Protetto: Rapina in farmacia

6 11 2010

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Omicidio di Cesenatico

29 10 2010

(Da bologna.repubblica.it)

Omicidio passionale secondo gli inquirenti. Si è consumato in un locale di Villalta: la donna, Eleonora Liberatore, 34 anni, era uscita a fumare una sigaretta quando è arrivato il suo ex compagno, Sokol Birra, e l’ha colpita almeno cinque volte con una lama di quindici centimetri. L’uomo è poi fuggito, ma i carabinieri l’hanno trovato: aveva tentato il suicidio, la scossa elettrica gli ha distrutto un braccio.

I soccorritori si sono mossi appena è arrivata la telefonata: “Correte, hanno accoltellato una donna al Madame Caffè”. Quando sono arrivati, hanno trovato il corpo di Eleonora Liberatore steso a terra in un pozza di sangue. L’uomo che un tempo l’aveva amata e con il quale aveva vissuto le ha sferrato un fendente mortale al collo.

Nel bar di Villalta di Cesenatico si consuma un dramma passionale sotto gli occhi di molte persone: è l’ora dell’aperitivo. Sokol Pirra, 39 anni, albanese, da tre mesi dà fastidio alla donna, da quando la loro relazione è finita. Eleonora Liberatore lavora vicino al locale. Vi arriva con un’amica e un amico per bere qualcosa. Pirra li trova fuori a fumarsi una sigaretta. Il coltello di 15 centimetri è nascosto in un calzino. Un grido: “Devi venire via con me”, poi la colpisce, almeno cinque volte, anche al petto e alla schiena. Eleonora muore per dissanguamento.

Sokol Pirra abbandona l’arma e scappa a piedi. Sembra una scena da film: si rifugia in un casolare di campagna, tutto lordato di sangue. Non oppone resistenza quando i carabinieri lo trovano: ha anche tentato di uccidersi, folgorandosi a un palo della luce, ma lui che è elettricista non riesce a prendere la scossa giusta, e a farne le spese è solo il braccio. Ora è piantonato al Bufalini di Cesena.

Un’altra vittima dello stalking… “Da tre mesi dà fastidio alla donna”…

I Carabinieri hanno una sezione tematica su questo maledettissimo comportamento criminale: clicca qui per il link. Il Ministero delle Pari Opportunità ha attivato il numero telefonico 1522 ed un sito web (clicca qui).

Ho tra l’altro appena pubblcato su facebook un link ad un blog sullo street harassment, una declinazione a metà tra molestie sessuali e stalking… Clicca qui per accedere. E’ in inglese, se non lo conosci puoi usare http://translate.google.it: questa utility fa il suo mestiere nel tradurre pagine web e testo.

Adesso non ho voglia di scrivere altro.





Home invasion recenti

22 10 2010

Come al solito, la cronaca offre molti spunti d’allenamento… Ecco due recenti avvenimenti, di cui uno videoripreso.

Rapina a Monterenzio:

Paura per una rapina in villa sull’Appennino bolognese. Erano in cinque, col volto coperto, armati di pistole e di fucili. Intorno alle 19 hanno assaltato la villa di un chirurgo bolognese, a Monterenzio. In casa c’erano solo i due domestici che sono stati legati e imbavagliati, dopo un’ora e mezza è arrivato il proprietario, e sotto la minaccia delle armi è stato costretto ad aprire la cassaforte dalla quale sono stati rubati preziosi per circa 60 mila euro.

Anche il medico, dopo aver consegnato il bottino, è stato legato. I malviventi sono fuggiti con l’auto dei domestici. L’allarme ai carabinieri è scattato verso le 22 quando le vittime sono riuscite a liberarsi. Poco al momento gli elementi a disposizione dei carabinieri della compagnia di San Lazzaro. Le vittime hanno detto solo che i banditi avevano un accento meridionale.

Rapina nel padovano:

Un imprenditore del settore dei videogiochi da bar, Loris Merlin, 41 anni, è stato rapinato nella sua abitazione di Legnaro (Padova) da due uomini a volto coperto e con armi in pugno, i quali prima di fuggire lo hanno chiuso a chiave in una stanza assieme alla moglie, al nono mese di gravidanza. Il colpo è scattato quando l’uomo è rincasato a bordo della sua auto nelle prime ore di stamani.

Fuori dal portone del garage Merlin è stato affrontato dai ladri che, puntandogli contro una pistola, gli hanno intimato di rimanere in silenzio e aprire la porta di casa. Una volta entrati nell’appartamento, pistola alla mano, si sono impossessati di oltre 12mila dalla cassaforte e sono fuggiti. Prima, però, hanno chiuso chiave Merlin e la moglie in una stanza del piccolo appartamento dove i due vivono. Sul fatto stanno indagando i carabinieri che stanno visionando anche i filmati di sorveglianza di alcune telecamere esterne al condominio.

Clicca qui per il video.





Protetto: Sbagliando si impara a sbagliare

17 10 2010

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Dunning e Kruger

1 10 2010

Ogni tanto li cito… Ecco un loro studio, col quale hanno vinto nel 2000 l’IG Nobel Prize :-)

http://people.psych.cornell.edu/~dunning/publications/pdf/unskilledandunaware.pdf

E questa lunghissima, ma godibilissima, intervista in 5 parti sul NY Times (clicca sulla voce corrispondente):

Qualche citazione dalla loro Wikipage:

  • W.B. Yeats: “The best lack all conviction while the worst are filled with passionate intensity”.
  • Charles Darwin: “Ignorance more frequently begets confidence than does knowledge”.
  • Dunning-Kruger: “Poor performers do not learn from feedback suggesting a need to improve”.




Protetto: Rapina al bancomat

30 09 2010

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Protetto: Allenamento del 22 settembre

24 09 2010

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furti in casa e sfortune varie

1 08 2010

Abbiamo spesso parlato dei crimini perpetrati tra le mura domestiche, tra i peggiori che possano capitare sotto ogni punto di vista.

Per alcuni articoli, digita “home invasion” nel box “Cerca” del sito. Per chi ha frequentato il seminario dedicato e gli allenamenti successivi, rimando alle note tecniche che abbiamo lasciato.

Oggi mi è capitato un articolo che richiama un decalogo della Questura di Ravenna contro i furti in casa. E’ una lettura interessante (anche se un po’ vetusta, mettiamola così…!), che afferisce al primo – e fondamentale – strato difensivo: la prevenzione e le contromisure passive. Puoi leggere l’articolo cliccando qui.

Qualche mese fa, la Polizia ha inoltre pubblicato una brochure di consigli generali su altri tipi di crimine (la trovi cliccando qui). Di nuovo, il materiale è un po’ all’acqua di rose, ma ha l’enorme merito di essere un altro campanellino per il risveglio della necessità di formare una corretta consapevolezza verso situazioni ad alto rischio di vittimizzazione.





Presumed compliance

23 07 2010

Articolo interessante di Tony su PoliceOne: clicca qui per il link.





emergenza 112

19 07 2010

Come si diceva una volta, riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Stavo andando al [locale in provincia di Ravenna] …, erano le 2.15, davanti a noi un ubriaco strafatto con un voyager stava estirpando specchietti e sfasciando carrozzerie alle auto parcheggiate in fila.

Io ho lasciato la sua targa su un paio di macchine perchè lui non si è fermato. Volevo chiamare la polizia perchè venisse a fargli qualcosa, ma sia il 112 che il 113 non hanno risposto. Dava libero. Ma nessuno che abbia detto pronto!

Ho pensato che uno così per strada potesse far male anche a me. Invece ha potuto circolare liberamente.

[...] Mentre continuava a scassare tutte le macchine con il portellone laterale aperto e gli amici dentro che ridevano, io gli ho urlato se poteva per lo meno scostarsi ed evitare di continuare, lasciando magari i suoi dati a quelli a cui aveva fatto danni. Mi sono presa ovviamente mille insulti. Ho lasciato perdere, ma volevo chiamare la pattuglia, non riuscendoci.

Tra l altro rompono tanto per incidenti e massacri. Al [locale] ci saranno ad ogni festa 1500 persone, di cui l’80% (perchè sono ottimista) con tasso alcolico superiore a quello consentito e non c’era nemmeno una pattuglia in giro a controllare qualcuno.

Mi giravano sentitamente le palle. Ti ho pensato in quel momento, a quando dici che anche solo pensare di restare fuori dai casini ti può aiutare. E cosi oggi ti ho informato :-)

Eh, il mio primo pensiero è stato: “Incredibile”… Ma dove?! Non in Italia: da noi ormai è possibilissimo.

Leggete questa, dalla EENA (maggio 2010):

La Commissione Europea ha deciso di chiedere nuovamente l’intervento della Corte di Giustizia Europea contro l’Italia per le inadempienze sulla localizzazione delle chiamate ai numeri di emergenza in Italia ed in particolare relativamente al 112, numero unico di emergenza Europeo.

Dopo la condanna dell’Italia lo scorso 15 Gennaio 2009, ora la Commissione chiede una severa multa che potrebbe costare al Governo 39680 euro al giorno dalla data della sentenza e 178560 euro al giorno dal momento in cui la Corte di Giustizia Europea emetterà la sentenza pecuniaria.

Facendo un rapido calcolo, ad oggi l’Italia dovrà pagare 19 milioni di euro, cioè quasi la metà di quanto già stanziato per la sperimentazione della localizzazione delle chiamate ai numeri di emergenza lo scorso settembre 2009.

Siamo di fronte a una presa di posizione importante da parte della Commissaria Neelie Kroes per l’agenda digitale (foto), la quale ha dichiarato:

“Mi dispiace che la Commissione abbia dovuto chiedere alla Corte di Giustizia di imporre sanzioni finanziarie all’Italia, ma non posso non intervenire quando vedo che le inadempienze di un governo mettono a repentaglio la vita dei cittadini. E’ indispensabile che i servizi di emergenza italiani possano localizzare le chiamate di emergenza – spesso è una questione di vita o di morte. Alla stregua di tutti gli altri Stati membri, l’Italia deve rispettare gli obblighi vigenti per l’attuazione del servizio di emergenza unico Europeo 112″.

Ecco la situazione in un paese membro del G8…

Mi vengono in mente le prime parole che abbiamo scritto nella presentazione della nascita di DefenseLab: “L’evoluzione della società costringe ognuno di noi a rivestire sempre più spesso l’ingrato ruolo di unico responsabile e garante dell’incolumità propria e delle persone che amiamo”.

Come ha detto Albert Einstein, “È meglio essere ottimisti ed avere torto piuttosto che pessimisti ed avere ragione”.

Noi, anche se abbiamo ragione, rimaniamo ottimisti, ma solo perchè lavoriamo su noi stessi… ;-)

Se vuoi approfondire la situazione dei numeri d’emergenza, ecco il sito giusto: http://www.eena.it/Italia.htm.

Stay safe.





Scippo al Bancomat

12 07 2010

Qualche mese fa abbiamo lavorato agli scenari di rapina al Bancomat… Ecco un articolo recentissimo.

(da RomagnaOggi.it) RAVENNA – Scippata dopo aver fatto un prelievo al bancomat. E’ quanto accaduto domenica pomeriggio a Ravenna ad una signora allo sportello automatico di via Cesarea. Ad agire un individuo che in modo fulmineo è riuscito a prender la borsa della vittima dal cestino della bici, per poi fuggir via a bordo di una “Fiat Punto”. La donna non era ancora riuscita a metter il denaro prelevato nel portafogli. Così il malvivente si è dovuto accontentare di appena 5 euro. Nella borsa c’era anche un telefonino cellulare. Immediato l’allarme lanciato dalla vittima al ‘112′. Sul posto è intervenuta una “gazzella” che ha raccolto la testimonianza della derubata. Subito è iniziata la caccia all’uomo, che si è conclusa con un nulla di fatto. Secondo la descrizione della signora, ad agire è stato un extracomunitario.

Oltre a tutto quanto detto durante le lezioni ed alla relativa safety check-list, tutta incentrata sulla situational awareness (aka non girare con la testa nel c…), aggiungo che chiaramente non si va in giro in bici con la borsa nel cestino! C’è chi sostiene che sia meglio rispetto all’averla a tracolla, in quanto in caso di scippo la caduta sarebbe certa e rovinosa. Secondo me, l’ideale è andare in bici senza borsetta. L’accorgimento – che vale quando si è a piedi – di tenerla sul lato marciapiede/muro (così come si dovrebbe fare coi nostri bimbi quando li portiamo a passeggio), non scongiura il “furto con strappo”. Un consiglio sempre valido, invece, ma forse non applicabile con un caldo del genere (!), è di tenere la borsa sotto la giacca (da non fare coi bimbi :-) ).

Qui sotto ho incluso un video di Tony Blauer su una possibile strategia di disinnesco di un potenziale rischio al Bancomat.





L’importanza dell’allenamento scenario-based

1 07 2010

Da un articolo su PoliceOne di ieri:

[...] Come hanno fatto gli agenti ad eseguire una risposta così rapida e coordinata durante il loro scontro potenzialmente mortale, considerando che non lavoravano regolarmente come partner e che non avevano avuto l’opportunità di discutere approfonditamente e testare tattiche what-if?

Grazie all’addestramento scenario-based con Simunitions, che insiste su un instancabile impegno nel “correggere i problemi”, hanno dichiarato. Hummons ricorda un esercizio frequente, in cui era posto in una stanza mentre dei role player si raccoglievano dietro di lui. Su comando, doveva girarsi ed gestire immediatamente qualsiasi minaccia si fosse trovato davanti.

“All’inizio sbagliavo tutto e le pallottole volavano su di me,” racconta. “Ma abbiamo sviluppato quello ed altri scenari molte vole. Ogni volta che facevo un errore, c’era un istruttore a dirmi ‘Correggi, Correggi. Non sei ancora morto. Continua a combattere!’

“Impari a fare qualcosa – prendere distanza, trovare copertura – anzichè semplicemente arrenderti. Non muori finchè non lo dice Dio.”

“Piuttosto presto,” aggiunge Sherrod, “cominci a reagire automaticamente, e quell’abilità di pensare e muoverti rapidamente ti rimane quando sei in strada.”

L’articolo integrale, che descrive l’incidente ad antefatto delle loro parole, è disponibile cliccando qui.

Simunition è un’azienda specializzata in strumenti d’allenamento scenario-based, che ha iniziato la propria attività producendo pallottole macchianti. E’ sinonimo di Ken Murray, un grandissimo visionario nelle metodologie d’addestramento come piacciono a noi, autore di un libro titanico ed immancabile nella biblioteca di ogni serio istruttore: “Training at the speed of life”. Parallelamente all’avvio dei nuovi corsi per Scenario Instructor del Blauer Tactical Systems, Tony e Ken sono stati visti insieme in qualche locale di Virginia Beach. E non è un caso! ;-)

Il libro fa parte del curriculum dei futuri istruttori di DefenseLab ed è – meraviglia – consultabile in buona parte con Google Books: clicca qui per leggerlo!





Protetto: Donne: la gestione della violenza

1 04 2010

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Protetto: Donne: è emergenza violenza

1 04 2010

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Ennesimo episodio a Ravenna

1 03 2010

Se si crede di potersi permettere atteggiamenti del genere, significa palesemente che l’azione di prevenzione e controllo sociale è diventata del tutto inadeguata…

Aggressione in piazza Kennedy, indagini della polizia

lunedì 01 marzo 2010

Sono in corso indagini da parte della squadra mobile per far luce sull’episodio accaduto ieri sera poco dopo le 19,30 in Piazza Kennedy. Secondo le testimonianze raccolte , due fratelli sarebbero stati prima apostrofati, mentre erano nel parcheggio, da un giovane che avrebbe intimato, rivolgendosi a uno dei due “Quando mi incontri, tu mi devi salutare”.

Da lì ne è nata una lite che sarebbe sfociata in aggressione quando il tipo con fare minaccioso ha estratto un bastone. Quando ormai sembrava essere tornata la calma e i due fratelli nel frattempo avevano raggiunto il Bar “Fellini”, improvvisamente è comparsa un’altra persona che avrebbe puntato una pistola, del tipo scacciacani, verso i due fratelli rimarcando la frase “quando passiamo noi, tu mi devi salutare, altrimenti ti spariamo”. Poi l’uomo è uscito. Quando la Polizia è giunta sul posto però degli aggressori non c’era nessuna traccia mentre sono state raccolte le testimonianze dei due minacciati e delle persone che avevano assistito alla scena.

(http://ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=65&id_blog_post=33393)








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