Aggiornamento sulla violenza verso le donne

16 06 2011

(di Angela Abbrescia, ANSA.it)

ROMA – Aumentano in Italia le denunce, e le richieste di aiuto, per violenza sessuale e stalking: un po’ per una maggiore consapevolezza delle vittime, ma anche perché il fenomeno della violenza nei confronti delle donne è in crescita. In una società sempre più aggressiva e stressata, le donne – ancora soggetto debole, soprattutto nelle relazioni – diventano facile bersaglio. “Ostaggi” non solo di mariti e fidanzati violenti ma anche della storica attitudine a sentirsi colpevoli. A testimoniarlo c’é la ricerca annuale di Telefono Rosa, che da anni aiuta le donne vittime di violenza. In un anno, hanno spiegato oggi presentando i dati ricavati dall’analisi delle 1.749 donne che si sono rivolte all’associazione nel 2010, le “denunce”, o meglio le richieste di aiuto a Telefono Rosa per violenze fisiche sono aumentate dal 23% al 40%, di violenze psicologiche dal 31% al 38%, di minacce dal 13% al 19%.

Una violenza che insorge durante il matrimonio nel 36% dei casi, nel 13% nella convivenza, nel 3% durante la gravidanza, nel 6% alla nascita dei figli e continuano ripetutamente nel tempo, nel 14% dei casi, anche dopo la separazione prefigurando il reato di stalking. E infatti le richieste di aiuto per stalking sono aumentate, passando dal 6% al 9%, con un incremento dell’insorgenza della violenza dopo la separazione (dal 7% all’11%), “a testimonianza del fatto che il partner non vuole perdere possesso della vittima” ha spiegato Maria Gabriella Moscatelli, presidente di Telefono Rosa. E quindi ecco le minacce, gli insulti, gli appostamenti, i pedinamenti, le telefonate continue, gli sms a raffica. Difficile individuare un profilo preciso delle vittime: sono impiegate (22%), casalinghe (13%), disoccupate (20%), libere professioniste (5%), operaie (7%). Di diversa nazionalità anche se per la maggior parte italiane. Il 74% possiede un titolo di studio superiore, il 43% è coniugata ma molte convivono.

Il 76% ha figli, per lo più piccoli: il 34% di età 0-8 anni e il 31% 9-17 anni. Minori che, direttamente o indirettamente, diventano vittime impotenti della violenza tra le mura domestiche. Altrettanto complicato l’identikit dell’autore delle violenze. E’ un uomo tra i 34 e i 54 anni (59%), svolge lavori nel 36% sei casi come operaio o impiegato ma nell’11% è un libero professionista, nel 6% imprenditore e nel 5% alto dirigente, a testimoniare la trasversalità del fenomeno. Più specifiche, invece, le dinamiche della relazione violenta: nel 79% avviene all’interno di una relazione sentimentale, a cui bisogna aggiungere un 3% di richieste di aiuto per violenza sessuale da parte del padre. E le donne che subiscono violenze sono in genere isolate dalla loro rete affettiva e sociale: solo il 9% chiede aiuto alla famiglia di origine e il 6% agli amici, mentre il 20% si rivolge a polizia o carabinieri. “Tutto ciò dimostra – ha spiegato Moscatelli – che il lavoro in prima linea delle associazioni è ancora uno dei punti fondamentali per combattere la violenza domestica e la violenza sulle donne”. E a questo proposito la presidente di Telefono Rosa ha rivolto un appello alle istituzioni,che “fanno poco o nulla”, affinché siano destinate più risorse a chi ogni giorno cerca di portare aiuto alle vittime di questo odioso fenomeno.





Reality check del 19-mag-11

19 05 2011

Questa foto è utilizzata come “media” promozionale di un noto sistema molto diffuso qui in Italia.

Affidereste davvero la vostra sopravvivenza ad un controllo così?

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Reality check

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Prima di rispondere, date un’occhiata a qualche video di aggressioni reali…





Rapina con ostaggio

16 02 2011





Protetto: Ferite e violenze sessuali

5 01 2011

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La violenza contro le donne

4 01 2011

Volevo pubblicare una serie di estratti dall’indagine ISTAT sulla violenza contro le donne, ma non riesco.

Non riesco perchè non trovo parti da saltare, è impossibile farne un estratto. E’ tutto ugualmente, terribilmente importante.

Ecco perchè ho deciso di pubblicare il documento integrale, nella speranza che esso possa accendere la fiamma della consapevolezza e distruggere la resistenza ad intraprendere un percorso di tutela della propria sicurezza ed incolumità.

Clicca sull’icona qui per aprire il dossier:

"La violenza contro le donne"

Nella sezione “Didattica” ho pubblicato un articolo di approfondimento sull’entità ed il tipo di ferite sostenute durante una violenza sessuale.

Buona lettura (si fa per dire).





Protetto: Dati sul senso di insicurezza

5 12 2010

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Protetto: Ultimi dati sulle molestie sessuali

5 12 2010

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Un’altra home invasion

3 12 2010

(ANSA.it, 3/12/10)

Quando è rincasata col figlioletto di 16 mesi ha trovato in giardino tre rapinatori che l’hanno costretta ad accompagnarli in casa e l’hanno tenuta sotto sequestro per circa un’ora.

Attimi di paura ieri sera ad Albino, nella frazione di Comenduno, dove una mamma di 34 anni e il suo bambino sono stati presi di mira da una banda di malviventi che si erano appostati fuori dalla villetta dove madre e figlio abitano col papà di 36 anni, in quel momento assente. Ieri sera a tarda ora erano ancora in corso le verifiche all’interno casa per accertare cosa i banditi avessero via. Nel frattempo la donna – che è in attesa di un secondo figlio – è stata accompagnata in ospedale per un controllo.

Secondo una prima e sommaria ricostruzione, ancora al vaglio dei carabinieri di Albino, la donna verso le 19,30 ha fatto rientro a casa col primogenito di 16 mesi. L’abitazione si trova in una zona residenziale, dove sorgono diverse villette isolate l’una dall’altra.

Madre e figlio avrebbero trovato in giardino tre malviventi col volto coperto da passamontagna. Due di loro impugnavano una pistola ciascuno e non hanno esitato a puntarle contro la trentaquattrenne per costringerla ad aprire la porta e farli entrare in casa. I malviventi, per convincerla della loro determinazione, le avrebbero anche strappato dalle braccia il bambino. I tre, inoltre, avrebbero «sequestrato» alla giovane donna il telefonino per impedirle qualsiasi tentativo di chiedere aiuto ai carabinieri o ai familiari durante il raid.

Una volta all’interno della villa, i tre avrebbero rovistato in tutta la casa, in cerca di denaro, orologi e altri oggetti preziosi. Durante il colpo avrebbero detto alla donna – in perfetto italiano – che stavano preparando la rapina da un mese e che erano sicuri di trovare in casa oggetti di valore. La giovane mamma durante il colpo li ha implorati di lasciar perdere e di non far del male a lei e al bimbo.

Dopo circa un’ora di permanenza nella casa, i malviventi si sono allontanati, minacciandola di non denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine. Non era ancora chiaro, a tarda ora, se e che cosa i banditi siano riusciti a portare via dalla casa. Del fatto si stanno occupando i carabinieri della stazione di Albino, sotto il coordinamento della compagnia dell’Arma di Clusone. Mamma e bambino hanno riportato un forte spavento nell’aggressione: in serata la donna è stata anche accompagnata in ospedale per un controllo medico. La freddezza e la determinazione con cui ha agito la banda di malviventi fa pensare davvero che il colpo fosse stato preparato nei minimi dettagli, forse anche attraverso appostamenti fuori dalla casa per ricostruire con precisione le abitudini e gli orari della famiglia.

Per chi non li ha ancora letti: http://defenselab.org/2010/11/11/serie-home-invasion/





legge = vittima

22 11 2010

Ecco come la legge italiana protegge le potenziali (chiedo scusa, “già”) vittime dello stalking:

ROMA (22 novembre) – Un ragazza di 25 anni di origini napoletane è stata uccisa a coltellate a Terracina nella sua abitazione dall’ex convivente, Luigi Faccetti, 24 anni, pregiudicato di origini campane.

Eliana Femiano, è stata aggredita violentemente e massacrata a coltellate sembra al culmine di una lite per gelosia. Il delitto è avvenuto nella zona di via Capirchio. Ad allertare i carabinieri è stata una segnalazione anonima. Arrivati nell’appartamento i militari hanno forzato la serratura e una volta entrati hanno trovato il corpo della giovane riverso a terra. I sospetti si sono subito appuntati sull’ex convivente che si era dato alla fuga. Il ragazzo è stato rintracciato e arrestato a Villaicca, nel napoletano.

L’uomo aveva già tentato di uccidere la ex convivente. L’episodio era avvenuto un anno fa a dicembre a Napoli. I due erano stati fidanzati per circa un anno e mezzo, la loro relazione era finita ma l’uomo non si era rassegnato e l’aveva perseguitata con sms e pedinamenti. Poi un giorno aveva atteso che uscisse di casa e l’aveva aggredita ferendola con 4 fendenti al collo. Dopo un intervento la ragazza era riuscita a guarire e l’uomo si era dato alla fuga e solo in seguito aveva deciso di costituirsi. Gli era stato notificato un provvedimento di fermo per tentato omicidio. Ad un anno di distanza è tornato ad aggredire, stavolta mortalmente.

(Messaggero, 22-nov-10)

DefenseLab, “Chi siamo”, primo paragrafo: “L’evoluzione della società costringe ognuno di noi a rivestire sempre più spesso l’ingrato ruolo di unico responsabile e garante dell’incolumità propria e delle persone che amiamo”.

F*ck…





cronaca di un caso di stalking

15 11 2010

Un paio di settimane fa ho pubblicato l’ennesimo articolo, preso dalla stampa locale, di un’aggressione, epilogo ormai scontato di atti persecutori. Clicca qui per il link a questo ed altri articoli simili.

In questi giorni, una mia carissima amica mi ha contattato, dopo aver visitato il mio sito. Riporto qui sotto la nostra conversazione, leggermente modificata nella struttura perchè lei non è italiana e perchè il nostro dialogo è avvenuto a più riprese.

“Ho visitato il tuo sito, DefenseLab, ed ho visto alcuni video di difesa: li ho trovati interessanti. Ho letto diverse pagine e capisco ciò che scrivi, più di quanto tu possa immaginare. Peccato che sei in Italia, avrei preso qualche ora di lezione da te, sul serio.

Forse avrai sentito che tempo fa ho avuto un grave incidente. La verità è che sono stata vittima di stalking, che ha avuto la sua conclusione nella mia aggressione. I tuoi video corrispondono alla realtà che ho vissuto, anche se in più, prima di trovarmelo addosso con un coltello, mi ha investita con l’auto.

Quella mattina non ero per niente “appetibile”, ero vestita in modo anonimo e non appariscente. Un mio grave errore è stato di non aver colto i segnali che lui mi stava trasmettendo da tempo. Ad esempio, anni fa aveva apprezzato in modo innaturale il fatto che avessi lasciato il mio ex. Allora non ci ho dato peso. Come non ne ho dato a tutte le volte che ho trovato l’auto rigata al mio ritorno dopo una serata con gli amici. Un altro episodio: da un lato, quando passava in auto nella via dove abitavo mi lanciava baci con la mano, dall’altro in un’occasione mi disse che mi avrebbe sfregiata.

Durante l’aggressione ho potuto contare soltanto su di me, nessuno che sia intervenuto ad aiutarmi. In caso d’emergenza, sei sola. Quando sono arrivate la polizia e l’ambulanza, erano presenti quasi duecento persone, ma nessuno che sia intervenuto: avevano tutti paura del coltello! Mi sono salvata perché sono riuscita a spezzare la lama mentre la tenevo stretta. Le lesioni mi hanno causato anche una parziale invalidità alla mano destra. Dalle analisi è emerso che il maggior fattore di rischio per la mia vita sono stati i suoi tentativi di rompermi la testa sbattendomela sull’asfalto.

Non ho memoria di tutto quello che è successo, ma mi ricordo benissimo che il mio corpo era pieno di adrenalina per la paura di morire, cosa che mi ha dato la forza di sopravvivere! Di testa non c’ero più, ma il mio corpo lottava d’istinto. Ricordo che non riuscivo a vedere i suoi movimenti, sentivo solo il rumore dell’aggressione.

Quella mattina ho pensato ai miei genitori, ai miei amici, a tutte le cose non dette e che credevo non avrei più avuto la possibilità di dire. E’ grazie ai miei “Angeli” se posso raccontarti queste cose. Ho lottato come una leonessa, e fortunatamente sono stata capace di difendermi, proprio come nelle scene dei tuoi video. Certo che comunque ne ho prese anch’io!

Ti dico queste cose perché chi viene ai tuoi corsi deve prestare molta attenzione a gesti o comportamenti strani. E’ difficile comprendere da soli come ci si deve comportare per non diventare vittime potenziali. Per due anni non ho mai minimamente pensato che quel matto perverso mi avrebbe aggredita. Sono convinta che anche questo mio non essermi accorta del suo atteggiamento abbia alimentato la sua ossessione. Ho cercato di prevenire il peggio facendo esposti, quando poco prima dell’aggressione mi sono accorta che passava intere nottate sotto casa mia o mi bloccava il portone con l’auto. La Polizia ha fatto anche dei sopralluoghi, ma non è servito a niente.

Per un anno ho fatto fatica a stare tra la gente. In strada non guardo le persone in faccia per paura che qualcuno possa fraintendere il mio comportamento, penso ad ogni mia azione tantissime volte per paura che qualcuno mi stia studiando. Sono una persona totalmente diversa da prima e questo mi rende la vita difficile.

Quando nei tuoi articoli parli di ciò che un aggressore vuole dalla sua vittima, credo che per me desiderasse sia il mio corpo, sia la mia vita. Ho dovuto fronteggiare il mio aggressore durante il processo, addirittura lui chiedeva al Giudice di potermi parlare. Adesso so che le sue intenzioni erano di violentarmi e uccidermi, in base alle prove raccolte dagli investigatori. Dopo avermi aggredito, è scappato con l’auto. L’hanno rintracciato mentre stava tentando di suicidarsi, convinto che mi avesse uccisa. Dalle analisi del sangue è emerso che aveva preso anche del Viagra per stuprarmi! Mentre ti racconto queste cose, ho ancora i brividi, da quanto questo episodio mi sta ancora controllando.

Ti ho affidato un capitolo della mia vita che cerco di dimenticare, ma è troppo difficile farlo. Vorrei prendere un’arma, in questo mondo non mi sento più sicura, soprattutto perché quel pazzo l’anno prossimo avrà finito di scontare i tre anni di carcere.

Prima, vivevo in un mondo incasinato e stressante, ma bello. Giravo con una borsetta da almeno 5 kili, ma con dentro nulla con cui potermi difendere… Adesso, invece, non metto mai scarpe coi tacchi, tranne in casi eccezionali e se sono con altre persone, e porto sempre un coltello con me, anche se non si addice alla mia persona.

Ti mando delle foto di come ero ridotta 2-3 settimane dopo l’aggressione. Prima sai quanto fossi aperta, spontanea. Adesso sono insicura e vivo con la paura che qualcuno possa aggredirmi di nuovo da un momento all’altro. Questo non passerà mai. Vorrei così tanto tornare indietro e non provare continuamente questa paura.

Mantieni il mio anonimato, ma pubblica pure la mia storia sul tuo blog. Un caso reale. Il mio”.

Ho visitato il tuo sito, DefenseLab, ed ho visto alcuni video di difesa: li ho trovati interessanti. Ho visitato diverse pagine e capisco ciò che scrivi, più di quanto tu possa immaginare. Peccato che sei in Italia, avrei preso qualche ora di lezione da te, sul serio.

Forse avrai sentito che tempo fa ho avuto un grave incidente. La verità è che sono stata vittima di stalking. I tuoi video corrispondono alla realtà che ho vissuto, anche se in più, prima di trovarmelo addosso con un coltello, mi ha investita.

Ho lottato come una leonessa, e fortunatamente sono stata capace di difendermi, proprio come le scene dei tuoi video. Certo che comunque ne ho prese anch’io!

Quella mattina non ero per niente “appetibile”, un mio grave errore è stato di non aver colto i segnali che lui mi stava trasmettendo. Ad esempio, anni fa aveva apprezzato in modo innaturale il fatto che avessi lasciato il mio ex. Allora non ci ho dato peso. Come non ne ho dato a tutte le volte che ho trovato l’auto rigata al mio ritorno dopo una serata con gli amici. Un altro episodio: da un lato, quando passava in auto nella via dove abitavo mi lanciava baci con la mano, dall’altro in un’occasione mi disse che mi avrebbe sfregiata.

Durante l’aggressione ho potuto contare soltanto su di me, nessuno che sia intervenuto ad aiutarmi. In caso d’emergenza, sei sola. Quando sono arrivate la polizia e l’ambulanza, erano presenti quasi duecento persone, ma nessuno che sia intervenuto: avevano tutti paura del coltello! Mi sono salvata perché sono riuscita a spezzare la lama mentre la tenevo stretta tra le mie mani. Le lesioni mi hanno causato anche una parziale invalidità alla mano destra. Dalle analisi è emerso che il maggior fattore di rischio per la mia vita sono stati i suoi tentativi di rompermi la testa sbattendomela sull’asfalto.

Non ho memoria di tutto quello che è successo, ma mi ricordo benissimo che il mio corpo era pieno di adrenalina per la paura di morire, cosa che mi ha dato la forza di sopravvivere! Di testa non c’ero più, ma il mio corpo lottava d’istinto. Ricordo che non riuscivo a vedere i suoi movimenti, sentivo solo il rumore dell’aggressione.

Quella mattina ho pensato ai miei genitori, ai miei amici, a tutte le cose non dette e che credevo non avrei più avuto la possibilità di dire. E’ grazie ai miei “Angeli” se posso raccontarti queste cose.

Ti dico queste cose perché chi viene ai tuoi corsi deve prestare molta attenzione a gesti o comportamenti strani. E’ difficile comprendere da soli come ci si deve comportare per non diventare vittime potenziali. Per due anni non ho mai minimamente pensato che quel matto perverso mi avrebbe aggredita. Sono convinta che anche questo mio non essermi accorta del suo atteggiamento abbia alimentato la sua ossessione. Ho cercato di prevenire il peggio facendo esposti, quando poco prima dell’aggressione mi sono accorta che passava intere nottate sotto casa mia o mi bloccava il portone con l’auto. La Polizia ha fatto anche dei sopralluoghi a casa mia, ma non è servito a niente.

Per un anno ho fatto fatica a stare tra la gente, in strada non guardo le persone in faccia per paura che qualcuno possa fraintendere il mio comportamento, penso ad ogni mia azione tantissime volte per paura che qualcuno mi stia studiando. Sono una persona totalmente diversa da prima e questo mi rende la vita difficile.

Quando parli di ciò che un aggressore vuole dalla sua vittima, credo che per me desiderasse sia il mio corpo, sia la mia vita. Ho dovuto fronteggiare il mio aggressore durante il processo, addirittura lui chiedeva al Giudice di potermi parlare. Adesso so che le sue intenzioni erano di violentarmi e uccidermi, in base alle prove raccolte dagli investigatori. Dopo avermi aggredito, è scappato con l’auto. L’hanno rintracciato mentre stava tentando di suicidarsi, convinto che mi avesse uccisa. Dalle analisi del sangue è emerso che aveva preso anche del Viagra per violentarmi! Mentre ti racconto queste cose, ho ancora i brividi, da quanto questo episodio sta controllando la mia vita.

Ti ho affidato un capitolo della mia vita che cerco di dimenticare, ma è troppo difficile farlo. Vorrei prendere un’arma, in questo mondo non mi sento più sicura, soprattutto perché quel pazzo l’anno prossimo avrà finito di scontare i 3 anni di carcere. Prima, vivevo in un mondo incasinato e stressante, ma bello. Giravo con una borsetta da almeno 5 kili, senza nulla con cui potermi difendere! Adesso, invece, non metto mai scarpe coi tacchi, tranne in casi eccezionali e se sono con altre persone, e porto sempre un coltello con me, anche se non si addice alla mia persona. Ti mando delle foto di come ero ridotta 2-3 settimane dopo l’aggressione. Prima sai che ero una donna aperta, spontanea. Adesso sono insicura e vivo con la paura che qualcuno possa aggredirmi di nuovo da un momento all’altro. Questo non passerà mai. Vorrei così tanto tornare indietro e non provare continuamente questa paura. Mantieni il mio anonimato, ma pubblica la mia storia sul tuo blog, un caso reale. Il mio.





Omicidio di Cesenatico

29 10 2010

(Da bologna.repubblica.it)

Omicidio passionale secondo gli inquirenti. Si è consumato in un locale di Villalta: la donna, Eleonora Liberatore, 34 anni, era uscita a fumare una sigaretta quando è arrivato il suo ex compagno, Sokol Birra, e l’ha colpita almeno cinque volte con una lama di quindici centimetri. L’uomo è poi fuggito, ma i carabinieri l’hanno trovato: aveva tentato il suicidio, la scossa elettrica gli ha distrutto un braccio.

I soccorritori si sono mossi appena è arrivata la telefonata: “Correte, hanno accoltellato una donna al Madame Caffè”. Quando sono arrivati, hanno trovato il corpo di Eleonora Liberatore steso a terra in un pozza di sangue. L’uomo che un tempo l’aveva amata e con il quale aveva vissuto le ha sferrato un fendente mortale al collo.

Nel bar di Villalta di Cesenatico si consuma un dramma passionale sotto gli occhi di molte persone: è l’ora dell’aperitivo. Sokol Pirra, 39 anni, albanese, da tre mesi dà fastidio alla donna, da quando la loro relazione è finita. Eleonora Liberatore lavora vicino al locale. Vi arriva con un’amica e un amico per bere qualcosa. Pirra li trova fuori a fumarsi una sigaretta. Il coltello di 15 centimetri è nascosto in un calzino. Un grido: “Devi venire via con me”, poi la colpisce, almeno cinque volte, anche al petto e alla schiena. Eleonora muore per dissanguamento.

Sokol Pirra abbandona l’arma e scappa a piedi. Sembra una scena da film: si rifugia in un casolare di campagna, tutto lordato di sangue. Non oppone resistenza quando i carabinieri lo trovano: ha anche tentato di uccidersi, folgorandosi a un palo della luce, ma lui che è elettricista non riesce a prendere la scossa giusta, e a farne le spese è solo il braccio. Ora è piantonato al Bufalini di Cesena.

Un’altra vittima dello stalking… “Da tre mesi dà fastidio alla donna”…

I Carabinieri hanno una sezione tematica su questo maledettissimo comportamento criminale: clicca qui per il link. Il Ministero delle Pari Opportunità ha attivato il numero telefonico 1522 ed un sito web (clicca qui).

Ho tra l’altro appena pubblcato su facebook un link ad un blog sullo street harassment, una declinazione a metà tra molestie sessuali e stalking… Clicca qui per accedere. E’ in inglese, se non lo conosci puoi usare http://translate.google.it: questa utility fa il suo mestiere nel tradurre pagine web e testo.

Adesso non ho voglia di scrivere altro.





Home invasion recenti

22 10 2010

Come al solito, la cronaca offre molti spunti d’allenamento… Ecco due recenti avvenimenti, di cui uno videoripreso.

Rapina a Monterenzio:

Paura per una rapina in villa sull’Appennino bolognese. Erano in cinque, col volto coperto, armati di pistole e di fucili. Intorno alle 19 hanno assaltato la villa di un chirurgo bolognese, a Monterenzio. In casa c’erano solo i due domestici che sono stati legati e imbavagliati, dopo un’ora e mezza è arrivato il proprietario, e sotto la minaccia delle armi è stato costretto ad aprire la cassaforte dalla quale sono stati rubati preziosi per circa 60 mila euro.

Anche il medico, dopo aver consegnato il bottino, è stato legato. I malviventi sono fuggiti con l’auto dei domestici. L’allarme ai carabinieri è scattato verso le 22 quando le vittime sono riuscite a liberarsi. Poco al momento gli elementi a disposizione dei carabinieri della compagnia di San Lazzaro. Le vittime hanno detto solo che i banditi avevano un accento meridionale.

Rapina nel padovano:

Un imprenditore del settore dei videogiochi da bar, Loris Merlin, 41 anni, è stato rapinato nella sua abitazione di Legnaro (Padova) da due uomini a volto coperto e con armi in pugno, i quali prima di fuggire lo hanno chiuso a chiave in una stanza assieme alla moglie, al nono mese di gravidanza. Il colpo è scattato quando l’uomo è rincasato a bordo della sua auto nelle prime ore di stamani.

Fuori dal portone del garage Merlin è stato affrontato dai ladri che, puntandogli contro una pistola, gli hanno intimato di rimanere in silenzio e aprire la porta di casa. Una volta entrati nell’appartamento, pistola alla mano, si sono impossessati di oltre 12mila dalla cassaforte e sono fuggiti. Prima, però, hanno chiuso chiave Merlin e la moglie in una stanza del piccolo appartamento dove i due vivono. Sul fatto stanno indagando i carabinieri che stanno visionando anche i filmati di sorveglianza di alcune telecamere esterne al condominio.

Clicca qui per il video.





Io dico NO alla violenza

12 10 2010

Dall’11 al 16 ottobre, in tutte le scuole italiane, si terranno lezioni e attività di informazione e sensibilizzazione contro ogni forma di violenza e discriminazione. Un’iniziativa promossa dai Ministeri per le Pari Opportunità e dell’Istruzione, Università e Ricerca, che coinvolge studenti, docenti e genitori, in collaborazione con esperti delle Forze dell’Ordine e delle associazioni.

Clicca qui per la notizia sul sito del Ministero per le Pari Opportunità.

In questa occasione, DefenseLab offre, dall’11 ottobre all’11 novembre, ogni settimana una lezione gratuita di un’ora a tutti coloro che desiderano avvicinarsi alla difesa personale. Prenota attraverso la pagina “Contatti“.

Questa iniziativa rientra nel programma Say NO to Violence.





Aggressione a Roma

12 10 2010

Uno schema “classico” d’aggressione: tristemente, con un po’ di cultura della sicurezza, non ci sarebbero state conseguenze per la vittima…

Una banale lite per un biglietto nella stazione della metropolitana, lui le dà un pugno in faccia e lei, infermiera professionale di 32 anni, finisce in coma. Dopo essere rimasta a lungo a terra, nei corridoi della stazione, tra l’indifferenza dei passanti. L’autore dell’aggressione, un 20enne romano pregiudicato è stato arrestato.

Clicca qui per l’articolo completo ed il video dell’aggressione.





Video di scippo

1 10 2010







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