Si, lo ammetto: sono profondamente fatalista. Quando i “segni” dicono che una cosa non va fatta, non mi piace forzare la mano. Ma lo sono anche al contrario! Così come è successo che abbiamo rinviato la scenario replication di Jogging X-treme, oggi, mentre chiacchieravo con Teo a casa mia, è arrivato il “messaggio” che dice che è ora di farla, come commiato prima delle due settimane di pausa estiva.
Leggete qua:
TORINO – L’ha aspettata, certo che nel parco vi fossero soltanto loro. Lui, lo stupratore, un uomo dal fisico possente e atletico. E lei, una giovane dottoressa che ogni mattina andava a fare jogging nel parco della Colletta a Torino, dove la Dora Riparia confluisce nel Po. Probabilmente l’uomo, frequentatore abituale del luogo, ha perso la testa per lei proprio guardandola allenarsi. Un’attrazione che si è trasformata in una passione morbosa e perversa.
Tanto da indurlo ad architettare uno stupro che, almeno nei suoi progetti, avrebbe dovuto essere senza testimoni. Ma non è andata come voleva. Ieri mattina l’uomo ha sorpreso la donna, 32 anni, poco dopo che aveva iniziato a correre dopo avere parcheggiato l’auto ai margini del parco. L’ha inseguita di corsa per un breve tratto. Quindi l’ha afferrata per la maglietta e scaraventata a terra nei pressi di un cespuglio, le ha abbassato i calzoncini e l’ha violentata. Poche parole. “Ho un coltello – le ha detto – e quindi stai zitta”. Ma la vittima ha cercato di resistere in qualsiasi modo all’aggressione, gridando e dimenandosi. E, nonostante tutto sia avvenuto prima delle 7, non erano le due sole persone all’interno dell’area verde.
Una coppia di coniugi, infatti, stava passeggiando tra i vialetti ed è stata attratta dalle urla. La donna si è precipitata in soccorso dell’aggredita e ha messo in fuga il violentatore, inseguito da suo marito che però non è riuscito a fermarlo. I due hanno poi prestato i primi soccorsi alla dottoressa e hanno chiamato i carabinieri. La visita ginecologica effettuata all’ospedale Sant’Anna ha accertato l’avvenuta violenza. E subito sono scattate le ricerche dell’aggressore. Nonostante fosse in stato di choc, la vittima è riuscita a descriverlo bene ai militari e così hanno fatto i due soccorritori.
Si tratta di un uomo straniero ma non nordafricano, dal fisico palestrato, alto un metro e 85 centimetri, con i capelli corti e la carnagione scura. Ora i carabinieri hanno il suo identikit e secondo la coppia di coniugi sarebbe un frequentatore abituale del parco della Colletta. Da qui l’ipotesi che abbia studiato attentamente le abitudini della sua vittima per poi colpirla a colpo sicuro. Potrebbe essere residente nella zona, visto che frequentava abitualmente quel parco nelle prime ore del mattino.
Anche se i carabinieri non tralasciano alcuna pista. Intanto, però, il quartiere Vanchiglietta è in fibrillazione, visto che c’è ancora uno stupratore in libertà. E’ in grado di colpire in città e al mattino, non coperto dall’oscurità. “E’ un fatto grave, ma è anche un caso isolato. E un aspetto importante – ha osservato il prefetto Paolo Padoin – è che ci siano stati altri cittadini che sono intervenuti in aiuto alla signora. E’ un segno del fatto che in questa città c’é un controllo sociale che funziona”.
(ANSA.it, 23 luglio)
E questo articolo è uscito qualche giorno dopo:
Sanno chi e’, probabilmente dove lavora. Ma il violentatore che giovedi’ mattina ha aggredito una veterinaria di 32 anni tra i vialetti e gli alberi del parco della Colletta di Torino, dove la Dora Riparia confluisce nel Po, potrebbe avere gia’ lasciato la citta’, braccato da una caccia all’uomo aperta dai carabinieri.
La giovane donna che ha subito violenza, e che avrebbe riconosciuto nel bruto la stessa persona vista qualche volta correre – come lei – nel parco, trova la forza di lanciare un appello alle altre donne: ”Mai da sole, mai” a fare jogging nel parco quando e’ poco frequentato. E i City Angels di Torino, hanno gia’ ricevuto la richiesta di alcune donne di essere scortate nei parchi: ”Siamo pronti”, hanno risposto i ragazzi e le ragazze con le magliette rosse ed il basco azzurro, attivi in 15 citta’.
Secondo le ultime indiscrezioni, non confermate pero’ dall’Arma, i militari, che hanno in mano l’identikit realizzato sulla base delle descrizioni fornite dalla vittima e dalla coppia che l’ha soccorsa, lo avrebbero identificato in un nordafricano dipendente di un kebab restaurant nel quartiere di San Salvario. Il violentatore, un uomo ‘palestrato’ alto un metro e 85 centimetri, con i capelli rasati, era fuggito lungo il Po verso nord. Indossava canottiera e pantaloncini neri ed era un frequentatore abituale del parco, forse proprio per studiare meglio i movimenti e le abitudini della sua vittima.
Sia la donna aggredita, una ceca residente nel capoluogo piemontese da otto anni, che i coniugi che sono intervenuti interrompendo la violenza, hanno detto di averlo gia’ visto tra coloro che corrono all’interno dell’area verde. Non e’ escluso che l’uomo abbia gia’ lasciato la citta’. ”Quell’uomo – ha raccontato la veterinaria – mi ha aspettato, conosceva i miei orari. Era vicino al parcheggio di via Bologna. All’improvviso mi sono sentita afferrare alle spalle. Mi ha bloccato la bocca e mi ha trascinata verso alcuni cespugli. Ho cercato di reagire, ma e’ stato inutile. All’inizio mi ha detto che voleva solo i soldi e che aveva un coltello, ma poi mi e’ saltato addosso e mi ha strappato i vestiti. Ora non so se me la sentirei di guardarlo in faccia”.
La coppia che passava nei paraggi in quel momento aveva pensato inizialmente che fosse una coppia appartata, finche’ ha visto lei cercare di divincolarsi in ogni modo dalla morsa del bruto. Allora e’ intervenuta mettendolo in fuga, ma senza riuscire a bloccarlo. Intanto il caso riaccende l’allarme sulla sicurezza delle donne sole nelle aree pubbliche. I ‘City Angels’ affermano di aver ricevuto alcune telefonate di giovani che hanno chiesto di essere accompagnate quando attraversano i parchi cittadini, soprattutto nelle ore in cui sono meno frequentati. E cosi’ hanno dato la loro disponibilità. ”Siamo pronti – afferma Alfredo Tavernese, presidente nazionale del sodalizio – a fare la nostra parte se necessario. Tuttavia, non riteniamo che Torino sia una citta’ pericolosa, ma purtroppo dopo casi come questi si diffonde la psicosi”.
Non posso fare altro che rilinkare il mio articolo precedente: http://wp.me/sCPzS-corri.
Stasera fisseremo la data per l’allenamento, che ho arricchito di alcune varianti sostanziali (dal punto di vista dello scenario) rispetto al precedente appuntamento.
Una nota a margine (che è oggetto di una nuova safety list): mai pensato alle aggressioni da parte di cani mentre correte? Qualche settimana fa un signore è morto per questo…








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