Protetto: Osservazioni sui coltelli
29 07 2010Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Fatalismo e corsa
28 07 2010Si, lo ammetto: sono profondamente fatalista. Quando i “segni” dicono che una cosa non va fatta, non mi piace forzare la mano. Ma lo sono anche al contrario! Così come è successo che abbiamo rinviato la scenario replication di Jogging X-treme, oggi, mentre chiacchieravo con Teo a casa mia, è arrivato il “messaggio” che dice che è ora di farla, come commiato prima delle due settimane di pausa estiva.
Leggete qua:
TORINO – L’ha aspettata, certo che nel parco vi fossero soltanto loro. Lui, lo stupratore, un uomo dal fisico possente e atletico. E lei, una giovane dottoressa che ogni mattina andava a fare jogging nel parco della Colletta a Torino, dove la Dora Riparia confluisce nel Po. Probabilmente l’uomo, frequentatore abituale del luogo, ha perso la testa per lei proprio guardandola allenarsi. Un’attrazione che si è trasformata in una passione morbosa e perversa.
Tanto da indurlo ad architettare uno stupro che, almeno nei suoi progetti, avrebbe dovuto essere senza testimoni. Ma non è andata come voleva. Ieri mattina l’uomo ha sorpreso la donna, 32 anni, poco dopo che aveva iniziato a correre dopo avere parcheggiato l’auto ai margini del parco. L’ha inseguita di corsa per un breve tratto. Quindi l’ha afferrata per la maglietta e scaraventata a terra nei pressi di un cespuglio, le ha abbassato i calzoncini e l’ha violentata. Poche parole. “Ho un coltello – le ha detto – e quindi stai zitta”. Ma la vittima ha cercato di resistere in qualsiasi modo all’aggressione, gridando e dimenandosi. E, nonostante tutto sia avvenuto prima delle 7, non erano le due sole persone all’interno dell’area verde.
Una coppia di coniugi, infatti, stava passeggiando tra i vialetti ed è stata attratta dalle urla. La donna si è precipitata in soccorso dell’aggredita e ha messo in fuga il violentatore, inseguito da suo marito che però non è riuscito a fermarlo. I due hanno poi prestato i primi soccorsi alla dottoressa e hanno chiamato i carabinieri. La visita ginecologica effettuata all’ospedale Sant’Anna ha accertato l’avvenuta violenza. E subito sono scattate le ricerche dell’aggressore. Nonostante fosse in stato di choc, la vittima è riuscita a descriverlo bene ai militari e così hanno fatto i due soccorritori.
Si tratta di un uomo straniero ma non nordafricano, dal fisico palestrato, alto un metro e 85 centimetri, con i capelli corti e la carnagione scura. Ora i carabinieri hanno il suo identikit e secondo la coppia di coniugi sarebbe un frequentatore abituale del parco della Colletta. Da qui l’ipotesi che abbia studiato attentamente le abitudini della sua vittima per poi colpirla a colpo sicuro. Potrebbe essere residente nella zona, visto che frequentava abitualmente quel parco nelle prime ore del mattino.
Anche se i carabinieri non tralasciano alcuna pista. Intanto, però, il quartiere Vanchiglietta è in fibrillazione, visto che c’è ancora uno stupratore in libertà. E’ in grado di colpire in città e al mattino, non coperto dall’oscurità. “E’ un fatto grave, ma è anche un caso isolato. E un aspetto importante – ha osservato il prefetto Paolo Padoin – è che ci siano stati altri cittadini che sono intervenuti in aiuto alla signora. E’ un segno del fatto che in questa città c’é un controllo sociale che funziona”.
(ANSA.it, 23 luglio)
E questo articolo è uscito qualche giorno dopo:
Sanno chi e’, probabilmente dove lavora. Ma il violentatore che giovedi’ mattina ha aggredito una veterinaria di 32 anni tra i vialetti e gli alberi del parco della Colletta di Torino, dove la Dora Riparia confluisce nel Po, potrebbe avere gia’ lasciato la citta’, braccato da una caccia all’uomo aperta dai carabinieri.
La giovane donna che ha subito violenza, e che avrebbe riconosciuto nel bruto la stessa persona vista qualche volta correre – come lei – nel parco, trova la forza di lanciare un appello alle altre donne: ”Mai da sole, mai” a fare jogging nel parco quando e’ poco frequentato. E i City Angels di Torino, hanno gia’ ricevuto la richiesta di alcune donne di essere scortate nei parchi: ”Siamo pronti”, hanno risposto i ragazzi e le ragazze con le magliette rosse ed il basco azzurro, attivi in 15 citta’.
Secondo le ultime indiscrezioni, non confermate pero’ dall’Arma, i militari, che hanno in mano l’identikit realizzato sulla base delle descrizioni fornite dalla vittima e dalla coppia che l’ha soccorsa, lo avrebbero identificato in un nordafricano dipendente di un kebab restaurant nel quartiere di San Salvario. Il violentatore, un uomo ‘palestrato’ alto un metro e 85 centimetri, con i capelli rasati, era fuggito lungo il Po verso nord. Indossava canottiera e pantaloncini neri ed era un frequentatore abituale del parco, forse proprio per studiare meglio i movimenti e le abitudini della sua vittima.
Sia la donna aggredita, una ceca residente nel capoluogo piemontese da otto anni, che i coniugi che sono intervenuti interrompendo la violenza, hanno detto di averlo gia’ visto tra coloro che corrono all’interno dell’area verde. Non e’ escluso che l’uomo abbia gia’ lasciato la citta’. ”Quell’uomo – ha raccontato la veterinaria – mi ha aspettato, conosceva i miei orari. Era vicino al parcheggio di via Bologna. All’improvviso mi sono sentita afferrare alle spalle. Mi ha bloccato la bocca e mi ha trascinata verso alcuni cespugli. Ho cercato di reagire, ma e’ stato inutile. All’inizio mi ha detto che voleva solo i soldi e che aveva un coltello, ma poi mi e’ saltato addosso e mi ha strappato i vestiti. Ora non so se me la sentirei di guardarlo in faccia”.
La coppia che passava nei paraggi in quel momento aveva pensato inizialmente che fosse una coppia appartata, finche’ ha visto lei cercare di divincolarsi in ogni modo dalla morsa del bruto. Allora e’ intervenuta mettendolo in fuga, ma senza riuscire a bloccarlo. Intanto il caso riaccende l’allarme sulla sicurezza delle donne sole nelle aree pubbliche. I ‘City Angels’ affermano di aver ricevuto alcune telefonate di giovani che hanno chiesto di essere accompagnate quando attraversano i parchi cittadini, soprattutto nelle ore in cui sono meno frequentati. E cosi’ hanno dato la loro disponibilità. ”Siamo pronti – afferma Alfredo Tavernese, presidente nazionale del sodalizio – a fare la nostra parte se necessario. Tuttavia, non riteniamo che Torino sia una citta’ pericolosa, ma purtroppo dopo casi come questi si diffonde la psicosi”.
Non posso fare altro che rilinkare il mio articolo precedente: http://wp.me/sCPzS-corri.
Stasera fisseremo la data per l’allenamento, che ho arricchito di alcune varianti sostanziali (dal punto di vista dello scenario) rispetto al precedente appuntamento.
Una nota a margine (che è oggetto di una nuova safety list): mai pensato alle aggressioni da parte di cani mentre correte? Qualche settimana fa un signore è morto per questo…
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Scippo al Bancomat
12 07 2010Qualche mese fa abbiamo lavorato agli scenari di rapina al Bancomat… Ecco un articolo recentissimo.
(da RomagnaOggi.it) RAVENNA – Scippata dopo aver fatto un prelievo al bancomat. E’ quanto accaduto domenica pomeriggio a Ravenna ad una signora allo sportello automatico di via Cesarea. Ad agire un individuo che in modo fulmineo è riuscito a prender la borsa della vittima dal cestino della bici, per poi fuggir via a bordo di una “Fiat Punto”. La donna non era ancora riuscita a metter il denaro prelevato nel portafogli. Così il malvivente si è dovuto accontentare di appena 5 euro. Nella borsa c’era anche un telefonino cellulare. Immediato l’allarme lanciato dalla vittima al ‘112′. Sul posto è intervenuta una “gazzella” che ha raccolto la testimonianza della derubata. Subito è iniziata la caccia all’uomo, che si è conclusa con un nulla di fatto. Secondo la descrizione della signora, ad agire è stato un extracomunitario.
Oltre a tutto quanto detto durante le lezioni ed alla relativa safety check-list, tutta incentrata sulla situational awareness (aka non girare con la testa nel c…), aggiungo che chiaramente non si va in giro in bici con la borsa nel cestino! C’è chi sostiene che sia meglio rispetto all’averla a tracolla, in quanto in caso di scippo la caduta sarebbe certa e rovinosa. Secondo me, l’ideale è andare in bici senza borsetta. L’accorgimento – che vale quando si è a piedi – di tenerla sul lato marciapiede/muro (così come si dovrebbe fare coi nostri bimbi quando li portiamo a passeggio), non scongiura il “furto con strappo”. Un consiglio sempre valido, invece, ma forse non applicabile con un caldo del genere (!), è di tenere la borsa sotto la giacca (da non fare coi bimbi
).
Qui sotto ho incluso un video di Tony Blauer su una possibile strategia di disinnesco di un potenziale rischio al Bancomat.
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Protetto: Corri!
21 06 2010Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Protetto: aggressioni armate, alcune idee
19 06 2010Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Protetto: Due esempi tecnici
31 01 2010Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Aggressione ai Vigili del Fuoco
21 01 2010Vi invito a leggere attentamente ed a riflettere su OGNI frase di questo articolo. Come dice Marzullo, fatevi le domande e datevi le risposte… Postate i vostri commenti, e se c’è interesse poi posterò i mei
ROMA – E’ stata una mattina di follia alla caserma romana dei vigili del fuoco di piazza Scilla, a Capanelle. Un ingegnere dipendente della struttura, forse per una lite dovuta al mancato pagamento di alcuni lavori, ha prima ferito alla gola con un coltello a serramanico di 10 centimetri, l’impiegata dell’ufficio amministrativo, poi si è scagliato su altre tre persone che cercavano di fermarlo nei pressi del Sacrario dei pompieri. Secondo quanto riferito dal 118 intorno alle 10:30 sono arrivate circa 70 chiamate dalla scuola per chiedere aiuto.
“Un gesto di pura follia, non ha detto nulla, ha tirato fuori un coltellino di quelli tascabili e ha colpito quattro colleghi”. Così ha descritto gli attimi di terrore nella scuola dei vigili del fuoco, Gennaro Tornatore, responsabile della comunicazione al ministero degli Interni. “Non ci risulta che prima dell’episodio l’uomo avesse avuto discussioni o che alla base del gesto ci siano motivi di tipo economico – ha aggiunto -. Lavorava qui da cinque anni e si occupava della formazione”.
“C’erano pozze di sangue ovunque, una situazione di panico totale. I feriti hanno detto che è stato un gesto improvviso, un attacco a freddo senza motivo”, ha raccontato il direttore della centrale operativa del 118 di Roma, Livio De Angelis. “Sono due le donne rimaste ferite – ha proseguito – di cui una in gravi condizioni, ricoverata all’ospedale Vannini a causa di una ferita di almeno 10 centimetri alla gola”.
Gabriele Mancini, un ingegnere di 41 anni, ha poi tentato di fuggire investendo con l’auto altri quattro vigili del fuoco che gli bloccavano la strada. I carabinieri sono però riusciti a fermarlo e l’hanno portato nella stazione Appia in via del Calice. La donna è ricoverata in gravissime condizioni al Policlinico Casilino mentre gli altri feriti sono stati trasportati agli ospedali Gemelli, San Camillo e Vannini. La stazione di piazza Scilla, a Capannelle, è una struttura usata anche come luogo di esercitazioni per i vigili del fuoco. Sul posto sono arrivati due elicotteri del 118, il capo dipartimento, del soccorso pubblico e della Difesa civile, Francesco Paolo Tronca, e il capo del Corpo nazionale Antonio Gambardella.
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Protetto: Alcuni concetti di base
16 01 2010Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Articolo di Rob Pincus
31 12 2009Un interessante articolo dall’ultimo numero della newsletter di Rob Pincus.
http://www.imakenews.com/valhalla/e_article001633545.cfm?x=bgpC0QG,bgJVfy02
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Aggressione ad un Primo Ministro: ma come può succedere?!
15 12 2009Innanzi tutto, solidarietà incondizionata alla persona vittima di violenza.
“Il successo o il fallimento di un team dipende dal successo o fallimento di ciascuno dei suoi membri. Se uno di essi ha una scarsa situational awareness, possono verificarsi errori critici nella performance che minano il sucesso dell’intero team. Per definizione, ciascun membro del team deve possedere un alto livello …di situational awareness su quei fatttori che sono rilevanti per il suo lavoro. Non è sufficiente che un membro sia consapevole di informazione critica se colui che ne ha bisogno non è altrettanto consapevole”.
Detto questo, guardiamoci ‘sti due link e riflettiamo molto profondamente… i corsi base servono a TUTTI, purtroppo…
- Il contesto dell’aggressione: http://tv.repubblica.it/dossier/aggressione-berlusconi-ferito/l-aggressione-ricostruzione-video/40226?video=&pagefrom=1: nessunissima strategia preventiva… e si poteva fare tanto tanto anche in quel contesto…
- La tattica di rimozione dell’aggressore: http://tv.repubblica.it/dossier/aggressione-berlusconi-ferito/berlusconi-ferito-l-aggressore-portato-via/40214?video: nessun bloccaggio, nessuna ricerca di altre armi, nessun ammanettamento, disorganizzazione totale…
Oibò.
L’unica cosa che mi ha fatto sorridere è che, per dare enfasi al fatto (di per sè risibile, dal punto di vista tecnico-professionale), l’entourage del Premier continua ad insistere sul fatto che i Servizi avevano già allertato di possibili rischi sicurezza… il che rende ancora più grave la disorganizzazione totale sulla gestione della prevenzione e dell’aggressione. Per la serie, “andiamo in giro col sedere verso i calci”…
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Morte evitabile
17 10 2009Ennesimo caso di cronaca. Una persona muore. Inutilmente, per una circostanza evitabile.
Regola nº 1: quando si passeggia per strada, borse e bambini tra noi e il muro. Se si è in coppia, va bene anche tra noi ed il partner.
Consapevolezza situazionale: la chiave di tutto.
P.
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Protetto: Aggressione: alcune riflessioni.
13 10 2009Commenti : Inserire la propria password per visualizzare i commenti
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Rapina in villa: riflessioni.
13 10 2009Un’altra vicenda che poteva concludersi diversamente ed in positivo. In caso di “home invasion”, come per ogni scenario di vittimizzazione, una reazione adeguata ed al momento opportuno è la chiave per evitare il peggio. Dall’articolo sembra di capire che abbia reagito solo uno dei membri della famiglia, mentre i casi di studio dimostrano che se la reazione è di gruppo le probabilità di successo sono elevate.
Come per ogni allenamento scenario-based, la simulazione della situazione, insieme a tutti i membri potenziali vittime dello scenario, è la chiave di volta. Cosa faresti se capitasse a te? Hai mai pensato quali opzioni hai se in piena notte, dalla camera da letto, senti qualcuno armeggiare alla porta? E se dopo essere stato svegliato a suon di calci la prima cosa che vedi è la canna di una pistola e tuo figlio in ostaggio? In altre parole, hai un piano? Soprattutto, oltre ad averlo pensato, hai deciso cosa farai? la tua famiglia ne è al corrente?
E’ scientificamente provato che il “neural training” (analisi video, immaginazione e visualizzazione, ecc.) potenzia di molto l’esperienza di preparazione alla difesa personale.
—
Rapina in villa a Leno (Brescia). Tre rapinatori, probabilmente slavi secondo la descrizione della vittima, sono entrati in un’abitazione e hanno minacciato e malmenato il proprietario. I malviventi erano armati di una pistola, forse giocattolo, e di cacciaviti. I malviventi hanno portato via gioielli per 30mila euro e poi hanno chiuso i familiari, padre, madre e figlio, nel bagno.
Nella villa in cui sono entrati tre rapinatori, che hanno messo a segno un colpo particolarmente violento, vivono Sergio Gobbi e i suoi familiari. Gobbi è stato picchiato molto violentemente e colpito al capo con l’impugnatura di un cacciavite. Ora è ricoverato in ospedale. Oltre all’uomo, di professione imprenditore nel settore della meccanica di precisione, è stato malmenato anche il figlio, ma pare in modo meno grave; mentre la moglie è stata spintonata.
I tre rapinatori hanno picchiato l’imprenditore che ha 58 anni, mentre il figlio ne ha 30, soprattutto dopo la sua reazione. L’hanno portato nel bagno e lì si sono accaniti contro di lui. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, i malviventi sono entrati scavalcando la rete situata sul muro di cinta della villa. Sono rimasti poi all’interno della casa per 20 minuti e se ne sono andati solo dopo essersi impossessati di gioielli e orologi.
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Allenamento balistico BTS in High Gear
12 10 2009Aka e Carlo in una demo al Warrior Expo a VA Beach
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Video di attacchi con coltello
12 10 2009Commenti : Lascia un commento »
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