Un paio di settimane fa ho pubblicato l’ennesimo articolo, preso dalla stampa locale, di un’aggressione, epilogo ormai scontato di atti persecutori. Clicca qui per il link a questo ed altri articoli simili.
In questi giorni, una mia carissima amica mi ha contattato, dopo aver visitato il mio sito. Riporto qui sotto la nostra conversazione, leggermente modificata nella struttura perchè lei non è italiana e perchè il nostro dialogo è avvenuto a più riprese.
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“Ho visitato il tuo sito, DefenseLab, ed ho visto alcuni video di difesa: li ho trovati interessanti. Ho letto diverse pagine e capisco ciò che scrivi, più di quanto tu possa immaginare. Peccato che sei in Italia, avrei preso qualche ora di lezione da te, sul serio.
Forse avrai sentito che tempo fa ho avuto un grave incidente. La verità è che sono stata vittima di stalking, che ha avuto la sua conclusione nella mia aggressione. I tuoi video corrispondono alla realtà che ho vissuto, anche se in più, prima di trovarmelo addosso con un coltello, mi ha investita con l’auto.
Quella mattina non ero per niente “appetibile”, ero vestita in modo anonimo e non appariscente. Un mio grave errore è stato di non aver colto i segnali che lui mi stava trasmettendo da tempo. Ad esempio, anni fa aveva apprezzato in modo innaturale il fatto che avessi lasciato il mio ex. Allora non ci ho dato peso. Come non ne ho dato a tutte le volte che ho trovato l’auto rigata al mio ritorno dopo una serata con gli amici. Un altro episodio: da un lato, quando passava in auto nella via dove abitavo mi lanciava baci con la mano, dall’altro in un’occasione mi disse che mi avrebbe sfregiata.
Durante l’aggressione ho potuto contare soltanto su di me, nessuno che sia intervenuto ad aiutarmi. In caso d’emergenza, sei sola. Quando sono arrivate la polizia e l’ambulanza, erano presenti quasi duecento persone, ma nessuno che sia intervenuto: avevano tutti paura del coltello! Mi sono salvata perché sono riuscita a spezzare la lama mentre la tenevo stretta. Le lesioni mi hanno causato anche una parziale invalidità alla mano destra. Dalle analisi è emerso che il maggior fattore di rischio per la mia vita sono stati i suoi tentativi di rompermi la testa sbattendomela sull’asfalto.
Non ho memoria di tutto quello che è successo, ma mi ricordo benissimo che il mio corpo era pieno di adrenalina per la paura di morire, cosa che mi ha dato la forza di sopravvivere! Di testa non c’ero più, ma il mio corpo lottava d’istinto. Ricordo che non riuscivo a vedere i suoi movimenti, sentivo solo il rumore dell’aggressione.
Quella mattina ho pensato ai miei genitori, ai miei amici, a tutte le cose non dette e che credevo non avrei più avuto la possibilità di dire. E’ grazie ai miei “Angeli” se posso raccontarti queste cose. Ho lottato come una leonessa, e fortunatamente sono stata capace di difendermi, proprio come nelle scene dei tuoi video. Certo che comunque ne ho prese anch’io!
Ti dico queste cose perché chi viene ai tuoi corsi deve prestare molta attenzione a gesti o comportamenti strani. E’ difficile comprendere da soli come ci si deve comportare per non diventare vittime potenziali. Per due anni non ho mai minimamente pensato che quel matto perverso mi avrebbe aggredita. Sono convinta che anche questo mio non essermi accorta del suo atteggiamento abbia alimentato la sua ossessione. Ho cercato di prevenire il peggio facendo esposti, quando poco prima dell’aggressione mi sono accorta che passava intere nottate sotto casa mia o mi bloccava il portone con l’auto. La Polizia ha fatto anche dei sopralluoghi, ma non è servito a niente.
Per un anno ho fatto fatica a stare tra la gente. In strada non guardo le persone in faccia per paura che qualcuno possa fraintendere il mio comportamento, penso ad ogni mia azione tantissime volte per paura che qualcuno mi stia studiando. Sono una persona totalmente diversa da prima e questo mi rende la vita difficile.
Quando nei tuoi articoli parli di ciò che un aggressore vuole dalla sua vittima, credo che per me desiderasse sia il mio corpo, sia la mia vita. Ho dovuto fronteggiare il mio aggressore durante il processo, addirittura lui chiedeva al Giudice di potermi parlare. Adesso so che le sue intenzioni erano di violentarmi e uccidermi, in base alle prove raccolte dagli investigatori. Dopo avermi aggredito, è scappato con l’auto. L’hanno rintracciato mentre stava tentando di suicidarsi, convinto che mi avesse uccisa. Dalle analisi del sangue è emerso che aveva preso anche del Viagra per stuprarmi! Mentre ti racconto queste cose, ho ancora i brividi, da quanto questo episodio mi sta ancora controllando.
Ti ho affidato un capitolo della mia vita che cerco di dimenticare, ma è troppo difficile farlo. Vorrei prendere un’arma, in questo mondo non mi sento più sicura, soprattutto perché quel pazzo l’anno prossimo avrà finito di scontare i tre anni di carcere.
Prima, vivevo in un mondo incasinato e stressante, ma bello. Giravo con una borsetta da almeno 5 kili, ma con dentro nulla con cui potermi difendere… Adesso, invece, non metto mai scarpe coi tacchi, tranne in casi eccezionali e se sono con altre persone, e porto sempre un coltello con me, anche se non si addice alla mia persona.
Ti mando delle foto di come ero ridotta 2-3 settimane dopo l’aggressione. Prima sai quanto fossi aperta, spontanea. Adesso sono insicura e vivo con la paura che qualcuno possa aggredirmi di nuovo da un momento all’altro. Questo non passerà mai. Vorrei così tanto tornare indietro e non provare continuamente questa paura.
Mantieni il mio anonimato, ma pubblica pure la mia storia sul tuo blog. Un caso reale. Il mio”.
Ho visitato il tuo sito, DefenseLab, ed ho visto alcuni video di difesa: li ho trovati interessanti. Ho visitato diverse pagine e capisco ciò che scrivi, più di quanto tu possa immaginare. Peccato che sei in Italia, avrei preso qualche ora di lezione da te, sul serio.
Forse avrai sentito che tempo fa ho avuto un grave incidente. La verità è che sono stata vittima di stalking. I tuoi video corrispondono alla realtà che ho vissuto, anche se in più, prima di trovarmelo addosso con un coltello, mi ha investita.
Ho lottato come una leonessa, e fortunatamente sono stata capace di difendermi, proprio come le scene dei tuoi video. Certo che comunque ne ho prese anch’io!
Quella mattina non ero per niente “appetibile”, un mio grave errore è stato di non aver colto i segnali che lui mi stava trasmettendo. Ad esempio, anni fa aveva apprezzato in modo innaturale il fatto che avessi lasciato il mio ex. Allora non ci ho dato peso. Come non ne ho dato a tutte le volte che ho trovato l’auto rigata al mio ritorno dopo una serata con gli amici. Un altro episodio: da un lato, quando passava in auto nella via dove abitavo mi lanciava baci con la mano, dall’altro in un’occasione mi disse che mi avrebbe sfregiata.
Durante l’aggressione ho potuto contare soltanto su di me, nessuno che sia intervenuto ad aiutarmi. In caso d’emergenza, sei sola. Quando sono arrivate la polizia e l’ambulanza, erano presenti quasi duecento persone, ma nessuno che sia intervenuto: avevano tutti paura del coltello! Mi sono salvata perché sono riuscita a spezzare la lama mentre la tenevo stretta tra le mie mani. Le lesioni mi hanno causato anche una parziale invalidità alla mano destra. Dalle analisi è emerso che il maggior fattore di rischio per la mia vita sono stati i suoi tentativi di rompermi la testa sbattendomela sull’asfalto.
Non ho memoria di tutto quello che è successo, ma mi ricordo benissimo che il mio corpo era pieno di adrenalina per la paura di morire, cosa che mi ha dato la forza di sopravvivere! Di testa non c’ero più, ma il mio corpo lottava d’istinto. Ricordo che non riuscivo a vedere i suoi movimenti, sentivo solo il rumore dell’aggressione.
Quella mattina ho pensato ai miei genitori, ai miei amici, a tutte le cose non dette e che credevo non avrei più avuto la possibilità di dire. E’ grazie ai miei “Angeli” se posso raccontarti queste cose.
Ti dico queste cose perché chi viene ai tuoi corsi deve prestare molta attenzione a gesti o comportamenti strani. E’ difficile comprendere da soli come ci si deve comportare per non diventare vittime potenziali. Per due anni non ho mai minimamente pensato che quel matto perverso mi avrebbe aggredita. Sono convinta che anche questo mio non essermi accorta del suo atteggiamento abbia alimentato la sua ossessione. Ho cercato di prevenire il peggio facendo esposti, quando poco prima dell’aggressione mi sono accorta che passava intere nottate sotto casa mia o mi bloccava il portone con l’auto. La Polizia ha fatto anche dei sopralluoghi a casa mia, ma non è servito a niente.
Per un anno ho fatto fatica a stare tra la gente, in strada non guardo le persone in faccia per paura che qualcuno possa fraintendere il mio comportamento, penso ad ogni mia azione tantissime volte per paura che qualcuno mi stia studiando. Sono una persona totalmente diversa da prima e questo mi rende la vita difficile.
Quando parli di ciò che un aggressore vuole dalla sua vittima, credo che per me desiderasse sia il mio corpo, sia la mia vita. Ho dovuto fronteggiare il mio aggressore durante il processo, addirittura lui chiedeva al Giudice di potermi parlare. Adesso so che le sue intenzioni erano di violentarmi e uccidermi, in base alle prove raccolte dagli investigatori. Dopo avermi aggredito, è scappato con l’auto. L’hanno rintracciato mentre stava tentando di suicidarsi, convinto che mi avesse uccisa. Dalle analisi del sangue è emerso che aveva preso anche del Viagra per violentarmi! Mentre ti racconto queste cose, ho ancora i brividi, da quanto questo episodio sta controllando la mia vita.
Ti ho affidato un capitolo della mia vita che cerco di dimenticare, ma è troppo difficile farlo. Vorrei prendere un’arma, in questo mondo non mi sento più sicura, soprattutto perché quel pazzo l’anno prossimo avrà finito di scontare i 3 anni di carcere. Prima, vivevo in un mondo incasinato e stressante, ma bello. Giravo con una borsetta da almeno 5 kili, senza nulla con cui potermi difendere! Adesso, invece, non metto mai scarpe coi tacchi, tranne in casi eccezionali e se sono con altre persone, e porto sempre un coltello con me, anche se non si addice alla mia persona. Ti mando delle foto di come ero ridotta 2-3 settimane dopo l’aggressione. Prima sai che ero una donna aperta, spontanea. Adesso sono insicura e vivo con la paura che qualcuno possa aggredirmi di nuovo da un momento all’altro. Questo non passerà mai. Vorrei così tanto tornare indietro e non provare continuamente questa paura. Mantieni il mio anonimato, ma pubblica la mia storia sul tuo blog, un caso reale. Il mio.
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