Protetto: Comportamenti di protezione
5 08 2011Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Categorie : Cultura, Didattica
Protetto: Impossible is nothing
10 07 2011Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Categorie : Cultura, Dal mondo, Didattica
Lo Zen di DefenseLab :)
10 07 2011Spesso quello che facciamo viene considerato come una delle opzioni in un paniere di attività fisiche, un qualcosa che si fa per “provare”, perchè “lo fa uno che conosco”, perchè “fa moda”, perchè “hanno detto che imparo a menare”, perchè “l’istruttore è carino” , perchè “il mercoledì sera è vuoto”…
La difesa personale non è un corso e non è un’ opzione, è una risposta ad un’intima richiesta. Dobbiamo pretendere da noi stessi di imparare a proteggere noi e i nostri cari. La “carica motivazionale” che spinge a frequentare un corso di difesa personale è ben diversa rispetto a corsi di yoga, spinning o sport marziali.
Richiesta, motivazione, sopravvivenza. Parole sante. Piccola diagnostica: perchè sei ad allenamento? Perchè non ci sei? C’è qualcosa di più forte della cultura del sopravvivere, del non mollare mai, indipendentemente dal tipo e dal volume delle avversità? Occorre davvero cercare una motivazione per soddisfare il bisogno primordiale di sentirsi realmente sicuri? Al di là dell’allenamento, esiste davvero qualcuno che può non pensare alla propria sicurezza, a 360 gradi, sia essa economica, fisica, emotiva…?
Sincera presa di coscienza, disillusa consapevolezza, ardore nell’impegno. Non ci si può permettere il lusso di sentirsi immuni, non ci si può fermare, non esiste il “proverò”, il “farò del mio meglio”, solo il “posso” ed il “faccio”. Non ci sono nè opzioni, nè scorciatoie, nè compromessi.
In questo contesto, quanto vale investire per la nostra vita o quella di nostro figlio? Tra 4 ore d’allenamento a settimana e un happy hour cosa conta di più? E’ più formativo allenarsi quando si è al top o provare a fare qualcosa anche quando fisicamente si è indisposti? E’ più importante pensare a cosa io penso di te o a trarre il massimo beneficio dall’esperienza della pratica? Priorità, obiettivi, onestà, dedizione, perseveranza, passione, sacrificio, amor proprio, giustizia. Vivere questi concetti rende ottenibile qualsiasi successo.
Il sentimento di sopravvivenza è innato nell’essere umano, ma viene schiacciato dal peso delle comodità, dalle false illusioni e dai credo che adottiamo come scudi. Avete già perso la battaglia? siete già vittime del vostro stesso modo di vivere? Occorre tenacia, grinta, senso del dovere e del sacrificio, voglia di vincere ogni sfida, stringere i denti e sopravvivere alle paure. La formazione necessaria al raggiungimento dell’obiettivo è tutt’altro che comoda, tranquilla e sicura. In strada non si fanno prigionieri, non ci sono sconti o dispense per malattia, non ci si ferma alla 15a ripetizione perchè “alla 20a è impossibile arrivarci”. E’ vero, potrebbe non capitarvi mai nulla, anzi ve lo auguriamo, ma noi ci prepariamo al peggio, alla situazione estrema, al punto di non ritorno.
Quello che sarete domani nella strada è quello che siete oggi in allenamento.
Alla fine dell’articolo mi è venuta in mente una campagna di spot che qualcuno mi ha rubato
…
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Protetto: Scenario analisys: ostaggi
9 03 2011Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Categorie : Allenamenti, Cultura, Dal mondo, Didattica, Video
Protetto: Intervista DAL vampiro
25 02 2011Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Protetto: Strategie K-9
8 01 2011Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Protetto: La fase di crisi
1 01 2011Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Protetto: La fase di escalation
9 12 2010Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Protetto: Reati,vittime e percezione della sicurezza
5 12 2010Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Dati sulla percezione della sicurezza
22 11 2010Ecco un’anticipazione dei dati ISTAT. Presto un’analisi più approfondita. Come sempre, ci si prepara ad usare la percezione d’insicurezza (=paura) come strumento chiave della prossima campagna politica
—
ROMA (Reuters) – E’ diminuito negli ultimi anni il numero di italiani che si sentono “molto sicuri”, nonostante il calo di alcuni reati, e le zone di maggiore criticità risultano Campania, Lazio e Puglia. Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto Istat “Reati, vittime e percezione della sicurezza 2008-2009″, presentato oggi a Roma.
“La percezione di insicurezza mostra una sostanziale stabilità, sebbene continuino a diminuire coloro che si sentono molto sicuri (dal 24,3% del 1997-1998 al 18,8% del 2008-2009) e aumentino coloro che non escono mai (dall’8,4% del 1997-1998 all’11,6%), soprattutto tra gli anziani con più di 70 anni”, spiega una nota.
La paura è elevata specie tra le ragazze di 14-24 anni e al Sud, dove il 22% si dichiara poco sicuro e l’11,2% per niente sicuro.
“Nel territorio emergono alcuni luoghi di maggiore criticità: la Campania, il Lazio e la Puglia si posizionano sempre nei livelli più alti della graduatoria sia rispetto ai reati subiti, che al timore di subirli nonché in relazione alla percezione di insicurezza e al degrado della zona. Tra le regioni del Nord invece è il Veneto a mostrare i livelli più elevati di paura tra i cittadini”, dice la nota.
I reati per cui è cresciuta la preoccupazione sono rapine e aggressioni, scippi e borseggi, e soprattutto le violenze sessuali, di cui ha paura più del 50% delle donne.
Rispetto al 2002 è cresciuta l’influenza della criminalità sulle abitudini di vita, salita dal 46,3% al 48,5%.
Tra i cambiamenti di questi anni, il miglioramento del giudizio sul lavoro delle forze dell’ordine: solo il 38,4% si dichiara poco o per nulla soddisfatto, rispetto al 42,2% del 1997-1998 e al 36,2% del 2002.
Per quanto riguarda i reati, “al Sud più rapine, scippi, minacce, furti di veicoli, al Centro-Nord più furti di oggetti senza contatto, furti nella prima casa, borseggi e furti di biciclette”.
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legge = vittima
22 11 2010Ecco come la legge italiana protegge le potenziali (chiedo scusa, “già”) vittime dello stalking:
ROMA (22 novembre) – Un ragazza di 25 anni di origini napoletane è stata uccisa a coltellate a Terracina nella sua abitazione dall’ex convivente, Luigi Faccetti, 24 anni, pregiudicato di origini campane.
Eliana Femiano, è stata aggredita violentemente e massacrata a coltellate sembra al culmine di una lite per gelosia. Il delitto è avvenuto nella zona di via Capirchio. Ad allertare i carabinieri è stata una segnalazione anonima. Arrivati nell’appartamento i militari hanno forzato la serratura e una volta entrati hanno trovato il corpo della giovane riverso a terra. I sospetti si sono subito appuntati sull’ex convivente che si era dato alla fuga. Il ragazzo è stato rintracciato e arrestato a Villaicca, nel napoletano.
L’uomo aveva già tentato di uccidere la ex convivente. L’episodio era avvenuto un anno fa a dicembre a Napoli. I due erano stati fidanzati per circa un anno e mezzo, la loro relazione era finita ma l’uomo non si era rassegnato e l’aveva perseguitata con sms e pedinamenti. Poi un giorno aveva atteso che uscisse di casa e l’aveva aggredita ferendola con 4 fendenti al collo. Dopo un intervento la ragazza era riuscita a guarire e l’uomo si era dato alla fuga e solo in seguito aveva deciso di costituirsi. Gli era stato notificato un provvedimento di fermo per tentato omicidio. Ad un anno di distanza è tornato ad aggredire, stavolta mortalmente.
(Messaggero, 22-nov-10)
DefenseLab, “Chi siamo”, primo paragrafo: “L’evoluzione della società costringe ognuno di noi a rivestire sempre più spesso l’ingrato ruolo di unico responsabile e garante dell’incolumità propria e delle persone che amiamo”.
F*ck…
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cronaca di un caso di stalking
15 11 2010Un paio di settimane fa ho pubblicato l’ennesimo articolo, preso dalla stampa locale, di un’aggressione, epilogo ormai scontato di atti persecutori. Clicca qui per il link a questo ed altri articoli simili.
In questi giorni, una mia carissima amica mi ha contattato, dopo aver visitato il mio sito. Riporto qui sotto la nostra conversazione, leggermente modificata nella struttura perchè lei non è italiana e perchè il nostro dialogo è avvenuto a più riprese.
—
“Ho visitato il tuo sito, DefenseLab, ed ho visto alcuni video di difesa: li ho trovati interessanti. Ho letto diverse pagine e capisco ciò che scrivi, più di quanto tu possa immaginare. Peccato che sei in Italia, avrei preso qualche ora di lezione da te, sul serio.
Forse avrai sentito che tempo fa ho avuto un grave incidente. La verità è che sono stata vittima di stalking, che ha avuto la sua conclusione nella mia aggressione. I tuoi video corrispondono alla realtà che ho vissuto, anche se in più, prima di trovarmelo addosso con un coltello, mi ha investita con l’auto.
Quella mattina non ero per niente “appetibile”, ero vestita in modo anonimo e non appariscente. Un mio grave errore è stato di non aver colto i segnali che lui mi stava trasmettendo da tempo. Ad esempio, anni fa aveva apprezzato in modo innaturale il fatto che avessi lasciato il mio ex. Allora non ci ho dato peso. Come non ne ho dato a tutte le volte che ho trovato l’auto rigata al mio ritorno dopo una serata con gli amici. Un altro episodio: da un lato, quando passava in auto nella via dove abitavo mi lanciava baci con la mano, dall’altro in un’occasione mi disse che mi avrebbe sfregiata.
Durante l’aggressione ho potuto contare soltanto su di me, nessuno che sia intervenuto ad aiutarmi. In caso d’emergenza, sei sola. Quando sono arrivate la polizia e l’ambulanza, erano presenti quasi duecento persone, ma nessuno che sia intervenuto: avevano tutti paura del coltello! Mi sono salvata perché sono riuscita a spezzare la lama mentre la tenevo stretta. Le lesioni mi hanno causato anche una parziale invalidità alla mano destra. Dalle analisi è emerso che il maggior fattore di rischio per la mia vita sono stati i suoi tentativi di rompermi la testa sbattendomela sull’asfalto.
Non ho memoria di tutto quello che è successo, ma mi ricordo benissimo che il mio corpo era pieno di adrenalina per la paura di morire, cosa che mi ha dato la forza di sopravvivere! Di testa non c’ero più, ma il mio corpo lottava d’istinto. Ricordo che non riuscivo a vedere i suoi movimenti, sentivo solo il rumore dell’aggressione.
Quella mattina ho pensato ai miei genitori, ai miei amici, a tutte le cose non dette e che credevo non avrei più avuto la possibilità di dire. E’ grazie ai miei “Angeli” se posso raccontarti queste cose. Ho lottato come una leonessa, e fortunatamente sono stata capace di difendermi, proprio come nelle scene dei tuoi video. Certo che comunque ne ho prese anch’io!
Ti dico queste cose perché chi viene ai tuoi corsi deve prestare molta attenzione a gesti o comportamenti strani. E’ difficile comprendere da soli come ci si deve comportare per non diventare vittime potenziali. Per due anni non ho mai minimamente pensato che quel matto perverso mi avrebbe aggredita. Sono convinta che anche questo mio non essermi accorta del suo atteggiamento abbia alimentato la sua ossessione. Ho cercato di prevenire il peggio facendo esposti, quando poco prima dell’aggressione mi sono accorta che passava intere nottate sotto casa mia o mi bloccava il portone con l’auto. La Polizia ha fatto anche dei sopralluoghi, ma non è servito a niente.
Per un anno ho fatto fatica a stare tra la gente. In strada non guardo le persone in faccia per paura che qualcuno possa fraintendere il mio comportamento, penso ad ogni mia azione tantissime volte per paura che qualcuno mi stia studiando. Sono una persona totalmente diversa da prima e questo mi rende la vita difficile.
Quando nei tuoi articoli parli di ciò che un aggressore vuole dalla sua vittima, credo che per me desiderasse sia il mio corpo, sia la mia vita. Ho dovuto fronteggiare il mio aggressore durante il processo, addirittura lui chiedeva al Giudice di potermi parlare. Adesso so che le sue intenzioni erano di violentarmi e uccidermi, in base alle prove raccolte dagli investigatori. Dopo avermi aggredito, è scappato con l’auto. L’hanno rintracciato mentre stava tentando di suicidarsi, convinto che mi avesse uccisa. Dalle analisi del sangue è emerso che aveva preso anche del Viagra per stuprarmi! Mentre ti racconto queste cose, ho ancora i brividi, da quanto questo episodio mi sta ancora controllando.
Ti ho affidato un capitolo della mia vita che cerco di dimenticare, ma è troppo difficile farlo. Vorrei prendere un’arma, in questo mondo non mi sento più sicura, soprattutto perché quel pazzo l’anno prossimo avrà finito di scontare i tre anni di carcere.
Prima, vivevo in un mondo incasinato e stressante, ma bello. Giravo con una borsetta da almeno 5 kili, ma con dentro nulla con cui potermi difendere… Adesso, invece, non metto mai scarpe coi tacchi, tranne in casi eccezionali e se sono con altre persone, e porto sempre un coltello con me, anche se non si addice alla mia persona.
Ti mando delle foto di come ero ridotta 2-3 settimane dopo l’aggressione. Prima sai quanto fossi aperta, spontanea. Adesso sono insicura e vivo con la paura che qualcuno possa aggredirmi di nuovo da un momento all’altro. Questo non passerà mai. Vorrei così tanto tornare indietro e non provare continuamente questa paura.
Mantieni il mio anonimato, ma pubblica pure la mia storia sul tuo blog. Un caso reale. Il mio”.
Ho visitato il tuo sito, DefenseLab, ed ho visto alcuni video di difesa: li ho trovati interessanti. Ho visitato diverse pagine e capisco ciò che scrivi, più di quanto tu possa immaginare. Peccato che sei in Italia, avrei preso qualche ora di lezione da te, sul serio.
Forse avrai sentito che tempo fa ho avuto un grave incidente. La verità è che sono stata vittima di stalking. I tuoi video corrispondono alla realtà che ho vissuto, anche se in più, prima di trovarmelo addosso con un coltello, mi ha investita.
Ho lottato come una leonessa, e fortunatamente sono stata capace di difendermi, proprio come le scene dei tuoi video. Certo che comunque ne ho prese anch’io!
Quella mattina non ero per niente “appetibile”, un mio grave errore è stato di non aver colto i segnali che lui mi stava trasmettendo. Ad esempio, anni fa aveva apprezzato in modo innaturale il fatto che avessi lasciato il mio ex. Allora non ci ho dato peso. Come non ne ho dato a tutte le volte che ho trovato l’auto rigata al mio ritorno dopo una serata con gli amici. Un altro episodio: da un lato, quando passava in auto nella via dove abitavo mi lanciava baci con la mano, dall’altro in un’occasione mi disse che mi avrebbe sfregiata.
Durante l’aggressione ho potuto contare soltanto su di me, nessuno che sia intervenuto ad aiutarmi. In caso d’emergenza, sei sola. Quando sono arrivate la polizia e l’ambulanza, erano presenti quasi duecento persone, ma nessuno che sia intervenuto: avevano tutti paura del coltello! Mi sono salvata perché sono riuscita a spezzare la lama mentre la tenevo stretta tra le mie mani. Le lesioni mi hanno causato anche una parziale invalidità alla mano destra. Dalle analisi è emerso che il maggior fattore di rischio per la mia vita sono stati i suoi tentativi di rompermi la testa sbattendomela sull’asfalto.
Non ho memoria di tutto quello che è successo, ma mi ricordo benissimo che il mio corpo era pieno di adrenalina per la paura di morire, cosa che mi ha dato la forza di sopravvivere! Di testa non c’ero più, ma il mio corpo lottava d’istinto. Ricordo che non riuscivo a vedere i suoi movimenti, sentivo solo il rumore dell’aggressione.
Quella mattina ho pensato ai miei genitori, ai miei amici, a tutte le cose non dette e che credevo non avrei più avuto la possibilità di dire. E’ grazie ai miei “Angeli” se posso raccontarti queste cose.
Ti dico queste cose perché chi viene ai tuoi corsi deve prestare molta attenzione a gesti o comportamenti strani. E’ difficile comprendere da soli come ci si deve comportare per non diventare vittime potenziali. Per due anni non ho mai minimamente pensato che quel matto perverso mi avrebbe aggredita. Sono convinta che anche questo mio non essermi accorta del suo atteggiamento abbia alimentato la sua ossessione. Ho cercato di prevenire il peggio facendo esposti, quando poco prima dell’aggressione mi sono accorta che passava intere nottate sotto casa mia o mi bloccava il portone con l’auto. La Polizia ha fatto anche dei sopralluoghi a casa mia, ma non è servito a niente.
Per un anno ho fatto fatica a stare tra la gente, in strada non guardo le persone in faccia per paura che qualcuno possa fraintendere il mio comportamento, penso ad ogni mia azione tantissime volte per paura che qualcuno mi stia studiando. Sono una persona totalmente diversa da prima e questo mi rende la vita difficile.
Quando parli di ciò che un aggressore vuole dalla sua vittima, credo che per me desiderasse sia il mio corpo, sia la mia vita. Ho dovuto fronteggiare il mio aggressore durante il processo, addirittura lui chiedeva al Giudice di potermi parlare. Adesso so che le sue intenzioni erano di violentarmi e uccidermi, in base alle prove raccolte dagli investigatori. Dopo avermi aggredito, è scappato con l’auto. L’hanno rintracciato mentre stava tentando di suicidarsi, convinto che mi avesse uccisa. Dalle analisi del sangue è emerso che aveva preso anche del Viagra per violentarmi! Mentre ti racconto queste cose, ho ancora i brividi, da quanto questo episodio sta controllando la mia vita.
Ti ho affidato un capitolo della mia vita che cerco di dimenticare, ma è troppo difficile farlo. Vorrei prendere un’arma, in questo mondo non mi sento più sicura, soprattutto perché quel pazzo l’anno prossimo avrà finito di scontare i 3 anni di carcere. Prima, vivevo in un mondo incasinato e stressante, ma bello. Giravo con una borsetta da almeno 5 kili, senza nulla con cui potermi difendere! Adesso, invece, non metto mai scarpe coi tacchi, tranne in casi eccezionali e se sono con altre persone, e porto sempre un coltello con me, anche se non si addice alla mia persona. Ti mando delle foto di come ero ridotta 2-3 settimane dopo l’aggressione. Prima sai che ero una donna aperta, spontanea. Adesso sono insicura e vivo con la paura che qualcuno possa aggredirmi di nuovo da un momento all’altro. Questo non passerà mai. Vorrei così tanto tornare indietro e non provare continuamente questa paura. Mantieni il mio anonimato, ma pubblica la mia storia sul tuo blog, un caso reale. Il mio.
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Serie “Home Invasion”
11 11 2010Ho pubblicato alcuni articoli didattici sulle home invasion. Ecco la mappa cliccabile:
Buona lettura…
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Protetto: Home invasion – il contesto
11 11 2010Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Protetto: Home invasion – audio
11 11 2010Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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