelli, picchiano per farsi consegnare giubbini, denaro, cellulari, i-pod.
Quando non sono gli oggetti alla moda il loro obiettivo, l’aggressività può essere scatenata da sentimenti di gelosia per un ragazzo conteso, o semplicemente per le caratteristiche fisiche vistose della vittima, quali l’obesità, i capelli rossi, gli occhiali spessi o perfino un handicap.
Stiamo parlando del bullismo in gonnella, episodi di violenza e prevaricazione compiuti da ragazze minorenni a danno di loro coetanee, che solo nell’ultimo anno hanno fatto registrare un incremento del 10% rispetto allo scorso anno, e il dato è destinato ad aumentare.
A infondere preoccupazione è anche l’età delle bulle notevolmente abbassata, la convinzione della legittimità dell’uso della forza e della minaccia nelle relazioni con i coetanei, e la differenza tra la variante maschile e femminile. Mentre, infatti, i ragazzi sono ancora in grado di mostrare sensibilità verso gli interventi degli adulti, atti a ripristinare i ruoli, più ostinate, rancorose e sfrontate si pongono invece le ragazze.
A renderlo noto è la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Milano, che ha diffuso in questi giorni il resoconto di uno studio condotto sulle segnalazioni di denunce per casi di bullismo nell’ultimo anno.
In un anno le lesioni personali sono passate da 364 a 434, le estorsioni da 20 a 29, sono 63 i fascicoli aperti per lesioni volontarie a carico di ragazze italiane contro i 43 di due anni fa e i 52 dello scorso anno, 26 i fascicoli per percosse, 100 quelli per minacce e ingiurie, 11 per molestie contro l’unico caso segnalato lo scorso anno, e 9 per porto di coltello contro i 3 dell’anno precedente.
A questi dati vanno aggiunti i casi, ancora troppo numerosi, di vittime che per timore di ritorsioni rinunciano a denunciare e chiedere l’intervento di adulti. Sono invece 169 i fascicoli di denunce contro ignoti, reati pertanto che resteranno impuniti.
L’allarme bullismo al femminile non riguarda tuttavia solo la città di Milano. A confermarlo gli episodi resi noti dalla cronaca quotidiana, che coinvolgono adolescenti e bambini di tutta Italia, e le numerose telefonate che giungono ogni giorno a Telefono Azzurro.
Il bullismo femminile non solo è incrementato in questi ultimi due anni, ma è anche diventato sempre più simile a quello maschile. Se, infatti, il bullismo maschile si manifesta in modo più diretto, attraverso atti di prevaricazione, sottraendo ad esempio oggetti alla vittima e danneggiandoli, o ricorrendo alla violenza fisica, il bullismo nella variante femminile era fino a oggi molto più subdolo e si “limitava” ad agire attraverso pressioni psicologiche e il ricorso all’isolamento della vittima con pettegolezzi e calunnie divulgate sul suo conto.
Oggi anche le ragazze dimostrano di prediligere azioni più dirette, e non si fanno scrupoli a farsi riprendere da video cellulari mentre si cimentano in poco eleganti risse a suon di tirate di capelli, come nel video finito solo poco tempo fa su youtube e che ha fatto il giro dei tg nazionali.
Le cause? Il dito è nuovamente puntato sulla famiglia, non solo per l’incapacità di garantire modelli moralmente validi e autorevoli, a causa di genitori sempre più presi da impegni di lavoro con conseguenti assenteismi che cercano di colmare con oggetti materiali, ma anche per il numero crescente di divorzi turbolenti, in cui i bambini sono i primi a essere strumentalizzati.
[Articolo di Marzia Pomponio]
Credo che la difesa personale trovi ampio spazio fra i banchi di scuola, sarebbe un valido strumento formativo, al pari di ogni altra educazione e istruzione che riceve un ragazzo in un percorso scolastico. Ci lamentiamo della violenza? iniziamo a trattare il problema durante l’adolescenza, in modo serio e scrupoloso, facciamo qualcosa di concreto per cambiare le cose. Utopia? probabilmente si, ma io spero sempre che qualcuno, nella stanza dei bottoni, abbia il coraggio di fare un passo avanti…
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