Ultimamente non pubblico tanto spesso notizie di cronaca nera: ce ne sono talmente tante che il blog diventerebbe una testata giornalistica. Ecco però qualcosa che ha direttamente a che fare con le strategie di protezione personale, un triste esempio di cosa significhi “mai permettere il secondo scenario”, quello in cui l’aggressore, dopo un iniziale scenario a sufficiente rapporto rischio/opportunità, massimizza il proprio vantaggio tattico portandoci in un contesto a lui più congeniale. Tra le regole ferree, se reazione ci deve essere, questa deve avvenire nel primo scenario, ed essa deve essere tale da evitare (quasi) ad ogni costo che lo scenario – inteso come relazioni tra ambiente e persone - cambi a favore dell’aggressore.
10:58 – Un uomo di 38 anni, Luca Rosi, è stato ucciso a colpi di pistola durante una rapina in villa alla periferia di Perugia. L’abitazione si trova in località Ramazzano. Secondo una prima ricostruzione a compiere la rapina tre giovani ora ricercati. L’uomo, figlio del proprietario della casa, ha cercato di reagire alla rapina ma è stato colpito mortalmente da almeno quattro proiettili sparati dai malviventi. Indagano i carabinieri.
Secondo una prima ricostruzione fatta dai militari, tre malviventi, armati, hanno assaltato la villa isolata entrando da una porta-finestra. Il proprietario non c’era. Nell’abitazione, invece, la moglie del proprietario, il figlio 38enne con la compagna e un bambino di otto anni, figlio di una sorella dell’uomo ucciso. Il piccolo, rimasto illeso ha assistito all’omicidio dello zio.
I quattro erano stati legati. Per ragioni oggetto di indagini Rosi, di professione bancario, avrebbe tentato di reagire, scatenando la barbara ira dei rapinatori: quattro colpi di pistola in diverse parti del corpo lo hanno raggiunto uccidendolo. Ora è caccia all’uomo in tutta la provincia di Perugia e oltre per scovare i delinquenti.
I carabinieri stanno anche cercando di stabilire se ci siano collegamenti con un’altra rapina in villa compiuta sempre alla periferia di Perugia alcune settimane fa durante la quale una donna venne violentata.
Il sindaco di Perugia: violenza bestiale
“La nostra comunità è stata ferita da un atto di violenza bestiale e inaudita, tanto che facciamo fatica ad associarlo all’immagine di quel territorio”: è quanto sottolinea il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali. ”Il primo sentimento – afferma Boccali – è certamente di vicinanza alle vittime, a quella famiglia, a tutta la gente di Ramazzano. Subito dopo, emerge fortissima la richiesta di giustizia, perch‚ criminali simili non possono restare liberi, e naturalmente dobbiamo ragionare con le forze dell’ordine su come garantire sicurezza a questi piccoli centri e abitazioni isolate che possono diventare – conclude il sindaco – facili prede di bande di rapinatori”.
Le parole del sindaco poi richiamano un altro aspetto, relativo alle politiche di controllo sociale: siamo sempre impreparati, a livello di sistema, a gestire e fronteggiare il crimine. In altre parole, è sempre peggio di quello che pensiamo. Solo nel paese in cui vivo, cittadina rurale di 8.000 abitanti, in parallelo ai classici crimini contro la proprietà (tra cui – a torto – è inclusa anche l’invasione domestica), stanno emergendo con crescita esponenziale reati contro la persona.
La violenza non è poi così lontana dal nostro vivere quotidiano ed è imperativo essere pronti a riceverla, gestirla e respingerla, per noi stessi e le persone a noi vicine.
Stay safe!








Commenti recenti