Un interessante articolo dall’ultimo numero della newsletter di Rob Pincus.
http://www.imakenews.com/valhalla/e_article001633545.cfm?x=bgpC0QG,bgJVfy02
Un interessante articolo dall’ultimo numero della newsletter di Rob Pincus.
http://www.imakenews.com/valhalla/e_article001633545.cfm?x=bgpC0QG,bgJVfy02
Uno dei “driver” mio e di Teo è sempre stata l’ansia di poter fare qualcosa di incisivo per migliorare la sicurezza di ognuno di noi ed in particolare dei più vulnerabili.
Oggi, nella giornata mondiale dedicata allo sconfiggere la violenza contro le donne, DefenseLab scende in campo un’altra volta, ancora più concretamente. Abbiamo aderito alla campagna mondiale dell’ONU “Say NO – UNiTE to End Violence against Women”, ed in questo ambito effettueremo iniziative di sensibilizzazione, educazione e raccolta fondi.
Abbiamo dedicato una pagina del sito a questo tema: http://defenselab.org/say-no-unite/.
(ANSA) – ROMA, 17 NOV – E’ l’indifferenza la reazione principale da parte dei coetanei di fronte agli atti di bullismo per il 10/mo rapporto Eurispes.
L’indagine, realizzata con Telefono Azzurro, fotografa la condizione di infanzia e adolescenza. L’aumento di ‘spettatori silenziosi’ e’ una novita’ nel fenomeno del bullismo. Fra gli adolescenti questo atteggiamento e’ aumentato di 7 punti (dal 12,1 al 19,5%). I ragazzi esprimono anche incertezza sul futuro: tra i problemi principali laurea e lavoro.
(ANSA) – ROMA, 17 NOV -Fra il 1 gennaio 2006 e il 31 luglio 2009,il 114,linea telefonica per l’emergenza infanzia,ha gestito una media mensile di 136 interventi.
Le richieste di intervento raccolte da Telefono Azzurro, arrivano per lo piu’ nella fascia serale notturna (35,5%). In generale, la maggior parte provengono da Nord Italia (43,2%),Centro (23,9%),Sud (22,9%),Isole (10%). Chi telefona e’ soprattutto un adulto (90%) e riguarda interventi per maschi (52,6%) e bambini entro i 10 anni (63%).
Faenza: assalto all’iper ”Le Maioliche”, centinaia di migliaia di euro il bottino.
Lugo: furto alla Snai, sgominata banda di sei romeni.
(ANSA) – ROMA, 17 NOV – Hanno rapinato e picchiato coetanei coltelli alla mano. Per questo 4 ragazzini, tra i 15 ed i 16 anni, sono stati arrestati dalla polizia. E’ accaduto al bowling dell’Acquacetosa a Roma. Di questi 2, che avevano gia’ precedenti, sono stati denunciati per false generalita’. All’origine di tutto il furto di un giubbotto: durante quello che doveva essere un chiarimento tra 3 gruppi di ragazzi fuori dal locale, un ragazzino viene derubato dalla catenina ed un altro viene colpito a calci.
[Da RavennaNotizie, 29/10/09]
Momenti drammatici in serata a Madonna dell’Albero. E’ stato infatti particolarmente movimentato il tentativo di furto avvenuto in una abitazione della zona Pepp di via Ballardini, dove due ladri hanno tentato di impossessarsi dell’armadietto blindato che custodisce fucili da caccia.Forse il vero obiettivo era un’ulteriore cassaforte contenuta nell’armadietto blindato.
Sono le 19.40 quando scatta l’allarme. Parte da Classe dove qualcuno aveva notato due persone infrangere un vetro e cercare di entrare in una abitazione. Accorre la Polizia, ma i due, vistisi scoperti, scappano. Passano dieci minuti ed è nuovo allarme. Questa volta si parla di colpi di arma da fuoco.
In via Ballardini i ladri entrano al primo piano di una palazzina dopo aver forzato la porta di un balcone. I due malviventi cercano di aprire con un piede di porco l’armadio blindato, ci riescono tolgono i fucili e provano ad aprire il piccolo forziere interno. Inutile. Tentano allora di caricare il pesante armadio sull’auto, una Subaru scusa, ma cade. Sembrano colpi di arma da fuoco, ma è il rumore dell’armadietto che cade più volte.
Intanto è sopraggiunto il proprietario della casa. Cerca di bloccare i ladri ma viene aggredito e buttato a terra. Mentre arrivano polizia e carabinieri, anche i vicini di casa scendono in strada. La Subaru fugge a tutta velocità. Non è da escludere che si tratti degli stessi malviventi che martedì sera, più o meno alla stessa ora, hanno messo a segno una violenta rapina in una villetta a San Carlo di Cesena, dove al proprietario è stato rotto un braccio.
Quando ci sarà qualche ragazzo morto, ci renderemo conto che il problema della delinquenza minorile e delle baby gang non è un fenomeno solo anglosassone.
L’isolazionismo culturale del nostro Paese è incredibile ed allucinante, arriviamo (quando arriviamo) sempre col treno della ghiaia. E chiedersi il perchè porta a conclusioni semplici, ma che fanno inorridire…
Altra dimostrazione che una cultura della sicurezza corretta e non distorta deve permeare tutti gli strati sociali e le fasce d’età. Speriamo che vada in porto l’operazione di Matteo, nell’interesse non certo nostro, ma di chi sempre più spesso diventa vittima, in una fase della vita in cui, più che in altri momenti, dovrebbe regnare la spensieratezza e la gioia di vivere.
Pubblicato da Wordmobi
Ennesimo caso di cronaca. Una persona muore. Inutilmente, per una circostanza evitabile.
Regola nº 1: quando si passeggia per strada, borse e bambini tra noi e il muro. Se si è in coppia, va bene anche tra noi ed il partner.
Consapevolezza situazionale: la chiave di tutto.
P.
Pubblicato da Wordmobi
Sto preparando un aggiornamento dello stato della criminalità in Emilia-Romagna per chi si allena con me e Matteo. Una piccola anticipazione sui dati disponibili può dare un’idea di come siamo messi ora, considerando che il trend medio è di stabilità e i reati violenti contro la persona sono in aumento…
Solo per Ravenna e provincia, 1.800 casi di violenza fisica, di cui circa 350 sono violenze sessuali (quest’ultimo è un dato stimato).
A livello regionale, 19.300 casi, di cui oltre 5.000 violenze sessuali (anche qui, dato stimato)…
Per bontà d’animo, non ho incluso i dati sulle rapine in abitazione, o – come meglio definiscono negli USA – “home invasions”: con quelli vi terrorizzerò con una dispensa tecnica specifica
Il cervello, sotto stress, non distingue tra percezione e realtà oggettiva, rendendo la prima uguale alla seconda (da cui una scienza a sè sull’analisi degli errori e delle loro cause). Questo è vero sia in casi estremi, come la percezione di uno stressor di sopravvivenza, sia in casi “soft”, come la proiezione del contesto socio-culturale verso noi stessi.
Per questo, completerò il dossier con un’analisi dei dati relativi alla percezione individuale del fenomeno “(in)sicurezza”.
Stay tuned!
Commenti recenti