45° Rapporto Censis

2 01 2012

“Le tante forme della violenza quotidiana. Una indagine del Censis fotografa bene un clima sociale in cui si afferma con forza la primazia dell’io e la convinzione che le regole abbiano un peso relativo. L’85,5% degli italiani si arroga il diritto di essere il giudice unico dei propri comportamenti, affermando il primato della coscienza individuale. Il 67,6% ritiene che le regole non devono soffocare la libertà personale. Una libertà che può arrivare anche all’utilizzo delle cattive maniere per difendersi da quello che si considera un sopruso (la pensa così il 51,4%). Anche perché, se non ci si fa rispettare, non si riuscirà mai a ottenere il rispetto altrui (secondo il 70,7%). Aumenta così il conflitto. Tra il luglio 2010 e il giugno 2011 si sono svolte 241 manifestazioni di piazza con disordini, il 53,5% in più rispetto all’anno precedente, con un totale di 556 persone ferite, 1.486 denunciati e 100 arrestati.”

Dal 45° Rapporto Censis sulla situazione sociale del paese, dicembre 2011.





Protetto: Comportamenti di protezione

5 08 2011

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Polizia e tasso di criminalità

12 03 2011

Mi ricollego ad un post di qualche tempo fa, in cui citavo un articolo. In esso, si riportavano dichiarazioni rilasciate da organi di polizia relativamente al piano di potenziamento di mezzi e risorse. Dichiarazioni che ad un addetto ai lavori non potevano che suonare demagogiche e strumentali.

Riporto qui di seguito quanto emerge da numerosi studi internazionali.

Quanto alla presenza di forze di polizia, la controprova della scarsa efficacia di questa misura nella diminuzione dei tassi di criminalità sta proprio nel caso italiano. L’Italia, se comparata con altri paesi europei, ha una presenza di operatori di polizia per abitanti assai più elevata, eppure l’Italia è proprio uno dei paesi meno toccato dal declino della criminalità degli ultimi dieci anni. Anche in questo caso, si è notato che la diffusione di operatori di polizia nei paesi europei varia sensibilmente, eppure in tutti questi paesi si assiste ad una diminuzione dei tassi di criminalità mentre non si può negare un possibile effetto di contenimento dovuto alla migliore efficienza della polizia (capacità investigative e coordinamento). Un effetto, quest’ultimo, che però può anche risultare contraddittorio con la diminuzione della criminalità, perché una polizia più efficiente scopre più reati e arresta più persone, portando così ad un incremento, invece che a una diminuzione, dei tassi di criminalità.

(“Politiche e problemi della sicurezza in Emilia-Romagna”, Presidenza della Giunta Regionale)

Investire soldi e risorse nel potenziare una struttura perchè “è stato infatti accertato che la sola presenza dell’agente in divisa contribuisce a innalzare il livello di percezione di sicurezza da parte dei cittadini”, anzichè investire in ciò che realmente (e non a livello di percezione) migliora la sicurezza non è certo la miglior politica ed evidenzia, nel migliore e più ottimistico dei casi, ignoranza.





Protetto: Dati sul senso di insicurezza

5 12 2010

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Protetto: Reati,vittime e percezione della sicurezza

5 12 2010

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Dati sulla percezione della sicurezza

22 11 2010

Ecco un’anticipazione dei dati ISTAT. Presto un’analisi più approfondita. Come sempre, ci si prepara ad usare la percezione d’insicurezza (=paura) come strumento chiave della prossima campagna politica ;)

ROMA (Reuters) – E’ diminuito negli ultimi anni il numero di italiani che si sentono “molto sicuri”, nonostante il calo di alcuni reati, e le zone di maggiore criticità risultano Campania, Lazio e Puglia. Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto Istat “Reati, vittime e percezione della sicurezza 2008-2009″, presentato oggi a Roma.

“La percezione di insicurezza mostra una sostanziale stabilità, sebbene continuino a diminuire coloro che si sentono molto sicuri (dal 24,3% del 1997-1998 al 18,8% del 2008-2009) e aumentino coloro che non escono mai (dall’8,4% del 1997-1998 all’11,6%), soprattutto tra gli anziani con più di 70 anni”, spiega una nota.

La paura è elevata specie tra le ragazze di 14-24 anni e al Sud, dove il 22% si dichiara poco sicuro e l’11,2% per niente sicuro.

“Nel territorio emergono alcuni luoghi di maggiore criticità: la Campania, il Lazio e la Puglia si posizionano sempre nei livelli più alti della graduatoria sia rispetto ai reati subiti, che al timore di subirli nonché in relazione alla percezione di insicurezza e al degrado della zona. Tra le regioni del Nord invece è il Veneto a mostrare i livelli più elevati di paura tra i cittadini”, dice la nota.

I reati per cui è cresciuta la preoccupazione sono rapine e aggressioni, scippi e borseggi, e soprattutto le violenze sessuali, di cui ha paura più del 50% delle donne.

Rispetto al 2002 è cresciuta l’influenza della criminalità sulle abitudini di vita, salita dal 46,3% al 48,5%.

Tra i cambiamenti di questi anni, il miglioramento del giudizio sul lavoro delle forze dell’ordine: solo il 38,4% si dichiara poco o per nulla soddisfatto, rispetto al 42,2% del 1997-1998 e al 36,2% del 2002.

Per quanto riguarda i reati, “al Sud più rapine, scippi, minacce, furti di veicoli, al Centro-Nord più furti di oggetti senza contatto, furti nella prima casa, borseggi e furti di biciclette”.





Protetto: Sbagliando si impara a sbagliare

17 10 2010

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DefenseLab 2.0: empower your skills

27 09 2010

Ormai ci siamo: DefenseLab sta per presentare il programma 2011! Tantissime novità entusiasmanti, che innalzeranno ulteriormente il livello della pratica e il valore dell’ “investimento” di chi ci ha supportato e dato fiducia finora.

Le novità non riguarderanno solo i classici appuntamenti seminariali, ma anche la struttura didattica, il posizionamento strategico dell’iniziativa e la politica di affiliazione di singoli praticanti, gruppi d’allenamento ed istruttori.

Il 2011 sarà veramente l’anno della svolta per il network locale che sta nascendo e per la collaborazione internazionale con gli opinion leader mondiali della difesa personale.

Accennavo al valore dell’investimento, perchè chi ha già praticato con DefenseLab avrà dei vantaggi che… ;)

Il nuovo pay-off potrebbe essere: “empower your skills“, cioè “dai potere alle tue abilità”. Potere per cosa? Per fare la differenza: nella nostra sicurezza, nella comunità, nel settore della difesa personale, nella consapevolezza.

Tutto il concept è in revisione interna e presso i nostri “mentori”, quindi restate in ascolto perchè a brevissimo verranno rivelate le novità.





furti in casa e sfortune varie

1 08 2010

Abbiamo spesso parlato dei crimini perpetrati tra le mura domestiche, tra i peggiori che possano capitare sotto ogni punto di vista.

Per alcuni articoli, digita “home invasion” nel box “Cerca” del sito. Per chi ha frequentato il seminario dedicato e gli allenamenti successivi, rimando alle note tecniche che abbiamo lasciato.

Oggi mi è capitato un articolo che richiama un decalogo della Questura di Ravenna contro i furti in casa. E’ una lettura interessante (anche se un po’ vetusta, mettiamola così…!), che afferisce al primo – e fondamentale – strato difensivo: la prevenzione e le contromisure passive. Puoi leggere l’articolo cliccando qui.

Qualche mese fa, la Polizia ha inoltre pubblicato una brochure di consigli generali su altri tipi di crimine (la trovi cliccando qui). Di nuovo, il materiale è un po’ all’acqua di rose, ma ha l’enorme merito di essere un altro campanellino per il risveglio della necessità di formare una corretta consapevolezza verso situazioni ad alto rischio di vittimizzazione.





emergenza 112

19 07 2010

Come si diceva una volta, riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Stavo andando al [locale in provincia di Ravenna] …, erano le 2.15, davanti a noi un ubriaco strafatto con un voyager stava estirpando specchietti e sfasciando carrozzerie alle auto parcheggiate in fila.

Io ho lasciato la sua targa su un paio di macchine perchè lui non si è fermato. Volevo chiamare la polizia perchè venisse a fargli qualcosa, ma sia il 112 che il 113 non hanno risposto. Dava libero. Ma nessuno che abbia detto pronto!

Ho pensato che uno così per strada potesse far male anche a me. Invece ha potuto circolare liberamente.

[...] Mentre continuava a scassare tutte le macchine con il portellone laterale aperto e gli amici dentro che ridevano, io gli ho urlato se poteva per lo meno scostarsi ed evitare di continuare, lasciando magari i suoi dati a quelli a cui aveva fatto danni. Mi sono presa ovviamente mille insulti. Ho lasciato perdere, ma volevo chiamare la pattuglia, non riuscendoci.

Tra l altro rompono tanto per incidenti e massacri. Al [locale] ci saranno ad ogni festa 1500 persone, di cui l’80% (perchè sono ottimista) con tasso alcolico superiore a quello consentito e non c’era nemmeno una pattuglia in giro a controllare qualcuno.

Mi giravano sentitamente le palle. Ti ho pensato in quel momento, a quando dici che anche solo pensare di restare fuori dai casini ti può aiutare. E cosi oggi ti ho informato :-)

Eh, il mio primo pensiero è stato: “Incredibile”… Ma dove?! Non in Italia: da noi ormai è possibilissimo.

Leggete questa, dalla EENA (maggio 2010):

La Commissione Europea ha deciso di chiedere nuovamente l’intervento della Corte di Giustizia Europea contro l’Italia per le inadempienze sulla localizzazione delle chiamate ai numeri di emergenza in Italia ed in particolare relativamente al 112, numero unico di emergenza Europeo.

Dopo la condanna dell’Italia lo scorso 15 Gennaio 2009, ora la Commissione chiede una severa multa che potrebbe costare al Governo 39680 euro al giorno dalla data della sentenza e 178560 euro al giorno dal momento in cui la Corte di Giustizia Europea emetterà la sentenza pecuniaria.

Facendo un rapido calcolo, ad oggi l’Italia dovrà pagare 19 milioni di euro, cioè quasi la metà di quanto già stanziato per la sperimentazione della localizzazione delle chiamate ai numeri di emergenza lo scorso settembre 2009.

Siamo di fronte a una presa di posizione importante da parte della Commissaria Neelie Kroes per l’agenda digitale (foto), la quale ha dichiarato:

“Mi dispiace che la Commissione abbia dovuto chiedere alla Corte di Giustizia di imporre sanzioni finanziarie all’Italia, ma non posso non intervenire quando vedo che le inadempienze di un governo mettono a repentaglio la vita dei cittadini. E’ indispensabile che i servizi di emergenza italiani possano localizzare le chiamate di emergenza – spesso è una questione di vita o di morte. Alla stregua di tutti gli altri Stati membri, l’Italia deve rispettare gli obblighi vigenti per l’attuazione del servizio di emergenza unico Europeo 112″.

Ecco la situazione in un paese membro del G8…

Mi vengono in mente le prime parole che abbiamo scritto nella presentazione della nascita di DefenseLab: “L’evoluzione della società costringe ognuno di noi a rivestire sempre più spesso l’ingrato ruolo di unico responsabile e garante dell’incolumità propria e delle persone che amiamo”.

Come ha detto Albert Einstein, “È meglio essere ottimisti ed avere torto piuttosto che pessimisti ed avere ragione”.

Noi, anche se abbiamo ragione, rimaniamo ottimisti, ma solo perchè lavoriamo su noi stessi… ;-)

Se vuoi approfondire la situazione dei numeri d’emergenza, ecco il sito giusto: http://www.eena.it/Italia.htm.

Stay safe.





Protetto: beginner’s mind

7 06 2010

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Protetto: Estate & friends

25 05 2010

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Nuovo nato!

19 01 2010

Lo avevamo annunciato in anteprima, adesso è partito!

Ecco un sito che passa a pieno diritto nelle risorse di DefenseLab: http://www.personaldefensenetwork.com/

Grazie a Rob, Tony e a tutti gli altri.

See you soon, guys!





Articolo di Rob Pincus

31 12 2009

Un interessante articolo dall’ultimo numero della newsletter di Rob Pincus.

http://www.imakenews.com/valhalla/e_article001633545.cfm?x=bgpC0QG,bgJVfy02





In campo contro la violenza verso le donne

26 11 2009

Uno dei “driver” mio e di Teo è sempre stata l’ansia di poter fare qualcosa di incisivo per migliorare la sicurezza di ognuno di noi ed in particolare dei più vulnerabili.

Oggi, nella giornata mondiale dedicata allo sconfiggere la violenza contro le donne, DefenseLab scende in campo un’altra volta, ancora più concretamente. Abbiamo aderito alla campagna mondiale dell’ONU “Say NO – UNiTE to End Violence against Women”, ed in questo ambito effettueremo iniziative di sensibilizzazione, educazione e raccolta fondi.

Abbiamo dedicato una pagina del sito a questo tema: http://defenselab.org/say-no-unite/.








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