Aggiornamento sulla criminalità in Emilia-Romagna

13 03 2012

E’ stato finalmente presentato il nuovo (e sempre ottimo) rapporto regionale sulla criminalità in Emila-Romagna.

Ecco un piccolissimo estratto, la prima sezione che sono corso a consultare…

Con oltre 100 denunce a settimana, la nostra regione ha, per quanto riguarda il reato di ‘lesione dolosa’, il valore più elevato in tutta Italia, se rapportato alla popolazione e anche se negli ultimi due anni le denunce per questo reato sono diminuite di circa il 10%. Dietro questo primato e dietro questo reato stanno comportamenti molto diversi ma tutti ovviamente indicatori di una persistente conflittualità tra le persone nella vita quotidiana, dai litigi fra automobilisti a quelli nelle attività del tempo libero ma anche di quelle che si verificano in famiglia e tutte queste (ed altre) fenomenologie diventano denunce d’ufficio (e quindi senza querela di parte) se i sanitari del pronto soccorso diagnosticano a qualche “parte lesa” danni guaribili in oltre venti giorni (art. 58 C.P.).

In valori assoluti, il reato negli ultimi cinque anni ha sempre “viaggiato” sopra le 5.000 denunce annue e la leggera inversione degli ultimi due anni che accompagna anche altri reati indicatori della conflittualità urbana sembrerebbe confermare un leggero “raffreddamento” di questa conflittualità, ovvero conferma senz’altro una diminuzione del ricorso alla Magistratura nella gestione dei conflitti che accompagnano la vita quotidiana.

Gli altri reati che possono essere presi a indicatore di questa conflittualità sono le percosse, le minacce e le ingiurie, il cui andamento [...] è molto simile a quello registrato nel caso delle lesioni dolose.

Non sono invece in calo le denunce per violenze sessuali che anzi restano stabili e a loro volta alte, se raffrontate ai valori su 100.000 abitanti che si rilevano nelle altre regioni. Sono peraltro forme particolari del conflitto nella vita quotidiana perché quasi sempre hanno come autori dei maschi e per vittime delle donne e dunque il loro manifestarsi ha sempre una forte componente di genere che chiama in causa i rapporti, anche di potere, sia all’interno della coppia che all’interno della società.

[I casi riportati fanno riferimento ad almeno 5.000 casi all'anno]





Convegno “Reati, vittime e percezione della sicurezza”

11 03 2012

Si terrà il 12 marzo a Bologna il convegno organizzato dalla Regione Emilia-Romagna per fare il punto sull’andamento dei reati in regione con specifico approfondimento sulle vittime e i servizi a loro dedicati.

Quali sono i reati più diffusi in Emilia-Romagna?

E chi sono le persone e le famiglie che ne restano più spesso vittime?

Quali i reati che sembrano diminuire?

E quali invece mantengono vive le preoccupazioni dei cittadini?

Dove si sono sviluppati, in Europa, i centri di assistenza alle vittime dei reati?

Quali sono e come lavorano i centri che in Emilia-Romagna lavorano a sostegno delle vittime dei reati.

Di questi temi si parlerà a Bologna, presso l’Aula Magna della Regione, nel Convegno in cui saranno presentati il XIV Rapporto sulla sicurezza in Emilia-Romagna e il Rapporto sui Centri di assistenza e supporto alle vittime di reato.

La giornata è organizzata dal Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia Locale in collaborazione con l’Ufficio del Difensore Civico della Regione Emilia-Romagna: qui è possibile scaricare il programma.

Per informazioni:

 Regione Emilia-Romagna

Servizio Politiche per la sicurezza e la polizia locale

051.527.30.67 – 051.527.30.72

(dal Forum Italiano per la Sicurezza Urbana)





Criminalità a Ravenna

25 02 2012

Riporto un articolo del Carlino.

Ravenna, 22 febbraio 2012 – LO AVEVA anticipato la polizia, nell’ambito del suo rapporto di fine anno. E ora una ulteriore conferma arriva dai ‘cugini’ carabinieri. La vera piaga, a Ravenna, quella che non fa dormire sonni tranquilli ai cittadini, sono i furti. Nelle case ma anche per strada e nei negozi. Addirittura 1830 episodi in più rispetto all’anno prima. Il tutto in un quadro di sensibile e preoccupante aumento dei reati nelle sua totalità. La colpa? Secondo l’Arma è duplice. Da un lato la crisi, che spinge a vivere nell’illegalità, dall’altro l’immigrazione magrebina che il comandante provinciale, colonnello Guido De Masi, non esita a definire «incontrollata». «AD ESSERE aumentati significativamente — dicono i carabinieri — sono i furti tipici della delinquenza occasionale, frutto della disperazione e del disagio sociale». E, in particolare, «della forte e incontrollata immigrazione dal Nord Africa nella primavera-estete 2011 (leggi l’ondata di tunisini sbarcati a Lampedusa e subito protagonisti della guerra tra bande; ndr), ma anche della grave contingenza economica». Su un totale di oltre 17.600 reati, contro i 14.900 di due anni fa, quelli scoperti sono stati poco più di tremila, con numeri di arresti e dununce in linea con gli anni passati. Ciò che sta cambiando sono soprattutto tecniche e modalità delittuose. Nel capitolo rapine, per esempio, non vanno più per la maggiore banche, uffici postali e gioiellerie, i cosiddetti ‘obiettivi tradizionali’, dove con l’aiuto della tecnologia le misure di difesa sono notevolmente migliorate. Al contrario che in bar, tabaccherie, farmacie e distributori di benzina, ad oggi gli obiettivi più vulnerabili insieme ai negozi in genere, dove i colpi sono cresciuti addirittura del 46%. Ma tra tutti sono i cittadini che camminano per strada (+91%) i soggetti più rischio. In totale, 165 rapine contro le 100 del 2009. I FURTI, si è detto, hanno registrato un vero e proprio boom (+20%). Nelle case (+16%), negli esercizi commerciali (+17,5% molti dei quali, quando scoperti, degenerano in rapine improprie), scippi e borseggi (+38%). Le persone arrestate per furto sono passate da 60 nel 2010 a 67 nel 2011. Tra gli «ottimi risultati» ottenuti l’anno scorso, l’Arma cita soprattutto quelli in materia di contrasto ai reati di stalking e violenza sessuale, con 12 arresti a fronte di 120 denunce ricevute.

Tutti gli indicatori in crescita. Purtroppo le mie analisi passate su trend e stile di comunicazione del dato criminologico non erano sbagliate. Un solo commento: ricordo che i reati di natura sessuale hanno un tasso “tradizionale” di denuncia del 10% circa, per cui si devono ipotizzare almeno 1.200 reati in un anno. Mal contate, 4 violenze al giorno, solo a Ravenna.





Protetto: Comportamenti di protezione

5 08 2011

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Protetto: Impossible is nothing

10 07 2011

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In autobus con la pistola

6 05 2011

Segnalato da Cristian.

(Dal “Corriere”, cronaca di Milano)

Cento metri di grande tensione in zona Fulvio Testi a Milano, fino all’arrivo dei carabinieri che lo hanno bloccato e ammanettato. E’ finita così, con l’accusa di violenza privata aggravata e detenzione e porto abusivo d’arma, la bravata di Daniele P., 37 anni, giardiniere incensurato. L’uomo mercoledì sera poco prima delle 21.30, ha un diverbio con la sua compagna. Alza il gomito e, barcollando, va in strada. Nella tasca posteriore dei jeans ha un revolver Smith & Wesson calibro 38, illegalmente detenuta. Arriva al capolinea del bus 31, in via Santa Marcellina, in zona Fulvio Testi. Imbocca il portellone davanti, quello vicino al conducente e lancia subito la sua minaccia, mostrando un proiettile: «Portami a Cinisello Balsamo senza fare fermate intermedie». Poi spunta la pistola: «Mi vuoi portare sì o no?». Il conducente mette in moto il bus e parte, schiacciando contemporaneamente il pedale d’allarme. Il mezzo pubblico si ferma alla fermata successiva, in via Santa Monica. Salgono una quindicina di persone che intuiscono che qualcosa non va. Poi sbuca alle spalle del dirottatore un brigadiere del nucleo radiomobile dei carabinieri con tanto di giubbotto antiproiettile, che lo afferra e lo trascina in strada. E scattano le manette. In casa di Daniele i carabinieri hanno trovato altre due pistole e 180 pallottole.





Polizia e tasso di criminalità

12 03 2011

Mi ricollego ad un post di qualche tempo fa, in cui citavo un articolo. In esso, si riportavano dichiarazioni rilasciate da organi di polizia relativamente al piano di potenziamento di mezzi e risorse. Dichiarazioni che ad un addetto ai lavori non potevano che suonare demagogiche e strumentali.

Riporto qui di seguito quanto emerge da numerosi studi internazionali.

Quanto alla presenza di forze di polizia, la controprova della scarsa efficacia di questa misura nella diminuzione dei tassi di criminalità sta proprio nel caso italiano. L’Italia, se comparata con altri paesi europei, ha una presenza di operatori di polizia per abitanti assai più elevata, eppure l’Italia è proprio uno dei paesi meno toccato dal declino della criminalità degli ultimi dieci anni. Anche in questo caso, si è notato che la diffusione di operatori di polizia nei paesi europei varia sensibilmente, eppure in tutti questi paesi si assiste ad una diminuzione dei tassi di criminalità mentre non si può negare un possibile effetto di contenimento dovuto alla migliore efficienza della polizia (capacità investigative e coordinamento). Un effetto, quest’ultimo, che però può anche risultare contraddittorio con la diminuzione della criminalità, perché una polizia più efficiente scopre più reati e arresta più persone, portando così ad un incremento, invece che a una diminuzione, dei tassi di criminalità.

(“Politiche e problemi della sicurezza in Emilia-Romagna”, Presidenza della Giunta Regionale)

Investire soldi e risorse nel potenziare una struttura perchè “è stato infatti accertato che la sola presenza dell’agente in divisa contribuisce a innalzare il livello di percezione di sicurezza da parte dei cittadini”, anzichè investire in ciò che realmente (e non a livello di percezione) migliora la sicurezza non è certo la miglior politica ed evidenzia, nel migliore e più ottimistico dei casi, ignoranza.





Protetto: Intervista DAL vampiro

25 02 2011

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Sicurezza e demagogia

23 02 2011

Da un articolo di oggi:

[...] E’ stato infatti accertato che la sola presenza dell’agente in divisa contribuisce a innalzare il livello di percezione di sicurezza da parte dei cittadini.

Vero, anche se, dati ISTAT alla mano, la fiducia nelle forze dell’ordine è in calo costante per via della percepita impossibilità che riescano a creare deterrente e ad intervenire tempestivamente.

Guardando l’influenza della presenza di un agente in divisa, sempre statistiche alla mano emerge che il tasso di criminalità di una data zona urbana non è in relazione con la frequenza dei passaggi delle forze di polizia.

Sicuramente la presenza sul territorio è un tassello importante, ma ahimè non contribuisce efficacemente alla prevenzione e alla riduzione del crimine.

Siamo sempre e comunque soli di fronte al malvivente.

Leggo inoltre:

Il dato relativo agli agenti delle Forze dell’ordine che vengono picchiati, durante l’attività lavorativa, risulta sempre più in crescita. Si sono registrati, nel solo anno 2009, 2079 casi. Lo dichiara l’ASAPS, riconoscendo fra le categorie più a rischio la stessa municipale che si colloca al terzo posto della graduatoria con il 10,8%, dopo carabinieri con il 50,3% e polizia con il 37,4%. L’apprendimento di tecniche di autodifesa personale consentirà loro di difendersi da eventuali aggressioni e di aumentare il grado di sicurezza ed efficacia nel corso di operazioni particolarmente critiche, senza mettere a rischio la propria ed altrui incolumità.

Ovviamente, non mi sono lasciato sfuggire l’opportunità di evidenziare loro quali siano i “comandamenti” da ricercare in una qualunque attività di formazione in ottica di difesa personale, indipendentemente da chi la eroga.

Staremo a vedere :)





Protetto: Dati sul senso di insicurezza

5 12 2010

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Protetto: Reati,vittime e percezione della sicurezza

5 12 2010

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Un’altra home invasion

3 12 2010

(ANSA.it, 3/12/10)

Quando è rincasata col figlioletto di 16 mesi ha trovato in giardino tre rapinatori che l’hanno costretta ad accompagnarli in casa e l’hanno tenuta sotto sequestro per circa un’ora.

Attimi di paura ieri sera ad Albino, nella frazione di Comenduno, dove una mamma di 34 anni e il suo bambino sono stati presi di mira da una banda di malviventi che si erano appostati fuori dalla villetta dove madre e figlio abitano col papà di 36 anni, in quel momento assente. Ieri sera a tarda ora erano ancora in corso le verifiche all’interno casa per accertare cosa i banditi avessero via. Nel frattempo la donna – che è in attesa di un secondo figlio – è stata accompagnata in ospedale per un controllo.

Secondo una prima e sommaria ricostruzione, ancora al vaglio dei carabinieri di Albino, la donna verso le 19,30 ha fatto rientro a casa col primogenito di 16 mesi. L’abitazione si trova in una zona residenziale, dove sorgono diverse villette isolate l’una dall’altra.

Madre e figlio avrebbero trovato in giardino tre malviventi col volto coperto da passamontagna. Due di loro impugnavano una pistola ciascuno e non hanno esitato a puntarle contro la trentaquattrenne per costringerla ad aprire la porta e farli entrare in casa. I malviventi, per convincerla della loro determinazione, le avrebbero anche strappato dalle braccia il bambino. I tre, inoltre, avrebbero «sequestrato» alla giovane donna il telefonino per impedirle qualsiasi tentativo di chiedere aiuto ai carabinieri o ai familiari durante il raid.

Una volta all’interno della villa, i tre avrebbero rovistato in tutta la casa, in cerca di denaro, orologi e altri oggetti preziosi. Durante il colpo avrebbero detto alla donna – in perfetto italiano – che stavano preparando la rapina da un mese e che erano sicuri di trovare in casa oggetti di valore. La giovane mamma durante il colpo li ha implorati di lasciar perdere e di non far del male a lei e al bimbo.

Dopo circa un’ora di permanenza nella casa, i malviventi si sono allontanati, minacciandola di non denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine. Non era ancora chiaro, a tarda ora, se e che cosa i banditi siano riusciti a portare via dalla casa. Del fatto si stanno occupando i carabinieri della stazione di Albino, sotto il coordinamento della compagnia dell’Arma di Clusone. Mamma e bambino hanno riportato un forte spavento nell’aggressione: in serata la donna è stata anche accompagnata in ospedale per un controllo medico. La freddezza e la determinazione con cui ha agito la banda di malviventi fa pensare davvero che il colpo fosse stato preparato nei minimi dettagli, forse anche attraverso appostamenti fuori dalla casa per ricostruire con precisione le abitudini e gli orari della famiglia.

Per chi non li ha ancora letti: http://defenselab.org/2010/11/11/serie-home-invasion/





Dati sulla percezione della sicurezza

22 11 2010

Ecco un’anticipazione dei dati ISTAT. Presto un’analisi più approfondita. Come sempre, ci si prepara ad usare la percezione d’insicurezza (=paura) come strumento chiave della prossima campagna politica ;)

ROMA (Reuters) – E’ diminuito negli ultimi anni il numero di italiani che si sentono “molto sicuri”, nonostante il calo di alcuni reati, e le zone di maggiore criticità risultano Campania, Lazio e Puglia. Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto Istat “Reati, vittime e percezione della sicurezza 2008-2009″, presentato oggi a Roma.

“La percezione di insicurezza mostra una sostanziale stabilità, sebbene continuino a diminuire coloro che si sentono molto sicuri (dal 24,3% del 1997-1998 al 18,8% del 2008-2009) e aumentino coloro che non escono mai (dall’8,4% del 1997-1998 all’11,6%), soprattutto tra gli anziani con più di 70 anni”, spiega una nota.

La paura è elevata specie tra le ragazze di 14-24 anni e al Sud, dove il 22% si dichiara poco sicuro e l’11,2% per niente sicuro.

“Nel territorio emergono alcuni luoghi di maggiore criticità: la Campania, il Lazio e la Puglia si posizionano sempre nei livelli più alti della graduatoria sia rispetto ai reati subiti, che al timore di subirli nonché in relazione alla percezione di insicurezza e al degrado della zona. Tra le regioni del Nord invece è il Veneto a mostrare i livelli più elevati di paura tra i cittadini”, dice la nota.

I reati per cui è cresciuta la preoccupazione sono rapine e aggressioni, scippi e borseggi, e soprattutto le violenze sessuali, di cui ha paura più del 50% delle donne.

Rispetto al 2002 è cresciuta l’influenza della criminalità sulle abitudini di vita, salita dal 46,3% al 48,5%.

Tra i cambiamenti di questi anni, il miglioramento del giudizio sul lavoro delle forze dell’ordine: solo il 38,4% si dichiara poco o per nulla soddisfatto, rispetto al 42,2% del 1997-1998 e al 36,2% del 2002.

Per quanto riguarda i reati, “al Sud più rapine, scippi, minacce, furti di veicoli, al Centro-Nord più furti di oggetti senza contatto, furti nella prima casa, borseggi e furti di biciclette”.





Home invasion recenti

22 10 2010

Come al solito, la cronaca offre molti spunti d’allenamento… Ecco due recenti avvenimenti, di cui uno videoripreso.

Rapina a Monterenzio:

Paura per una rapina in villa sull’Appennino bolognese. Erano in cinque, col volto coperto, armati di pistole e di fucili. Intorno alle 19 hanno assaltato la villa di un chirurgo bolognese, a Monterenzio. In casa c’erano solo i due domestici che sono stati legati e imbavagliati, dopo un’ora e mezza è arrivato il proprietario, e sotto la minaccia delle armi è stato costretto ad aprire la cassaforte dalla quale sono stati rubati preziosi per circa 60 mila euro.

Anche il medico, dopo aver consegnato il bottino, è stato legato. I malviventi sono fuggiti con l’auto dei domestici. L’allarme ai carabinieri è scattato verso le 22 quando le vittime sono riuscite a liberarsi. Poco al momento gli elementi a disposizione dei carabinieri della compagnia di San Lazzaro. Le vittime hanno detto solo che i banditi avevano un accento meridionale.

Rapina nel padovano:

Un imprenditore del settore dei videogiochi da bar, Loris Merlin, 41 anni, è stato rapinato nella sua abitazione di Legnaro (Padova) da due uomini a volto coperto e con armi in pugno, i quali prima di fuggire lo hanno chiuso a chiave in una stanza assieme alla moglie, al nono mese di gravidanza. Il colpo è scattato quando l’uomo è rincasato a bordo della sua auto nelle prime ore di stamani.

Fuori dal portone del garage Merlin è stato affrontato dai ladri che, puntandogli contro una pistola, gli hanno intimato di rimanere in silenzio e aprire la porta di casa. Una volta entrati nell’appartamento, pistola alla mano, si sono impossessati di oltre 12mila dalla cassaforte e sono fuggiti. Prima, però, hanno chiuso chiave Merlin e la moglie in una stanza del piccolo appartamento dove i due vivono. Sul fatto stanno indagando i carabinieri che stanno visionando anche i filmati di sorveglianza di alcune telecamere esterne al condominio.

Clicca qui per il video.





Aggressione a Roma

12 10 2010

Uno schema “classico” d’aggressione: tristemente, con un po’ di cultura della sicurezza, non ci sarebbero state conseguenze per la vittima…

Una banale lite per un biglietto nella stazione della metropolitana, lui le dà un pugno in faccia e lei, infermiera professionale di 32 anni, finisce in coma. Dopo essere rimasta a lungo a terra, nei corridoi della stazione, tra l’indifferenza dei passanti. L’autore dell’aggressione, un 20enne romano pregiudicato è stato arrestato.

Clicca qui per l’articolo completo ed il video dell’aggressione.








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