Protetto: Gli elementi del metodo DefenseLab
22 11 2011Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Categorie : Didattica, Tier 1
Nuovo tool per reality check
10 08 2011Finalmente è arrivato nella famiglia DefenseLab lo Shocknife™, l’unico coltello da allenamento in grado di indurre paura.
In termini tecnici, lo Shocknife™ permette:
- Biofeedback sensoriale e visivo su dove la lama è venuta a contatto.
- Miglior consapevolezza tattica nell’allenamento stimolo-risposta
- Maggior realismo nella replicazione di scenari dinamici
- Introduzione di alti livelli di stress
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Protetto: Comportamenti di protezione
5 08 2011Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Categorie : Cultura, Didattica
Un altro
3 08 2011Ecco un altro che non ha capito niente. Cito dalla sua autopresentazione:
Un’ulteriore differenza tra me e gli altri istruttori sta nel fatto che cerchero’ di insegnarti la logica per potere ricordare le tantissime tecniche di difesa che susseguono ad altrettanti tipi di attacco possibili sia a mani nude, attacchi multipli, con uno o due coltelli, con una o piu’ pistole, fucili, bastoni, , all’esterno, in macchina, in ascensore, in discoteca, in pulman, al buio, etc etc..
E’ evidente che non ha mai sentito parlare di reazione da stress di sopravvivenza, isoscele invertito, legge di Hick e tutto ciò che ne consegue sul piano della prontezza mentale, della metodologia d’allenamento e della capacità di risposta fisica.
Attenzione al fumo negli occhi, gente. Ne va della vostra pelle.
Buona estate!
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Categorie : Dal mondo
Lo Zen di DefenseLab :)
10 07 2011Spesso quello che facciamo viene considerato come una delle opzioni in un paniere di attività fisiche, un qualcosa che si fa per “provare”, perchè “lo fa uno che conosco”, perchè “fa moda”, perchè “hanno detto che imparo a menare”, perchè “l’istruttore è carino” , perchè “il mercoledì sera è vuoto”…
La difesa personale non è un corso e non è un’ opzione, è una risposta ad un’intima richiesta. Dobbiamo pretendere da noi stessi di imparare a proteggere noi e i nostri cari. La “carica motivazionale” che spinge a frequentare un corso di difesa personale è ben diversa rispetto a corsi di yoga, spinning o sport marziali.
Richiesta, motivazione, sopravvivenza. Parole sante. Piccola diagnostica: perchè sei ad allenamento? Perchè non ci sei? C’è qualcosa di più forte della cultura del sopravvivere, del non mollare mai, indipendentemente dal tipo e dal volume delle avversità? Occorre davvero cercare una motivazione per soddisfare il bisogno primordiale di sentirsi realmente sicuri? Al di là dell’allenamento, esiste davvero qualcuno che può non pensare alla propria sicurezza, a 360 gradi, sia essa economica, fisica, emotiva…?
Sincera presa di coscienza, disillusa consapevolezza, ardore nell’impegno. Non ci si può permettere il lusso di sentirsi immuni, non ci si può fermare, non esiste il “proverò”, il “farò del mio meglio”, solo il “posso” ed il “faccio”. Non ci sono nè opzioni, nè scorciatoie, nè compromessi.
In questo contesto, quanto vale investire per la nostra vita o quella di nostro figlio? Tra 4 ore d’allenamento a settimana e un happy hour cosa conta di più? E’ più formativo allenarsi quando si è al top o provare a fare qualcosa anche quando fisicamente si è indisposti? E’ più importante pensare a cosa io penso di te o a trarre il massimo beneficio dall’esperienza della pratica? Priorità, obiettivi, onestà, dedizione, perseveranza, passione, sacrificio, amor proprio, giustizia. Vivere questi concetti rende ottenibile qualsiasi successo.
Il sentimento di sopravvivenza è innato nell’essere umano, ma viene schiacciato dal peso delle comodità, dalle false illusioni e dai credo che adottiamo come scudi. Avete già perso la battaglia? siete già vittime del vostro stesso modo di vivere? Occorre tenacia, grinta, senso del dovere e del sacrificio, voglia di vincere ogni sfida, stringere i denti e sopravvivere alle paure. La formazione necessaria al raggiungimento dell’obiettivo è tutt’altro che comoda, tranquilla e sicura. In strada non si fanno prigionieri, non ci sono sconti o dispense per malattia, non ci si ferma alla 15a ripetizione perchè “alla 20a è impossibile arrivarci”. E’ vero, potrebbe non capitarvi mai nulla, anzi ve lo auguriamo, ma noi ci prepariamo al peggio, alla situazione estrema, al punto di non ritorno.
Quello che sarete domani nella strada è quello che siete oggi in allenamento.
Alla fine dell’articolo mi è venuta in mente una campagna di spot che qualcuno mi ha rubato
…
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Reality check del 19-mag-11
19 05 2011Questa foto è utilizzata come “media” promozionale di un noto sistema molto diffuso qui in Italia.
Affidereste davvero la vostra sopravvivenza ad un controllo così?
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Prima di rispondere, date un’occhiata a qualche video di aggressioni reali…
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Protetto: La scienza dell’allenamento nella difesa personale
25 02 2011Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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L’abc
24 02 2011Non mi ricordo se ho già pubblicato un articolo in merito alle fondamenta di un sistema di difesa personale… Cavolo. Troppi post! In ogni caso, repetita iuvant.
Faccio dunque seguito alla lettera aperta che trovate cliccando qui , per ribadire alcuni concetti cardine, spunti di riflessione tratti dalle slide dei corsi di base.
- Reality-check #1: il tuo allenamento ti sta preparando ad affrontare un qualsiasi assalitore, predatore esperto determinato ad ucciderti ad ogni costo? semplicità, sorpresa, velocità, violenza, asimmetria.
- “Violence is not a politically correct beast, dealing with it neither”
- Metodi pseudo-militari: ammesso che – cosa rarissima – sia autentico, un metodo concepito per SEALS, Delta, FBI, Spetsnaz, SAS, ecc., ed i suoi “adattamenti per civili” non è adatto alla gente comune. Un soldato ed un criminale usano procedure e modalità completamente differenti. Un soldato rarissimamente ricorre al combattimento a distanza ravvicinata, quasi mai al corpo a corpo a mani nude. Quello che fa la differenza non è un metodo militare, ma una “mentalità guerriera”. E’ molto più realistico che un metodo per gente comune possa costituire le fondamenta su cui costruire percorsi specialistici (vedi lo SPEAR di Blauer).
- DefenseLab è apertamente schierato contro la “Chiesa della Verità Marziale”: sempre testare e sperimentare; sempre aperti a tesaurizzare il lavoro degli altri; sempre in discussione costruttiva e critica con noi stessi e con gli altri.
- La nostra definizione di reality-based: “allenamento ed abilità di sopravvivenza basati su reazioni istintive, tattiche psico-fisiologicamente sensate, e situazioni di conflitto moderne, che i praticanti hanno la probabilità di fronteggiare nel proprio ambiente”.
- Se l’istinto suggerisce un’aggressione e la fuga o la de-escalation non sono opzioni percorribili, la tattica di difesa deve essere S.A.F.E.:
- Simple (semplice) da imparare, applicare, ricordare.
- Adaptable (adattabile) ad ogni confronto, sia che avvenga camminando, correndo, guidando, stando seduti o sdraiati.
- Fast (veloce), “stun & run” (stordisci e scappa). L’obiettivo non è vincere, ma sopravvivere fisicamente e mentalmente. Effetto sorpresa.
- Effective (efficace) al 90%, sul 90% della popolazione, il 90% delle volte. Scatenare la massima capacità offensiva appena l’aggressione si fa concreta (CWCT, First-Strike, Shredder, ecc.). Ricercare asimmetria attraverso l’intensità e la continuità.
- Non arrendersi mai, continuare a combattere, non seguire le tattiche dell’aggressore, mai accedere al 2° scenario.
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Categorie : Cultura, Didattica
Protetto: forma fisica e difesa personale
28 01 2011Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Protetto: Workout Tabata Mix
20 11 2010Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
Etichette: allenamento, crossfit, Functional Training, hiit, metodo, preparazione atletica, tabata, workout
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Skill training
12 11 2010DefenseLab è un metodo di difesa personale basato sulla replicazione di scenari reali, dove l’abilità si misura dall’esperienza nella gestione e non dalla “tecnica”. Tuttavia, alcune abilità tattiche funzionali sono necessarie per raggiungere un livello di efficacia sufficiente.
Sabato 13 novembre, dalle 10.30 alle 12.00 presso il Club Gymnica di Alfonsine, terrò un allenamento sugli aspetti di base, propedeutico sia per la partecipazione ai normali allenamenti serali che ai seminari. Il programma è il seguente:
- Analisi video di casi di aggressione reale e princìpi tattici
- Allenamento delle tecniche di base: posizioni, conversione tattica e controllo, reazione difensiva
- Sperimentazione su scenari didattici
- Aggressioni con armi e con più avversari
- Preparazione fisica funzionale
Per i soci Gymnica l’allenamento è gratuito. Per i non iscritti, il costo è pari alla quota d’accesso giornaliero al Club.
RSVP
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Categorie : Allenamenti
Serie “Home Invasion”
11 11 2010Ho pubblicato alcuni articoli didattici sulle home invasion. Ecco la mappa cliccabile:
Buona lettura…
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Protetto: Home invasion – il family plan
11 11 2010Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Categorie : Cultura, Didattica
Dal SHOT Show 2010
27 10 2010Due video su applicazioni di BMF in High Gear. Grandi Aka e Carlo!
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Categorie : Cultura, Dal mondo, Video
Un antico metodo moderno
22 10 2010Un “bravo” a tutti coloro che stanno affrontando la scenario replication di questi ultimi allenamenti. Tutti, nessuno escluso. L’HLST é tosto, é un momento della verità. E per fortuna raccogliamo indizi sul nostro potenziale di miglioramento della performance. Ogni tanto parlo del misteriosissimo neural training. Beh, ecco un esercizio.
Scriviti su un foglio, in forma positiva, gli aspetti che ti sono stati corretti. Ad esempio, non scrivere “Non devo farmi accerchiare”, o “Non devo sbagliare priorità”, ma “Esci dall’accerchiamento” e “Focalizzati sulla minaccia immediata”.
Ogni tanto (e almeno qualche volta al giorno), rileggi e rifletti su quanto hai scritto, immaginati mentre lo fai.
Al prossimo allenamento migliorerai sicuramente.
Parola di guru
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